
28 AGOSTO
ORE 18.00 - Le fiamme sono ormai un brutto ricordo. Un incubo, come quello vissuto da tanta gente ieri sera, in preda al panico, quando, nel momento più critico della giornata, le fiamme, altissime, erano divampate nei pressi delle loro abitazioni nelle contrade San Leonardo e Coppo-Calcarole. La scena che si presenta di fronte ai visitatori è di una spettralità angosciante. Alcune foto, riportate più in basso, lo testimoniano. Tanta cenere, odore acre di bruciato e silenzio: il vento, che ha animato questo disastro, ha, fortunatamente, esaurito le sue forze.
LA VISITA DI AGATINO MANCUSI -A Pisticci, questa mattina, è arrivato il vice presidente della Giunta Regionale, Agatino Mancusi, ricevuto dal sindaco Di Trani presso la Casa Comunale. Per Mancusi "si è trattato di uno degli incendi più devastanti degli ultimi 50 anni in Basilicata che per fortuna non ha mietuto vittime, anche se la stima dei danni è tutta da calcolare, soprattutto a livello ambientale: le piante avevano un ruolo fondamentale per l'equilibrio idrogeologico della città". Anche Mancusi ha quantificato in circa 1000 ettari la dimensione della devastazione della vegetazione, senza contare le perdite in termini di fauna. Mancusi ha anche fatto un'analisi riguardo il ripristino della flora: "C'è da verificare quanta pineta risiedeva in proprietà private. E' importante che tutti facciano la loro parte. Certo, la grave crisi economica non agevolerà il processo di ripiantumazione", ha dichiarato il vice presidente della giunta regionale il quale si è soffermato anche sull'aspetto della prevenzione: una delle possibili soluzioni, secondo Mancusi, potrebbe essere l'installazione di un sistema di monitoraggio di telecamere a infrarossi, sia per lanciare immediatamente l'allarme in caso di incendi che per scoprire eventuali colpevoli di disastri colposi, come potrebbe essere avvenuto per l'incendio che ha devastato Pisticci negli ultimi due giorni. "Il sospetto che si sia trattato di un'azione dolosa è forte", ha dichiarato Mancusi.
DI TRANI: CI ASSUMIAMO LE NOSTRE RESPONSABILITA' - Il sindaco Di Trani rimarca il concetto della prevenzione. "Il forte vento che ha soffiato nel momento più delicato della situazione ha fatto in modo che i roghi si sviluppassero in maniera iperbolica. Ma c'è da dire che nessuna programmazione a livello di manutenzione è stata fatta: prendiamoci le nostre responsabilità perchè nulla in tal senso è stato fatto. Bisogna fare in modo che i boschi siano puliti, approfitto della presenza del vicepresidente Mancusi per lanciare questo appello: fare maggiore programmazione affinchè certi disastri non avvengano più".
ORE 13.15: SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO - Questa mattina il fronte degli incendi che ha devastato Pisticci non desta preoccupazioni. I roghi sono stati quasi del tutto spenti. Anche la situazione nelle zone che ieri hanno destato maggiore preoccupazione ovvero nelle contrade San Leonardo, San Gaetano, Coppo e San Donato, nei pressi della galleria, sembra essersi tranquillizzata. Sporadicamente vengono effettuati dei lanci di materiale ignifugo da parte dei mezzi aerei, più che altro per scongiurare il rischio di ulteriori roghi. Presso l'azienda Panio i danni maggiori: due capannoni sono andati letteralmente in fumo, il bestiame ora ha difficoltà di ricovero. Anche le stime ufficiali da parte della Forestale sono tendenzialmente in aumento: si parla ora di 750 ettari di vegetazione andati in fumo, ma l'ipotesi più probabile è che quasi sicuramente sono stati superati i mille ettari.
