01Giugno2020

 

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Il ricordo di Gennaro Cascella, il primo dentista di Pisticci del dopoguerra

Chi a quei tempi non conosceva don Gennaro Cascella, il primo dentista che operò durante e nel dopoguerra nella nostra città.
Un personaggio a quei tempi ben conosciuto, persona intelligente, laboriosa, rispettosa del prossimo ma anche abbastanza rispettata e soprattutto generosa. Erano i tempi in cui non solo qui, ma un po’ ovunque, la professione dentistica nei nostri centri, era affidata a persone che magari non avevano nulla a che fare con l’arte di estirpare molari e canini e allora quei terribili dolori, il più delle volte, purtroppo eri costretto a sopportarli, sperando comunque che prima o poi si calmassero naturalmente.
Fu proprio verso l’ultimo periodo bellico che la nostra città ha conosciuto don Gennaro, come tutti lo chiamavano, tecnico odontoiatra dell’epoca, che qui si fermò e mise su famiglia. Nato il 26 novembre 1912 a Lecce, morì a Pisticci proprio cinquanta anni fa, il 5 maggio 1970.
Chi ha una certa età sicuramente lo ricorda nella sua casa di via Principe di Piemonte. E fu proprio lì nel locale soffitta al secondo piano dove attrezzò il suo laboratorio dentistico e da dove, ricordiamo, sono passati e sono stati curati centinaia e centinaia di pazienti pisticcesi, giorno e notte.
Nei primi anni del dopo guerra quando ancora a Pisticci le automobili erano poche, lui viaggiava guidando una “Iso Moto” (una motocicletta che venne appena dopo la Lambretta e la Vespa) che guidava in modo quasi spericolato anche nel raggiungere diversi altri centri della nostra provincia, tra cui Pomarico e Grassano, dove esercitava.  Ovviamente, col passare del tempo le cose cambiarono ed anche don Gennaro comprò la sua automobile, (una 500 Balilla) sempre ben curata da un suo caro amico, quel Filippo Benedetto (da tutti conosciuto come Filippo Caputo) morto lo scorso anno a 102 anni.

Tanti gli amici di don Gennaro, tra cui Ottavio Di Grottole, Narduccio D’Alessandro elettrotecnico, mio padre Camillo Selvaggi sarto, il medico don Titta Pastore, Mario Lalinga, solo per citare quelli più cari.
Da lui, i primi impianti dentali nuovi, una vera e propria novità per quei tempi, apparecchi di grande aiuto per chi ne avesse bisogno, sia nella masticazione e perché no, anche nel sorriso.
Abbiamo ricordato, e non a caso, la sua generosità, non dimenticando appunto, quante persone che non avevano la possibilità economica, (la cosa era notoria), beneficiate dalla bontà di questo uomo che riusciva a capire le necessità del momento e si regolava di conseguenza.
Don Gennaro, un pezzo di storia della nostra città, nel giorno del suo triste anniversario, lo vogliamo ricordare insieme alle sue adorate figlie, Carmelina, Anna Maria e Gabriella con le loro rispettive famiglie.

Michele Selvaggi</p>"