15Luglio2020

 

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Ancora fuoco a marina di Pisticci. Incendiata la pineta nei pressi della Spiaggetta. Matrice dolosa

Se due indizi sono una prova, tre indizi sono una pistola fumante. Dopo gli incedi appiccati tra sabato e domenica nella pineta costiera di Pisticci e di Scanzano, oggi pomeriggio nuovi roghi sono stati accesi sempre all’interno della pineta di marina di Pisticci, ma questa volta qualche chilometro più ad ovest, all’altezza della Spiaggetta.
Erano circa le 17.00 quando i primi alberi hanno preso fuoco. In seguito si è scoperto che i punti d’innesco erano quattro o cinque, a conferma dell’ipotesi dolosa che si era già fatta strada ieri, come confermato anche dal Comandante del Corpo Forestale di Matera, Gualberto Mancini. In base ai riscontri provenienti dal lavoro del nucleo repertatori della Forestale, infatti, si era accreditata l’idea che ad appiccare il fuoco a Pisticci e Scanzano potesse essere stata la stessa mano. Quella che oggi, probabilmente, è tornata a colpire, anche con una certa disinvoltura, tenuto conto che sul posto erano ancora presenti diversi uomini preposti alla bonifica delle aree già incendiate ed allo spegnimento di roghi sporadici.
Nel giro di mezz’ora la macchina dei soccorsi si è dovuta riattivare. Sul posto sono giunti due elicotteri della Forestale, prima dal polo della sicurezza di Tinchi e poi da Grumento. In seguito si sono aggiunti i due velivoli di tipo fire boss. Il grosso delle fiamme è stato domato in meno di due ore, anche con il supporto di un’azione da terra condotta da Forestale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile.
Prima di sera l’incendio è stato spento. Le fiamme hanno bruciato qualche ettaro di pineta, che va a sommarsi ai 15 ettari interessati dal fuoco di sabato e domenica scorsi ed agli altri 10 andati in fumo nella pineta di Scanzano. Per completare il quadro e rafforzare così l’ipotesi di un progetto mirato occorre tener conto anche dei tentativi di innesco, spenti senza grossi danni, alla pineta costiera nei territori di Policoro e Nova Siri, entrambi risalenti a sabato scorso. Non si esclude nemmeno la pista che porta, per l’episodio di oggi, all’emulazione. Anche se la strategia di accensione in diversi punti spinge a credere ad un intervento programmato e non occasionale.
Nell’intera zona, pertanto, l’attenzione resta alta, per il ragionevole dubbio che l’autore (o gli autori) di questo attentato al patrimonio naturalistico, che comporta dei rischi anche per le vite umane, possa provare ancora a colpire. Lo stato di emergenza rimanda al futuro prossimo le valutazioni a consuntivo sugli episodi, che dovranno comunque partire da una certezza: la pineta, per lo stato in cui versano il sottobosco e gli stessi alberi è un bersaglio facile. Occorrerà ripensare in toto una strategia di tutela che passi per differenti ipotesi di gestione ed affidamento attivo.

 

Roberto D'Alessandro