Omicidio Barbalinardo, a breve i referti delle analisi del Ris

Sono alla fase finale, le indagini sull’omicidio di Matteo Barbalinardo, il 17 enne ucciso a coltellate lo scorso 11 maggio da un coetaneo reoconfesso, in una palazzina in costruzione di via Duca d’Aosta a Marconia di Pisticci.
Il 16 giugno, nel corso di un sopralluogo tecnico, a cui hanno preso parte i legali della vittima con quello dell’omicida, sono stati prelevati alcuni campioni che, uniti a quelli già a disposizione dal giorno del ritrovamento del corpo, avvenuto una settimana dopo l’omicidio, sono stati inviati ai Ris di Roma, per le analisi scientifiche.
I risultati dovrebbero arrivare a breve, come ha confermato nei giorni scorsi il magistrato della Procura minori di Potenza, Olivieri. La Procura ha, invece, rinunciato al sopralluogo notturno con l’ausilio del Luminol, per cercare ulteriori tracce. Il dubbio della magistratura inquirente è che la notte dell’omicidio, sul posto fossero presenti altre persone oltre ai due ragazzi, tra i quali sarebbe scoppiata una lite violentissima.
Barbalinardo è stato trovato completamente nudo, avvolto in un tessuto-non tessuto per l’edilizia, probabilmente reperito dall’assassino sul luogo del delitto. Il corpo senza vita si trovava nella mansarda della palazzina in costruzione, mentre i vestiti del giovane sono stati ritrovati al piano terra, in una busta di plastica. Il giovane omicida, che ha confessato quasi subito il delitto, dopo il ritrovamento del corpo, non ha saputo ancora spiegazioni sul momento di quella drammatica lite. Perchè la vittima sia stata ritrovata nuda e perchè alcuni vicini avrebbero visto lo stesso omicida rientrare a casa con le gambe avvolte nello stesso tessuto-non tessuto. Anche l’assassino ha riportato una ferita profondissima alla mano, tanto da richiedere un intervento chirurgico, mentre la vittima aveva tagli in più parti del corpo, compresa la testa. Un segno evidente che, prima dell’omicidio, c’è stato un furibondo corpo a corpo, durante il quale è spuntato il coltellino, che l’assassino portava sempre con sè, con il quale secondo la difesa si sarebbero solo protetto dall’aggressione della vittima; secondo i legali della vittima, invece, avrebbe colpito con volontà. Dopo il referto dei Ris dovrebbe avviarsi il processo.

Antonio Corrado
pubblicato su Il Quotidiano del Sud

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