27Gennaio2020

 

  • image
  • image
  • image

Download Template for Joomla Full premium theme.

Deutschland online bookmaker http://artbetting.de/bet365/ 100% Bonus.

Online bookmaker bet365

Com’è cambiato il nostro Natale

La nostra storia non può prescindere dal ricordare il Natale di un po’ di anni fa, con usanze che praticamente vanno scomparendo nel tempo.
Chissà quanti ancora hanno a mente quell’incantevole mondo del presepe che nelle nostre case si rinnovava ogni anno di questi giorni. Grande attesa e grande festa per tutti, dalla preparazione alla realizzazione della sacra rappresentazione della Natività. “Gesù è nato a Betlemme solo una volta e a Napoli tutte le altre”. E’ un modo simpatico per ricordare il Natale, legato alla penna del grande Luciano De Crescenzo che descriveva il periodo natalizio, “il più bello dell’anno”, con tutte le sue tradizioni legate soprattutto al mondo del presepe, compreso, naturalmente quello partenopeo.
Un Natale che nelle nostre case non era tale, senza che il Bambinello, la Madonna, San Giuseppe, il bue, l’asinello e i re magi, non fossero lì a rappresentare il richiamo ai valori di un favoloso mondo che a volte ci fa ritrovare la forza di poter contrastare le angosce quotidiane che ci assalgono.
Il presepe è sempre quello che abbiamo sognato e desiderato da bambini. E’ sempre l’attesa, di pari passo con la tradizione millenaria che richiama la simbologia cristiana, coinvolgendo la memoria culturale di ognuno di noi e che Papa Francesco, recentemente lo ha celebrato come “mirabile segno che ripropone la bellezza della fede con il richiamo ad un messaggio universale che tocca tutti”.
In molte case, purtroppo, il presepe non c’è più o non c’è mai stato. Al suo posto, l’albero di Natale, fino a poco fa, pianta naturale dei boschi o delle pinete. Ora arbusto virtuale nelle nostre residenze. Un segno dei tempi che corrono, corrono e non hanno più rispetto del passato, recente o remoto, che non torna più.

Ma il nostro Natale si caratterizzava anche con l’arte culinaria, un simbolo che inebriava e profumava le nostre case e che si chiamava “pettole” e “cartellate”, il "dolce di carta" pisticcese, conosciuta in gran parte del mondo. Passando per vie e vicoli dell’abitato, si restava inebriati del profumo di queste specialità natalizie. Prodotti squisiti, tramandati attraverso i secoli dai nostri avi che, puntualmente per Natale, preparavano impasti misti di farina, zucchero, cannella e altro, che nell'olio di oliva bollente prendevano consistenza e croccantezza.
Purtroppo, anche qui, qualcosa è cambiato. I camini delle nostre case, ormai hanno fatto posto ai vari forni dell’abitato, dove ora, queste leccornie si producono e si comprano in qualsiasi ora del giorno. (Occorre comunque riconoscere che i nostri fornai sono bravi e capaci di offrire prodotti eccellenti).
Ovviamente, le nuove generazioni non capiranno mai il significato di quel pezzo di pasta (massa) lavorata in casa, fritta e condita come si doveva. Chi ha una certa età invece, capisce, eccome, il valore di una ricetta originaria che ha fatto la storia.
Ora il vecchio caro Natale, ha lasciato il posto al Natale in versione “moderna”, che viaggia al passo dei tempi, dimentica presepi, pettole e cartellate e non lascia scampo ai ricordi. Così è la vita. Non ci resta che il “Tu scendi dalle stelle”. Parole e musica che nessuno ci toglierà mai. Evviva, evviva il Natale!

Michele Selvaggi

""""""""""""""""""""""""""""""""""