12Agosto2020

 

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Antonio Sisto simbolo pisticcese della Shoah

Perché non intitolare una via, una piazza, un edificio, ad Antonio Sisto, un eroe pisticcese della Seconda Guerra Mondiale? Un personaggio che non si può non ricordarlo nel “giorno della memoria”, per quello che coraggiosamente fece e per l'esempio che riuscì a dare. Parliamo di un nostro concittadino, appunto il sig. Antonio Sisto, ormai diventato il simbolo pisticcese della Shoah, purtroppo scomparso tragicamente da diversi anni e che può essere considerato a tutti gli effetti, un vero e proprio eroe per come si comportò negli anni della sua prigionia in Germania.
Una storia incredibile, che inizia con la cattura da parte dei tedeschi e poi l'internamento in uno dei lager nazisti, dove poi rifiutò la liberazione offerta, proprio per non combattere contro i suoi connazionali, come gli veniva imposto. Un grande atto di coraggio il suo, che può valere da esempio insieme a tutti quei soldati che durante l’ultima guerra si sacrificarono anche a costo della vita nel nome dalla madre Patria. Nato nel 1910, a 19 anni partì militare, arruolato come fante trombettiere del 13° Reggimento Perugia della II° Armata dell'esercito italiano. Durante un combattimento sul fronte slavo, nel settembre 1943,nei pressi di Spalato, fu fatto prigioniero dai nazisti e deportato con altri commilitoni, in un campo lager nella città di Norimberga dove per circa un anno dal settembre 43 al luglio 44, rimase internato e dove gli fu offerta la liberazione, che lui rifiutò. Il 6 agosto 1981, Sisto fu fregiato del distintivo d'onore alla memoria, dal Ministero della Difesa, con la motivazione: "Essendo stato deportato in lager e avendo rifiutato la liberazione per non servire l'invasore tedesco e la Repubblica Sociale durante la resistenza, viene autorizzato a fregiarsi, ai sensi della Legge 1.12.77 n.907,del distintivo d'onore per i Patrioti Volontari della Liberta'". Da vero milite d'onore, Antonio Sisto attraverso quel valoroso gesto, aveva dimostrato grande carattere non piegandosi ai voleri del nemico nazista che comunque, in modo coatto, gli impose di andare a lavorare in fabbrica per sopperire alla emorragia di militari tedeschi trasferiti sul fronte russo. Purtroppo Sisto, non ebbe il piacere e l'onore di fregiarsi dell'ornamento che lo Stato Italiano gli aveva riservato, in quanto, emigrato proprio in Germania, era rimasto sfortunatamente vittima di un incidente sul lavoro ad Hocheneim dove morì il 6 marzo 1970. Recentemente, a dimostrazione che lo Stato non dimentica i suoi eroici combattenti, anche se dalla fine del secondo conflitto Mondiale sono ormai trascorsi oltre 70 anni, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato disposto in forma solenne il conferimento di una medaglia d'onore ritirata personalmente dal figlio dottor Michele, già Segretario Generale del Comune di Pisticci:" Un riconoscimento che sarebbe stato bello se a ritirarlo personalmente fosse stato proprio papà, magari insieme alla mamma.
Il suo è stato un grande attaccamento alla madre Patria che lui ha servito con dedizione e onore attraverso l’arruolamento volontario, la guerra e la dura prigionia in una terra, la Germania, che poi gli è stata fatale”. Un personaggio che, a parte il riconoscimento dello Stato Italiano – secondo noi - qui a Pisticci non ha ricevuto l’attenzione che meritava. Da qui la nostra proposta rivolta a chi di dovere, per una iniziativa intesa a far ricordare il suo nome con qualcosa di importante e duraturo, che renda omaggio e onore alla sua persona.

Michele Selvaggi