20Novembre2019

 

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Pesca di frodo, sequestri della GdF

Una operazione dei finanzieri della Sezione Operativa Navale di Taranto ha portato al sequestro di dieci esemplari di novellame di pesce spada e di dieci chili del cosiddetto “bianchetto”, novellame di pesce azzurro ed alla conseguente denuncia a piede libero di tre pescatori. L’intervento è avvenuto nel corso di vari servizi in mare in materia di polizia economico finanziaria e vigilanza sulla pesca, estesi su tutta la circoscrizione di servizio comprendente anche la costa materana.
Più nel dettaglio, lunedì mattina, nelle acque antistanti la Marina di Policoro, le fiamme gialle, a seguito di attento monitoraggio, hanno fermato un peschereccio, registrato nel Compartimento di Corigliano Calabro, intento in attività di pesca. Il comportamento dell’equipaggio del peschereccio insospettiva i militari che, a seguito di un’accurata ispezione del mezzo, rinvenivano, occultati in una cesta di plastica, sulla quale erano state ammassate delle reti da pesca –  ben 10 esemplari di “novellame” di pesce spada, ciascuno dei quali lungo circa 70 cm, a fronte di una taglia minima per cui è autorizzata la pesca di 140 cm.
Il pescato è stato immediatamente sequestrato e, a seguito del positivo parere, rilasciato dall’Ispettore del Servizio Veterinario – Igiene Alimenti dell’ASL di Matera, intervenuto nella circostanza e di conseguenza donato alle mense della Parrocchia di “Santa Maria del Ponte” e dell’Opera “Don Vincenzo Grossi” di Policoro. Il Comandante del peschereccio, originario di Cariati (CS), al quale sono stati sottratti anche i punti dalla licenza di pesca, è stato denunciato alla Procura delle Repubblica di Matera.
Nei giorni precedenti, inoltre, nelle acque antistanti “Punta Rondinella”, a Taranto, in due distinte circostanze, gli equipaggi delle Fiamme Gialle hanno sottoposto a controllo due barche da pesca abusive, riscontrando la presenza a bordo, complessivamente, di circa 10 chili di novellame di pesce azzurro – il cosiddetto “bianchetto”, tanto apprezzato sulle tavole pugliesi, lucane e calabresi, del quale sono, tuttavia, vietate la pesca, la detenzione, il trasporto e la vendita. Il pescato è stato sottoposto a sequestro, con conseguente denuncia dei due capo barca – entrambi tarantini – alla Procura della Repubblica di Taranto.
Anche in questi due casi, su positivo parere del personale Veterinario dell’ASL di Taranto, il prodotto ittico è stato donato alle mense di due enti caritatevoli del Capoluogo, la Casa Famiglia “La Mimosa” e la Parrocchia “San Pio X”.