Dimensionamento scolastico: il TAR giudica inammissibile il ricorso presentato attraverso una petizione

Inammissibile ed infondato nel merito: è questo l'esito del ricorso presentato dai circa 100 firmatari la petizione che chiedevano al TAR di Basilicata di annullare quanto previsto dal piano triennale del dimensionamento scolastico attuato dalla Regione Basilicata.

In particolare, per il territorio di Pisticci, dal punto di vista amministrativo è stato deciso di aggregare la scuola primaria Monreale di Marconia all'Istituto Comprensivo "Padre Pio" di Pisticci. Ciò per una questione di numeri, sempre più al ribasso per quanto concerne l'istituto pisticcese che, nel corso degli ultimi anni, ha visto avvicinare la quota di iscrizioni sempre più al fatidico numero minimo necessario per poter mantenere la propria autonomia amministrativa.
I ricorrenti, temendo ripercussioni negative sulla continuità didattica degli alunni di Marconia, contestavano l'accorpamento per violazione di legge ed eccesso di potere considerando che nel gioco delle parti è rientrato l'Istituto Comprensivo di Montalbano Jonico al quale, pur non essendo a rischio sottodimensionamento secondo quanto da loro sostenuto, sono state aggregate le scuole dell'infanzia e primaria di Craco, già appartenenti al Padre Pio di Pisticci, facendo sì che l'istituto pisticcese fosse sottodimensionato.
Il ricorso, come detto, è stato ritenuto inammissibile dal Tribunale Amministrativo lucano perchè i ricorrenti non lo hanno notificato agli istituti interessati, come da eccezione sollevata dal Comune di Pisticci.

Inoltre, come si legge nella sentenza dei giudici, altra motivazione di inammissibilità, così come prospettato dalla Regione Basilicata, è la natura collettiva del ricorso ovvero la mancanza di omogeneità delle posizioni dei soggetti ricorrenti (genitori di alunni e personale della scuola di Marconia). A questo si aggiunge l'assenza di legittimazione ad agire dei ricorrenti, eccezione formulata sia dal Comune di Pisticci che dalla Regione, che presuppone la titolarità di una posizione giuridica qualificata e differenziata: in parole povere, i ricorrenti non hanno interesse ad agire in quanto non è dimostrato che l'attività amministrativa della scuola di Marconia, passando all'I.C. di Pisticci, possa arrecare danno immediato e concreto ai ricorrenti, atteso che, in termini di organizzazione dell'offerta formativa o di fruizione del servizio scolastico, nulla cambierà per gli alunni che la frequenteranno e per il personale interno che presterà la propria attività lavorativa.
I ricorrenti, altresì, sono stati condannati al pagamento delle spese di lite nei confronti del Comune di Pisticci e della Regione Basilicata nella misura di 7mila euro.

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