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Tecnoparco contesta le analisi del Comitato Val Basento IN-SOSTENIBILE

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tecnoparco_vascheArriva secca e documentata, la smentita della dirigenza di Tecnoparco Valbasento ai dati ed alla protesta allestita nei giorni scorsi dal neonato comitato “Val Basento - In Sostenibile”. La società respinge con fermezza, quello che definisce senza mezzi termini un “temerario ed infondato tentativo di affiancare le attività industriali della Tecnoparco Valbasento Spa alla situazione di presunto inquinamento asseritamente rilevate dalle analisi effettuate da un non meglio identificato laboratorio su campioni delle acque e dei sedimenti del fiume Basento prelevati il 5 dicembre 2011”.
In una lunga nota, Tecnoparco spiega che “a prescindere dalla attendibilità o meno del metodo di prelievo, conservazione e analisi del campione e della sua rappresentatività, di cui pure ci sarebbe molto da dire, è assolutamente impropria qualsiasi associazione tra gli ipotizzati superamenti dei limiti prescritti dalla vigente normativa e la qualità del nostro scarico”. Tecnoparco ripropone il Rapporto di prova numero 000612 del 5 gennaio 2012 , dalla cui lettura si rilevava che: 1. Il rapporto presenta una serie di refusi ed inesattezze che fanno sorgere molti dubbi in merito all'efficacia del sistema qualità adottato (ammesso che sia adottato un sistema di qualità) dal laboratorio emittente: viene indicata come data di fine delle prove (30 dicembre 2012) una data successiva all'emissione del rapporto di prova; viene erroneamente indicato come limite di legge per il parametro mercurio 0,01 mg/l (il limite di legge è 0,005 mg/I); viene erroneamente indicato come limite di legge per il parametro azoto nitrico 15 mg/l (il limite di legge è 20 mg/l); viene erroneamente indicato come limite di legge per il parametro azoto ammoniacale 20 mg/l (il limite di legge è 15 mg/l); viene erroneamente attribuito il limite relativo al cloro attivo (0,2 mg/l) al parametro clorito che non è presente in tabella 3 dell'all. 5 al D.Lgs 152/06; viene erroneamente indicato come metodo di prova per il nichel I'Apat Cnr Irsa 3250 A, invece del 3220. Il rapporto di prova non fornisce alcuna indicazione sulle modalità e sulla data del campionamento, non consentendo di valutare la conformità dell'intervallo di tempo trascorso tra presa campione ed inizio prove con quanto prescritto dalla metodica Apat Cnr Irsa 1030. Non vengono, altresì, fornite indicazioni sul materiale del contenitore nel quale è stato riposto il campione. La norma Apat Cnr Irsa 1030 fornisce chiare prescrizioni in merito alla tipologia di contenitore richiesto per ogni analitica ed a tempo massimo ed alle condizioni di conservazione. Ad esempio per il parametro azoto nitrico è prescritto l'uso di contenitori in vetro o polietilene, la refrigerazione e l'analisi entro 48 ore. Nonostante nelle note del rapporto di prova sia chiaramente esposto che il campione non è riferito ad un'acqua di scarico - proseguono da Tecnoparco - i risultati analitici vengono comunque confrontati con i limiti di legge relativi alle acque di scarico (D.Lgs. 152/2006 All. 5 alla parte terza, tab. 3) facendo figurare dei superamenti inesistenti. Questo tipo di condotta lascerebbe intravedere una mancanza di indipendenza ed imparzialità del centro di prova rispetto alle richieste del committente. Infine, essendo stati oscurati, secondo una prassi assai discutibile, gli spazi destinati al firmatario del rapporto di prova, è impossibile conoscere quali qualifiche (laurea, iscrizione ad albo professionale) e quali competenze essi abbiano per poter firmare certificati analitici validi ai sensi di legge”.
Ma ci sarebbero ulteriori elementi che portano a dubitare dell'esattezza dei dati esposti dal comitato, ovvero: “I risultati delle analisi da noi condotte in occasione dei campionamenti eseguiti nelle giornate del 27 e 28 ottobre, 30 novembre 2011 e 17 aprile 2012 su base volontaria nell'ambito di un rapporto di collaborazione con l'Amministrazione comunale di Pisticci, finalizzato al monitoraggio delle acque del fiume Basento nel tratto che va da monte dell'area industriale di Ferrandina sino a valle di quella di Pisticci Scalo. Dalla lettura dei certificati delle analisi svolte e della relazione allegata, è agevole verificare che le acque non presentano superamenti dei limiti tabellari. Le attività di monitoraggio e controllo sono state svolte dal laboratorio chimico ambientale della società, il quale, oltre ad essere dotato di strumentazione tecnologicamente all'avanguardia, è in possesso di prestigiose certificazioni. Tecnoparco –concludono - è, inoltre, soggetta a continue verifiche ispettive condotte, oltre che dagli organismi di controllo, anche dagli enti di certificazione. Sono piuttosto gli effetti degli scarichi incontrollati ed abusivi nel Basento ad opera di altri a dover essere verificati ed analizzati”.

