18Luglio2019

 

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Soli sul Fiume, l'ultima visione artistica di Angelo Caruso selezionata al Premio Arte Laguna di Venezia

Vetrina di prestigio per l’artista pisticcese Angelo Caruso apprezzato per la sua ultima idea progettuale di land art al Premio Arte Laguna 2018. Il focus internazionale sull’arte contemporanea inaugurato di recente all’Arsenale Venezia, nella sua dodicesima edizione, ospita dal 18 marzo 115 opere esposte su tremila metri quadri ed in grado di rappresentazione le tendenze più moderne espresse attraverso svariate manifestazioni creative dalla pittura alle performance per approdare ad un’ampia ricerca artistica tra land art e urban art, video arte, virtual reality, scultura e installazione. Per giungere a sintesi, la giuria internazionale del premio ha vagliato oltre cinque mila opere attraverso ben tre votazioni.
Caruso ha concorso nella categoria land art, che ha saputo sorprendere per l’ampio respiro della ricerca trovata nelle opere pervenute da tutto il mondo, con l’artista lucano come unico alfiere a rappresentare l’Italia in uno scenario capace di spaziare dalla Cina al Belgio, dal Giappone alla Croazia.
“Sorprende molto inaspettatamente, che i lavori più interessanti si siano visti in land art - pratica difficoltosa e complessa - e nella nuova sezione di urban art, che entusiasma per l’ampio respiro della ricerca” è stato il commento di Ivan Zanti, presidente della Giuria, rispetto alla qualità delle opere in esposizione.
Fra queste ha trovato spazio anche la Basilicata. Angelo Caruso, infatti, pisticcese di nascita e milanese di adozione, ha partecipato ad Arte Laguna con il suo progetto “Soli sul fiume”, una visione creativa in cui la manifestazione artistica coincide con l’introduzione nel paesaggio di uno spiccato elemento cromatico naturale in grado di esaltarne il fascino fino al punto di trasformarlo in soggetto attrattore.
“Soli sul fiume” è un “sentiero di girasoli nelle Valli del Basento e del Cavone per una rigenerazione eco artistica partecipata”, spiega sul suo sito web Angelo Caruso. “Il progetto – aggiunge - è pensato in connessione con Matera 2019 – Capitale della Cultura e vuole essere una valorizzazione del territorio e un coinvolgimento e una messa in relazione di istituzioni e imprese, che potrebbero dar luogo e portare ad altre iniziative e a progetti di visibilità e comunicazione e a eventi ad essi correlati”.
"Per Caruso - commenta Jacqueline Ceresoli, docente dell'Accademia di Brera, critica d'arte, giornalista e scrittrice - il territorio è una risorsa, un‘opera aperta a diverse esplorazioni e ricognizioni creative, un’opportunità critica per investigare sistemi di relazioni possibili come tra arte, ambiente, agricoltura e gli individui che lo vivono. Sono note le sue installazioni di Land Art a Pisticci, dove l’autore è nato e nei dintorni del paesaggio lucano, dal 1989 più volte contrassegnato con opere visionarie e di grande impatto scenografico che ancora molti abitanti del luogo ricordano". L'autrice, in relazione a “Soli sul fiume”, parla di un progetto ambizioso e volutamente utopico, ma fattibile. La sua realizzazione dipende dalla capacità delle istituzioni di assecondare una visione di bellezza in grado di associare l'arte con la natura e l'assoluta sostenibilità ambientale, passando per il coinvolgimento di quegli agricoltori proprietari dei lembi di terra su cui "installare" le piantagioni di girasole. E’ la loro fiera resa cromatica a caratterizzare la forza espressiva di un progetto che può essere anche modulare, ma punta ad abbracciare diversi comuni lungo l'asse del Basento e quello del Cavone.
L'idea, nella sua dimensione di massima completezza, è quella di piantare 10 milioni di semi di girasole su 140 ettari di terra per un percorso di 70 chilometri su terreni appartenenti a circa 200 contadini. “Soli sul fiume” punta a coinvolgere istituzioni regionali e comunali, Accademia di Belle Arti di Bari, il Liceo Artistico Carlo Levi di Matera, l'Istituto Agrario di Marconia, organizzazioni sindacali di agricoltori, aziende di agriturismo ed associazioni. Il progetto offre anche l'opportunità di una riscossa poiché guarda alle condizioni ambientali in cui si trovano il Basento e la valle del Cavone.
Il Premio internazionale Arte Laguna di Venezia ha inserito "Soli sul fiume" fra i finalisti di una sua sezione competitiva, riconoscendo la sua elevata valenza artistica. L'assessorato alla cultura di Milano, città in cui Angelo Caruso vive e dirige lo spazio espositivo Spazio DoloMiti attraverso l'associazione City Art, ha proposto all'artista di realizzare la sua idea di land art adattandola al paesaggio lombardo e candidandola a bando europeo.
Caruso, tuttavia, spera di poter superare la dimensione utopica della sua ultima visione artistica in Basilicata e di riuscire a darle concretezza nei luoghi per i quali è stata immaginata.
"Credo fermamente nella possibilità di realizzare Soli sul Fiume - racconta Caruso con entusiasmo a Pisticci.com – perché è un progetto dotato di una grande forza. Può avere risonanza mondiale ed offrire grande visibilità alla Basilicata. Per come immaginato può coinvolgere centinaia di persone e creare forti sinergie a diversi livelli favorendo così lo sviluppo ed il rilancio di un' intera area. Attuato nei calanchi permetterebbe inoltre di centrare l'obiettivo della rigenerazione di cui questo territorio sente profondo bisogno".
Convinto che l'arte possa fungere da stimolo trascendendo di gran lunga la sua dimensione estetica per abbracciare una funzione sociale, Caruso spera di poter essere profeta in patria. Creare le condizioni per dare sostanza a “Soli sul fiume” non è operazione semplice, ma la modularità dell'idea può essere un elemento di facilitazione, con l'auspicio che il territorio e le dinamiche che lo governano possano voler cogliere una sfida artistica apprezzata a Venezia e corteggiata a Milano.

Roberto D'Alessandro