27 AGOSTO
AGGIORNAMENTO ORE 3.10 - Restano accesi i focolai divampati nel secondo giorno di incendi nel territorio di Pisticci. In prima serata alcuni roghi avevano fatto impennare il livello della criticità. Con il passare delle ore la situazione si è andata via via normalizzando, ma dietro il suo imponente passaggio il fuoco ha lasciato impressionanti vastità di devastazione. Le zone di San Leonardo e di contrada Coppo sono fra le più colpite. Qui il fuoco è passato dalla pineta ad alcuni uliveti fino ad interessare alcune abitazioni di campagna. Molte altre sono state salvate per miracolo. In certi casi, oltre ai proprietari, è stato necessario soccorrere e mettere in salvo capi di bestiame. I colpi d’occhio sulle colline del Coppo e lungo la discesa della Varre sono agghiaccianti. Migliaia di fiammella segnano lo smisurato confine del fuoco distruttore, che continua a bruciare in ampie aree della pineta nei calanchi. Fuoco vivo anche alla periferia di Pisticci nella zona sovrastante la galleria San Rocco ed in un'altra area boscata che si affaccia sul versante opposto, verso la valle del Cavone. Si attende il sorgere del sole per riprendere i lanci dal cielo con canadair ed elicotteri, nella speranza di chiudere definitivamente la sfida con il fuoco e far rientrare l’emergenza.
Il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, dai luoghi dell’incendio, commenta mestamente il triste spettacolo davanti ai suoi occhi. “E’ un disastro senza precedenti. Sono andati in fumo – dichiara il primo cittadino - oltre mille ettari di territorio. Calcolare i danni, al momento, è impossibile. A determinare l’enorme portata dell’incendio è stato sicuramente il vento di questi giorni che ha messo a dura prova la macchina dei soccorsi, uno schieramento imponente di forze. Ringrazio tutti coloro che stanno intervenendo, tutti corpi sul campo ed i volontari, che continuano a lottare eroicamente contro il fuoco nonostante siano stremati da due giorni di emergenza. In alcuni casi, purtroppo, anche l’incuria ha giocato a nostro sfavore, perché diversi terreni non erano ben mantenuti. Peraltro non piove da mesi e la vegetazione, per lo più secca, prende fuoco con enorme rapidità. Sulla natura dolosa dei roghi c’è più di qualche sospetto, ma non possiamo essere ancora certi. Resta il fatto che Pisticci si trova a fronteggiare il più vasto incendio della sua storia. Oltre ai danni ingenti subiti dal territorio e dai privati, dovremo mettere in conto l’ulteriore indebolimento idrogeologico delle nostre colline argillose, protette finora da un sistema di pinete andate in fumo in poche ore”.
Intanto l’onorevole Giovanni Burtone (Pd) ha definito “ingentissimi” i danni alla vegetazione ed al territorio, chiedendo al Governo, in un’interrogazione, di “riconoscere subito lo stato di calamità”.
AGGIORNAMENTO ORE 23.30 - La situazione in Contrada San Leonardo è migliorata, le fiamme che stavano interessando anche alcune villette (come nel caso della foto) sono sotto controllo. Il posto continua ad essere presidiato da personale dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale, del Consorzio di Bonifica di Bradano e Basento e della Polizia di Stato. Presente anche un'autobotte della Comunità Montana di Stigliano. La situazione resta critica in Contrada San Gaetano e Contrada Coppo. Le fiamme continuano a divampare alte nonostante il vento sia diminuito di intensità.
COMITATO DIFESA OSPEDALE SOSPENDE PROTESTA - Il comitato di difesa dell'ospedale di Tinchi, a nome di Domenico Giannace e del professor Tamburrano, dichiara di sospendere ogni azione di protesta per "rispetto delle istituzioni e dei pisticcesi, vista la drammatica situazione che sta vivendo l'intero territori. Il Sindaco ha, in questo momento, ben altri gravi problemi a cui prestare la propria attenzione".
AGGIORNAMENTO ORE 20.45: LA SITUAZIONE PEGGIORA - Nelle ultime due ore la criticità ha raggiunto il picco di questi due giorni di emergenza incendi nel territorio di Pisticci. Le fiamme hanno ripreso rapidamente a bruciare una zona alla periferia del centro abitato, nei pressi della galleria San Rocco. Qui hanno severamente interessato la proprietà Panio e la relativa azienda zootecnica ed hanno quasi raggiunto il centro abitato. Solo gli ultimi interventi del velivoli, prima che facesse notte, hanno evitato conseguenze anche peggiori. Poco dopo il fuoco, da un altro fronte già acceso in una delle pinete nei calanchi, è passato nella zona turistico collinare di San Leonardo. Le fiamme, altissime, hanno interessato alcune villette. L'area è stata evacuata e rappresenta tuttora il punto maggiormente attenzionato.
