E’ stata del tutto ripulita di recente la zona di conferimento di rifiuti solidi urbani lungo la strada per contrada Caporotondo. Qui, lo scorso fine marzo, furono irregolarmente conferite da ignoti alcune onduline di eternit, abbandonate in tutta fretta ai piedi dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti ordinari, quasi ad intralciare la circolazione. Lo stoccaggio andò ad integrare un precedente conferimento abusivo, denunciato a novembre 2011. Il Comune intervenne per una provvisoria messa in sicurezza, sistemando momentaneamente l’amianto al fianco dei cassonetti. Stessa prassi fu ripetuta per le onduline ritrovate a marzo. Nel frattempo, inoltre, gli uffici competenti si erano attivati per la bonifica. Per il primo stock di eternit, pari a 3 metri quadrati, fu impegnata una spesa di 350 euro, poi ad aprile, l’ufficio ambiente fu costretto ad operare una integrazione di quasi 2000 euro, alla luce, appunto, della denunciata presenza di altri 18 metri quadrati di onduline. Per farla breve, insomma, il Comune di Pisticci si è dovuto far carico di spendere, a contar anche l’Iva, 2710 euro per rimuovere una modesta quantità di eternit, smaltita irregolarmente da ignoti, con tutta probabilità dei privati che erano intervenuti su costruzioni di proprietà. La regola vorrebbe che siano i privati, in casi del genere, ad accollarsi le spese per sbarazzarsi dell’amianto.L’episodio è prova di quante implicazioni abbia la piaga dello smaltimento illecito di materiali pericolosi e nocivi che andrebbero conferiti in apposite discariche. Le procedure, infatti, hanno i loro tempi tecnici e pertanto, due piccoli blocchi di eternit, giacenti in strada da novembre e da marzo sono stati rimossi a maggio, con l’amministrazione locale costretta a spendere denaro pubblico per ripristinare adeguati standard di sicurezza nel territorio.
Il caso di Caporotondo è solo un esempio di cosa significhi far fronte a reati di questo tipo che, restando impuniti, vanno a determinare responsabilità per le istituzioni locali ed esborsi straordinari. L’intervento in zona “Rizzitella” avrà pure avuto un peso economico relativamente basso, ma quanto dovrebbe spendere un Comune, oggi spesso in balia di oggettive difficoltà di bilancio, se dovesse voler provvedere (come in parte è stato già costretto a fare) alla rimozione delle numerose discariche abusive disseminate sul territorio? Le segnalazioni di altri smaltimenti irregolari, infatti, abbondano e nuove discariche continuano a spuntare dalla sera alla mattina, per quella che è una vera piaga ai danni dell’ambiente nonché una minaccia alla salute dei cittadini, con la beffa che per riparare tocca ricorrere ai loro soldi.
Sarebbe forse utile fare due conti e verificare se la convenienza, per le istituzioni, risieda nella continua attuazione di interventi di bonifica a posteriori oppure nella creazione di un sistema più capillare ed efficiente di controlli che possa aiutare a prevenire questi reati e aumentare le probabilità di dare un volto a chi li commette, potendo così richiamare in tempo le loro responsabilità economiche e giuridiche.
Roberto D'Alessandro
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Commenti (3)

scritto da Netturbino senza diritti , giugno 13, 2012
Se i vigili urbani girassero un pò di più,questi episodi si dimezzerebbero sicuramente.
Perchè facendo un lavoro di prevenzione,i cittadini disonesti starebbero più sulle spine e si
limiterebbero a fare certe operazioni scellerate.
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scritto da cittadino , giugno 13, 2012
sarebbe opportuno che la polizia provinciale invece di rendere la comunita pisticcese come una contea con gli scheriffi venuti da lontano adempia le funzioni proprie del corpo per cui è stata creata, cioè fare questo tipo di controlli, siamo stanchi di del solito "patente e libretto" gia ce ne sono molti di organi che dedicano fin troppo a questi tipo di controlli.che bello fermare una macchina e controllare la revisione mentre in altre zone magari si sversa chissa quale sostanza!!
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