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Commenti (6)add comment
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Del mestiere
scritto da PapaGiro , maggio 06, 2012

Dalla Tecnoparco controbattono alle accuse nel modo più banale e, alla fine, meno credibile, ovvero, cercando di screditare sotto tutti i punti di vista il laboratorio che ha fatto le analisi.
Ora, io mi chiedo: ma quelli della Val Basento - In Sostenibile sono così stupidi da affidare le analisi ad un laboratorio senza alcun accreditamento e/o certificazione?

La risposta evidente è NO! In Italia ogni laboratorio di analisi, per poter CERTIFICARE delle analisi per conto terzi, deve avere l'accreditamento ed essere in regola e gestito da persone competenti, iscritte agli albi professionali competenti! I laboratori interni alle ditte produttrici di rifiuti, hanno, invece, come scopo primario quello di effettuare le analisi sui propri effluenti, al fine di regolare gli scarichi e di autocertificare l'adempimento delle normative, fino alla prova contraria condotta da organismo pubblico o privato, certificato, e comunque ESTERNO. Di conseguenza ai laboratori interni, puo' non essere richiesta nessuna certificazione (ma questo è un altro discorso).

Francamente, lascia un pò perplessi la "risposta" di Tecnoparco, in particolare quando replica a delle analisi di un ORGANISMO ESTERNO (che potrebbe essere anche di parte, come loro affermano - ma ho i miei dubbi) con delle analisi fatte dai LORO STESSI LABORATORI interni (che sicuramente sono di parte e che certo non si farebbero mai "autogoal"...).

Spesso le ditte, quando colte in castagna, iniziano a fare fumo parlando (e sciacquandosene la bocca) di certificazione e di qualità...
Scriverlo è un conto, ma crederci è un'altro. Sappiamo tutti, infatti come si fa ad ottenere una certificazione di qualità. Quindi il certificato di qualità, a mio parere e all'atto pratico, in Italia, vale quanto "il due di coppe, se la briscola è a denari" (notate la metafora). Cioè non serve a DIMOSTRARE che un'azienda rispetti le normative ambietali: ciò che lo dimostra sono le prove analitiche e lo stato di "salute" del territorio che circonda l'azienda.

L'unica soluzione seria è affidare le analisi (ex novo) ad un ente presupposto imparziale (magari un'organismo pubblico INCORRUTTIBILE - o presunto tale), che consenta di dirimere la controversia con i fatti e non attraverso delle accuse false e pretestuose. Che consenta, inoltre, di individuare TUTTI (tutte
le ditte) colpevoli.
Le stesse immagini dei filmati girati dalle varie associazioni lasciano ben pochi dubbi su chi abbia in carico la responsabilità di questo sfacelo ambientale. Perciò l'impresa non dovrebbe essere ardua!
PapaGiro.

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è un muro di gomma
scritto da victor , maggio 06, 2012

x chi non lo sapesse la tecnoparco è in societa con la regione basilicata.Purtroppo combattere la tecnoparco significa farsi nemici i capoccioni della regione,in poche parole tranciarsi la carriera politica se qualche politico ha gli attribbuti da mettersi in prima linea.La regione basilicata ha attuato un piano che è quello di trasformare la val basento come discarica europea,sempre a norma di legge,perchè chi firma le autorizzazioni sono i soci della tecnoparco, cioè la regione.Mi chiedo se questo non è un conflitto di interesse.GRAZIE REGIONE X IL SUO INTERESSAMENTO VERSO LA VAL BASENTO......
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scritto da geronimo , maggio 06, 2012

non lasciamo che rimangano a lettera morta tali situazioni!
organizziamoci a contestare pubblicamente tali situazioni...che venga a galla che ci stanno inquinando:se tecnoparco si sente di avere ragione che organizzi un confronto diretto davanti ai cittadini con il comitato in-sostenibile così chiarezza sia fatta in nome della salute pubblica!!!!
altrimenti si continuerà a fare i propri comodi ed i propri interessi ECONOMICI all'insaputa dei poveri cittadini che subiranno le conseguenze gravi di tali condizioni di inquinamento...
oppure appurare che effettivamente non abbiamo inquinamenti nel basento e...... che e babbo natale esiste...

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scritto da Franco , maggio 06, 2012

Bisognerebbe chiedere conto di molte cose a questi signori che fanno profitto inquinando che alimenta il business senza controlli ambientali. Il malcapitato fiume Basento testimonia il risultato di queste politiche dissennate che hanno trasformato la Val Basento nello sversatoio d'Italia. Basta vedere quanti Tir percorrono la Basentana con destinazione Tecnoparco
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scritto da Pinocchio , maggio 05, 2012

SI SI!!! Questo è come il fatto che l'ILVA di Taranto non inquina per niente e ancora non chiude!!! Dove ci sono i soldi c'è potere!! smilies/angry.gif
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la voce dei padroni
scritto da pisticcese doc , maggio 05, 2012

la voce dei padroni della valbasento,il sito piu' inquinato d'italia ed hanno anche il coraggio di ribbattere e sntirsi vittime naturalmente spalleggiati dal comune,mi sembra strano che le loro analisi,tralaltro molto improbabile che faccino loro le analisi su di loro siano tutte a posto,mi sembra tanto il caso dell'rpab basilicata sappiamo tutti come e' andata a finire vergognatevi avete anche voi dei figli e' vi assicuro che non e' bello vederli morire di cancro viva pisticci e' viva l'italia
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