10Agosto2020

 

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29 Luglio 1961: la nascita dell’ANIC Valbasento con la sua ricchezza passata e il suo triste presente

Una data quella del 29 luglio 1961, tra le pagine più belle della nostra storia, con la nascita dell’Anic Valbasento. Pioniere di quella grande operazione – con l’arrivo della industrializzazione in una zona dimenticata da tutti – la figura di Enrico Mattei, padre fondatore dell’ENI, che proprio in questa zona aveva intravisto un grande sviluppo industriale, come mai si era potuto pensare prima.
A lui si deve la ricerca e scoperta dei primi giacimenti metaniferi di Pisticci, Ferrandina, Salandra, Grassano, Grottole, Craco, che aprirono la strada allo sviluppo industriale del materano. Il suo nome ci riporta in mente, appunto,  quel caldissimo  giorno di luglio di tanti anni fa, quando nella piana di S.Angelo, coltivata fino ad allora a pascolo e frumento  - alla presenza di Mattei, del Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, del Ministro dell’Industria Emilio Colombo e di tante altre personalità dell’epoca, oltre ai sindaci dei comuni della provincia, fu posta la prima pietra (benedetta dal parroco don Paolo D’Alessandro) per la realizzazione del grande stabilimento ANIC che in pochi anni avrebbe dato occupazione  a migliaia di operai.
Storico evento con migliaia di persone giunte da tutta la regione che vedevano nella iniziativa spiragli e certezze per risolvere gravi problemi occupazionali. Contadini, pastori, braccianti, studenti, artigiani, diplomati e laureati, tutti potenzialmente occupanti di una industria che di lì a poco avrebbe trasformato la economia di una delle zone più povere del Sud Italia. Una grande festa di popolo che si consumò nell’entusiasmo generale e che dette il via ai grandi lavori per la realizzazione della industria chimica, compresa una pista di volo per aerei leggeri orgogliosamente battezzata con il nome di Mattei che, purtroppo, il 27 ottobre 62, doveva tragicamente scomparire senza poter vedere completata la sua opera in Valbasento.
Nella seconda metà degli anni 60, circa 6 mila gli occupati ANIC e tanti giovani, proprio attraverso il posto di lavoro e lo stipendio fisso, ebbero la possibilità di cambiare tenore di vita, acquistando o costruendo una casa, mettendo su famiglia, magari comprando televisore, frigorifero, lavatrice, all’epoca difficili da possedere e perché no, anche moto e automobile. Un boom economico che in Valbasento durò più o meno un paio di lustri, di pari passo con quello nazionale, registrando grandi conquista da parte dei lavoratori. Negli anni 70 il potenziamento con attivazione dell’Impianto TER – Poliestere inaugurato dal Presidente del Consiglio Colombo, la 3° e 4° linea ACN, l’ampliamento Pam e la costruzione di una nuova centrale termoelettrica. Fase positiva che lasciava ben sperare per il futuro.
Poi, quasi a sorpresa, ma non tanto, i primi campanelli d’allarme e primi timori sulla stabilità occupazionale, Nel 1976 lo sciopero generale dei comuni dell’area. Ma il peggio doveva ancora venire. Nell’autunno del 78 una grande mobilitazione dei lavoratori chimici dell’area, che per giorni presidiarono piazza Barberini a Roma, sottolineava la sempre più grave crisi delle fabbriche. Dall’81 all’87, firmati ben tre accordi di programma, ma i risultati furono scarsi e le cose man mano precipitarono con una produzione a dir poco disastrosa con la perdita di posti di lavoro, cassa integrazione straordinaria, prepensionamento, mobilità, anticamera del licenziamento.
Il resto è storia recente. Storia dolorosa che immancabilmente ci fa ritornare a quel lontano, caldissimo 29 luglio di 69 anni fa, legato alla presenza sulla nostra terra di Enrico Mattei, padre della industria del “cane a sei zampe”.
Data che nel bene e nel male, ha comunque segnato la storia e la geografia della Valbasento.

Michele Selvaggi

 

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