19Settembre2020

 

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Turiste inglesi violentate: il racconto delle vittime. Iniziati gli interrogatori di garanzia

Sono cominciati stamani, nel Palazzo di giustizia di Matera, gli interrogatori di garanzia delle persone indagate nell'ambito dell'indagine sulla violenza sessuale di gruppo subita da due turiste minorenni inglesi, di 16 e 15 anni, durante una festa in una villa di Marconia di Pisticci la notte tra il 7 e l'8 settembre scorso.
I primi ad essere interrogati dal gip di Angelo Onorati saranno i quattro giovani arrestati, Michele Masiello, di 23 anni, Alberto Lopatriello (22), Alessandro Zuccaro (21) e Giuseppe Gargano (19).
Poi dovrebbero essere ascoltati anche gli altri tre giovani indagati a piede libero. Si tratta, in base a quanto anticipato fra gli altri da Repubblica e dal Quotidiano del Sud, di Rocco Lionetti, Michele Leone e Egidio Andriulli. Sono, invece, ancora da definire il ruolo e l’eventuale responsabilità di un ottavo giovane, che avrebbe fatto parte del branco.
E’ certo che le due ragazzine siano state intenzionalmente drogate prima di subire lo stupro. Di tanto dà notizia Antonio Corrado sul Quotidiano del Sud, richiamando le parole del gip Onorati. "Siamo andate alla festa senza conoscere nessuno. -hanno dichiarato le due ragazze agli inquirenti, come riporta il giornale - All’inizio c’erano una ventina di persone, poi sono venuti altri (in totale c’erano almeno 40 partecipanti ndr). Abbiamo bevuto qualche bicchiere di Gin Lemon, offertoci da alcuni ragazzi che noi non conoscevamo, poi ci hanno chiesto anche l’età. Subito dopo, però, io e la mia amica ci siamo sentite male. Non abbiamo fatto uso di droghe. Qualcuno ha messo qualcosa nel nostro drink".
La richiesta dell’età - prosegue Corrado nel suo articolo -, rappresenta certamente un’aggravante, perché significa che gli arrestati (certamente non gli unici responsabili del fattaccio), erano ben consapevoli di aver drogato e di voler violentare due minorenni, seppure poco più giovani di loro. Un gesto premeditato, dunque, considerato dai membri del branco “normale, ordinario”, come conferma il fatto che i quattro arrestati avevano fornito poco prima alle due ragazzine i dati del loro profilo Istagram (Lopatriello e Masiello), consentendo loro di riconoscerli ed individuarli.
Cosa che non è stata ancora possibile per gli altri stupratori, almeno altri 4, sui quali si stanno concentrando le indagini. "Uno dei ragazzi, che mi disse di chiamarsi Michele (Masiello ndr) -ha testimoniato ancora una delle ragazze, sentite alla presenza di un assistente sociale e di un interprete- mi ha chiesto di andare fuori con lui. Mi ha portato nel retro della casa e ho visto che ci seguivano anche i suoi amici. Ho provato a ritornare verso la festa, ma ricordo che loro hanno iniziato a baciarmi e toccarmi, spingendomi verso il retro. Non so cosa stesse facendo la mia amica ma ricordo che era anche lei con un ragazzo che ha detto di chiamarsi Alberto (Lopatriello ndr)".
Il racconto si fa drammatico: "Mi spingevano verso un’auto. Erano almeno in cinque. La zona era poco illuminata. Mi hanno colpito e, a turno, hanno approfittato di me". Parole come pietre, confermate dai filmati delle telecamere di sorveglianza interne della villa, che però non hanno potuto riprendere le fasi della violenza vera e propria, perché commessa in un angolo buio e nascosto del giardino.
Non si sa se questa sia stata una scelta consapevole, oppure mossa solo dalla necessità di agire lontano dagli occhi indiscreti. Le due ragazze, secondo il racconto del procuratore capo, Pietro Argentino, "dopo la violenza sono tornate verso il luogo della festa, hanno ritrovato la sorella maggiore trentenne con la quale avevano raggiunto quel luogo, si sono chiuse in bagno con lei e le hanno raccontato il tutto e una volta a casa hanno chiamato il 118". Nel frattempo, una delle invitate, - sempre in base alla notizia diffusa dal Quotidiano del Sud - avrebbe esclamato verso la sorella maggiorenne delle ragazzine: "Non rovinate la festa. Non chiamate la polizia perché questa è la festa di un mio amico".