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Home Cronaca Lettere dalla "città" dell'amianto dimenticato

Lettere dalla "città" dell'amianto dimenticato

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amianto_in_vbAlla luce delle notizie di avvio delle indagini in corso sull’attività di smontaggio dell’impianto di proprietà NYLSTAR in fallimento denominato “NYLSTAR 2” per la presunta presenza di fibre di amianto, avverto l’esigenza di scrivere la presente per chiedere di verificare quanto accaduto durante la fase di “bonifica” dell’impianto denominato “NYLSTAR 1” e dei servizi di produzione di aria compressa e acqua refrigerata.
Preciso che l’impianto denominato “NYSTAR 1” era stato realizzato tra gli anni 1960-1970 e ceduto al Gruppo SNIA poi NYLSTAR nel 1990.
I lavoratori che hanno operato negli impianti NYLSTAR 1 ed ex dipendenti ENI sono sottoposti, come lo scrivente, a sorveglianza sanitaria obbligatoria per patologie correlate alle fibre di amianto.
Inoltre segnalo che il personale operante nell’impianto NYLSTAR 2 è stato formato per lunghi periodi nell’impianto NYLSTAR 1 e che tra i due impianti vi era una sorta di polivalenza di attività.
Gli impianti di produzione del “FREDDO” erano eserciti con ciclo ad ammoniaca e poi sostituiti con impianti a ciclo di freon: sarebbe utile sapere come sono stati smaltiti questi fluidi.
Gli impianti utilizzavano inoltre olii diatermici ad alto rischio tossicologico: anche per questi sarebbe utile capire come e dove sono stati smaltiti.
In particolare, chiedo che venga verificato se, nelle le attività  di  “bonifica” di tutti gli impianti e opifici NYLSTAR in fallimento sono stati presentati i PIANI DI LAVORO RELATIVI ALLA BONIFICA DELL’AMIANTO e che anche i lavoratori assunti dal Gruppo SNIA – Società NYLSTAR vengano sottoposti a sorveglianza sanitaria avendo operato indistintamente negli impianti NYLSTAR 1 e NYLSTAR 2.
Il costo che la comunità lucana sta pagando in termini di vite umane, di malattie professionali e di impegno del Servizio Sanitario Regionale per la prevenzione e la cura delle malattie derivate e correlate all’ amianto è altissimo né è possibile tollerare oltre un tale scempio reteirato.
Siamo “scippati” dalle multinazionali del lavoro, ma non possiamo assistere che mentre portano via impianti e macchine per installarle in altre Paesi ci lascino anche un “marchio” e un costo per salvare la “salute”.
Mi permetto di suggerire che in previsione di altre imminenti “bonifiche” di capannoni ex SNIA ( CFP FLEXIBLE PACKAGING, IMPIANTO DI POLIMERIZZAZIONE POLIAMMIDICO EX ENI ) vada intimato preventivamente il rispetto dei PIANI DI BONIFICA.
Resto fiducioso che ogni Istituzione in indirizzo (Regione Basilicata, Asm, Noe, Carabinieri Pisticci, Prefettura di Matera, Provincia di Matera, Comune di Pisticci, Inail, sigle sindacali, Aiea ndr.) faccia quanto gli compete e resto a dispozione per eventuali chiarimenti ed approfondimenti.

Maurizio Girasole
Ex Dipendente e Rappresentante Sindacale Unitario  NYLSTAR

 


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