Esplosione Cammarelle senza colpevoli. Chiesta l'archiviazione

Oltre sei anni di attesa per conoscere la verità sulla vicenda del terribile scoppio di via G.Cesare. Le ultime notizie purtroppo, informano della  richiesta di archiviazione al G.I.P. da parte del P.M. incaricato. E ciò dopo le conclusioni delle indagini suppletive e relazione finale del consulente, che aveva messo a confronto cinque possibili ipotesi, concludendo che quella prospettata dal P.M. nella prima richiesta di archiviazione, pur ritenuta teoricamente possibile, avrebbe avuto probabilità di verificarsi estremamente  basse e teoriche, mentre delle altre quatto, solo due sarebbero plausibili: la prima parla di sversamento da contenitore accidentalmente rotto e innesco causato da apparecchio elettrico a batteria lasciato incautamente acceso, l'altra invece  riguarda lo sversamento da contenitore rotto accidentalmente e innesco causato da mozzicone acceso introdotto dall'esterno attraverso una delle aperture nel portone, probabilmente lanciato da un autovettura in corsa.
Proprio quest' ultima ipotesi avrebbe convinto il P.M. sulla possibilità di verifica, atteso che alle ore 3,00 circa della notte del 10 giugno 2011, da una macchina che transitava in quel  momento - passaggio notato da un teste - potrebbe essere stato lanciato incautamente un mozzicone di sigaretta acceso le cui scintille, stante la temperatura elevata di giugno, avrebbero potuto raggiungevano il locale, entrare in contatto con i vapori di benzina sversata che avevano saturato il locale, innescando l'esplosione.
Il P.M. nelle sue conclusioni, però, fa altre considerazioni, ritenendo che l'elemento esterno alla presunta condotta dei detentori del locale che avrebbero lasciato una tanica di liquido infiammabile sversatosi sul pavimento, poi evaporato, non può far sussistere il  reato  di  crollo colposo a carico degli stessi, in quanto l'esplosione non si sarebbe verificata se la scintilla esterna non fosse venuta a contatto col liquido infiammabile evaporato.
L'ultimo rilievo evidenzia però che gli ulteriori elementi acquisiti non consentirebbero di circoscrivere al di là di ogni ragionevole dubbio la responsabilità di natura penale  a carico dei detentori del locale, verso cui però, potrebbero profilarsi solo aspetti di responsabilità civile oggettiva per la esplosione comunque verificatasi e di natura endogena, e ciò se comunque si volesse aderire al convincimento del consulente che avrebbe ritenuto scarsamente probabile l'atto doloso esterno.
Per tutti questi motivi e visto l'art. 415, comma 1 c.p.p. il P.M ha ritenuto chiedere al G.I.P. di voler disporre archiviazione del procedimento. Intanto, anche se sono trascorsi oltre 6 anni da quella notte, è sempre vivo il ricordo della spaventosa esplosione, il cui potente boato - ricordiamo - fu registrato fino a Tinchi, allo Scalo e a Craco, e devastò uno stabile ed altri locali di quel rione in cui, per fortuna, rimasero ferite solo alcune persone, danneggiando oltre una ventina di auto parcheggiate, di cui tre tutte appartenenti ad una sola famiglia, la Musicco.

Michele Selvaggi

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