17Febbraio2019

 

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Le corde dell'Anima Errante. Album d'esordio per Giuseppe D'Avenia

Tutti possiamo essere anime erranti, assorbiti da un sogno che il desiderio e la passione portano ad inseguire. Capita, a volte, di vagare in una dimensione sospesa tra la realtà e le proiezioni delle nostre aspirazioni. E di scoprire che quello è un percorso unico ed irripetibile che impone un cammino di solitudine sul quale vale la pena scommettere se si vuole rincorrere davvero il compimento del proprio senso.
A trasporre questa sensazione su una strada regolata dai passi della musica è stato Giuseppe D’Avenia, chitarrista acustico pisticcese che ha di recente completato il suo primo album da solista. Anima Errante è un concept album auto prodotto ed auto distribuito.
L’idea di dargli vita è una scommessa sulle proprie potenzialità e su una formazione che è già il compimento di un sogno. D’Avenia, infatti, grazie alla sua determinazione, ha potuto confrontarsi con i suoi massimi riferimenti musicali riuscendo a stringere amicizia con miti della chitarra acustica come John Renbourn e Pierre Bensusan, entrambi venuti a Pisticci negli anni scorsi anche con il suo contributo. Per loro ha organizzato concerti e seminari.
D’Avenia ha inoltre partecipato a seminari e lezioni private con maestri della chitarra acustica quali Franco Morone, Pino Forastiere, Paolo Giordano, Davide Mastrangelo, Preston Reed, Woody Mann e Beppe Gambetta.     
Collaborare, inoltre, con l’agenzia di booking Geomusic di Gigi Bresciani per la promozione artistica di Bensusan e con la rivista specializzata “Guitar Club”  nel ruolo di intervistatore di grandi chitarristi internazionali.    
Poter essere al fianco di chitarristi acustici così importanti aveva già rappresentato per Giuseppe D’Avenia motivo di grande soddisfazione. Poi, però, con la crescita nella formazione musicale e la padronanza della tecnica il traguardo è diventato più ambizioso. Anima Errante è il frutto di una passione che diventa stile di vita e che assorbe una esistenza. E’ una creazione che mette a frutto l’esperienza musicale dell’artista attraverso la sua visione, in un lavoro personalizzato che spazia tra l’acustico, l’etnico, il classico, la new age e la word music.    
“L’anima errante – secondo D’Avenia – è una caratteristica di coloro che inseguono i propri sogni e si ritrovano da soli a scommettere su stessi. Si sfidano e cercano di realizzare le loro passioni. Nella musica corrisponde anche alla ricerca di un linguaggio proprio che metta a frutto i propri apprendimenti dando sfogo alle intuizioni”.    
L’album porta in copertina l’immagine di una persona realmente esistita, assunta ad emblema del concetto di anima errante. Questo era Antonio Venere, detto “Tate”, “il simbolo – dice D’Avenia - dell’errare sulle strade del piccolo mondo pisticcese, in Lucania, senza un motivo apparentemente giustificabile, proprio come un artista; un personaggio scomparso pochi anni fa che sul palcoscenico della sua vita ha dovuto personificare il ruolo dell’ anima solitaria che vagava seguendo chissà quale intuizione, soffio,  visione”.    
L’album di esordio di Giuseppe D’Avenia, completamente strumentale, è composto da otto brani ed ospita alcune collaborazioni di flauto, con  Raffaele Bifulco, violoncello, con  Vito Stano, percussioni, con Giovanni Quinto, Vincenzo Sisto e Giovanni Scasciamacchia.
E’ stato registrato nello studio St. Lexington Music & Design di Umberto Viggiano ed è stato coprodotto con Giuseppe Viggiani.
Anima Errante rappresenta il punto di partenza di un percorso che Giuseppe D’Avenia continuerà a camminare alla ricerca di nuovi approdi sonori, tecnici e formativi. Ma il risultato, già adesso, è molto più di un inizio.

Roberto D'Alessandro