L'ON. BURTONE CHIEDE STATO CALAMITA' - L'on. Giovanni Burtone del Pd ha definito ''ingentissimi'' i danni. Il parlamentare ha chiesto al Governo, in un'interrogazione, di ''riconoscere subito lo stato di calamità''.
AGGIORNAMENTO ORE 17: EVACUATE ALCUNE ABITAZIONI - Il forte vento che continua a soffiare su tutto il materano non agevola le operazioni di spegnimento dell'incendio, nonostante due canadair ed un elicottero siano in continuo lavoro. Tutta la pineta del versante sud-ovest di Pisticci sta andando in fumo. Situazione critica anche in contrada San Pietro, versante destro del tratto della vecchia provinciale che porta alla cappella di San Pietro. alcune abitazioni della zona e di quell di contrada Fondomessere sono state fatte evacuare per ragioni di sicurezza. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Pisticci, volanti della Polizia di Stato ed uomini dei Vigili del Fuoco. Un incendio è appiccato anche fra Bernalda e Marconia.
IL FUOCO CONTINUA A BRUCIARE LA PINETA - Secondo giorno di fuoco per il territorio di Pisticci. Il vastissimo incendio divampato ieri all’ora di pranzo a partire da contrada Paolone, nei pressi della Basentana, continua a bruciare ettari di pineta sia lungo il versante di origine che su quello opposto, affacciato sulla valle del Cavone. Difficile avere un quadro dell’entità dei danni. Se il disastro del 7 settembre 2008, che aveva interessato la stessa zona, venne contenuto in 36 ore e mandò in fumo circa 500 ettari di territorio, questa volta i bilanci saranno peggiori. Il rischio è che possano essere superati i 1000 ettari fra pineta e sterpaglie nei numerosi costoni calanchivi che avvolgono Pisticci.
Nelle zone interessate dal fuoco continua ad operare la poderosa macchina antincendio coordinata dal Corpo Forestale della Stato. Con il sorgere del sole sono tornati a volare i mezzi dal cielo. Sul posto sono in azione due canadair, due fireboss ed un elicottero di tipo eriksson che si alternano da diverse ore con lanci ripetuti sui due focolai più attivi, entrambi nel cuore della pineta, lungo i due versanti Basento e Cavone, ma più lontano dal centro abitato di Pisticci dove, in pratica, non è rimasto più nulla da bruciare. Ni pressi del centro jonico, ieri, in una delle zone interessate, alcune famiglie hanno lasciato precauzionalmente le loro case ed è stato messo in sicurezza un deposito di bombole di gas. Il fumo ha provocato disagi alla circolazione automobilistica su alcune strade, chiuse la traffico.
Nonostante l’imponenza dei soccorsi, con numerose squadre in azione anche da terra, il timore è che il vento, che ha ripreso a spirare da stamattina, possa alimentare le fiamme. In questo momento i mezzi aerei e quelli da terra continuano la loro azione nel tentativo di evitare che l’incendio possa farsi ulteriore strada all’interno delle pinete e raggiungere aree boscate finora rimaste intatte. Ma in base agli ultimissimi aggiornamenti (ore 15.30) la situazione starebbe peggiorando rispetto a stamattina.
Resta invece da chiarire la dinamica dell’incendio che ha interessato un’altra area calanchiva, sempre sul versante Cavone, ma qualche chilometro più avanti rispetto alla zona che continua ad essere percorsa da fuoco in queste ore. E’ da comprendere, infatti, se quello che stanotte ha interessato la zona di San Francesco risalendo fino alla strada di Caporotondo, possa essere davvero un incendio frutto di un altro innesco oppure una conseguenza del rogo di origine. Le distanze, tuttavia, farebbero propendere per la prima ipotesi, ma solo ad emergenza finita sarà possibile avere un quadro più esaustivo della situazione e valutare in maniera più lucida la prospettiva che possa essersi davvero trattato di un azione dolosa complessa. Un attacco ben studiato ad una vastissima e pregiata area del territorio jonico che esce impoverito non solo di una risorsa naturalistica di pregio, ma anche sotto il profilo della stabilità idrogeologica.
Roberto D'Alessandro - Vittorio Ricchiuto







