16Dicembre2018

 

capece top

Download Template for Joomla Full premium theme.

Deutschland online bookmaker http://artbetting.de/bet365/ 100% Bonus.

Online bookmaker bet365

Il lupo lucano ha fama nazionale. Le foto di Fabio Quinto esposte in Emilia Romagna e pubblicate su "Repubblica"

Le storie, le immagini, ma anche la corretta informazione sui lupi di Basilicata, e più in generale su questa specie protetta, hanno trovato ampio spazio nella festa del lupo edizione 2014, dedicata alla presenza del lupo in Italia ed alla sua percezione. L’evento è stato ospitato dal Castello Manservisi a Castelluccio di Porretta Terme, in provincia di Bologna.
“Da bestia nera delle favole a re dei boschi, da nemico da combattere ad animale da tutelare. Il lupo sta riprendendosi la sua rivincita, grazie a molte associazioni che si occupano di promuovere la conoscenza di un animale regale”, l’ultima e recente edizione della Festa del Lupo, svoltasi lo scorso week end, ha chiamato a raccolta esperti e appassionati di tutta Italia per raccontare la presenza di questo predatore nel nostro Paese, la sua percezione e la sua possibile convivenza con l'uomo. A fare da cornice i suggestivi scatti della mostra fotografica "Nel mondo del lupo". La Basilicata era ben rappresentata, oltre che dal fotografo naturalista Antonio Iannibelli, lucano di origine, anche se nel corso della tre giorni ha mostrato i suoi video sui lupi dell’Emilia Romagna, anche dal pisticcese Fabio Quinto e dalla materana Gabriella Rizzardini, che hanno presentato il loro report “Basilicata wolf to wolf”.
Le sinergie fra questi appassionati lucani, consolidatesi negli anni, e la loro dedizione avevano già portato Iannibelli a presentare le sue esperienze fotografiche ed i suoi racconti sia a Pisticci che a Matera.
Da oltre un anno, inoltre, ha avuto inizio il progetto dell’Osservatorio Regionale degli habitat naturali e della fauna selvatica della Regione Basilicata, in collaborazione col Parco della Murgia Materana e con il Movimento Azzurro di Matera, che fa monitoraggio della specie Canis lupus nel territorio materano. Tale progetto ha come finalità quella di “intraprendere azioni mirate di gestione a partire da una conoscenza attenta e scientificamente supportata, tale da permettere lo sviluppo di un piano di gestione consono alle reali esigenze del territorio e delle popolazioni selvatiche che su di esso insistono”.
Il piano di lavoro consiste nel censimento e stima della popolazione di lupo tramite individuazione e raccolta di campioni genetici, utilizzo delle tecniche di wolf-howling e fototrappolaggio.
Negli ultimi anni, la popolazione di lupo ha ricolonizzato areali storici da cui mancava da tempo, tra questi quello della provincia materana.
Il progetto di monitoraggio e stima del lupo lucano nella provincia di Matera era nato proprio dalla passione condivisa tra Antonio Iannibelli e Fabio Quinto del Movimento Azzurro che negli ultimi due anni hanno raccolto svariati dati sulla sua presenza di questa specie protetta in tutta l’area materana.
La recente Festa del Lupo ha avuto risalto di carattere nazionale. Il sito di “Repubblica” ad esempio ha ospitato nella sua home page una foto notizia della manifestazione, nella quale sono stati mostrati diversi scatti dei fotografi lucani. Gli onori della copertina sono toccati proprio a Fabio Quinto, studioso pisticcese che dedica ormai da anni ampia parte del suo tempo alla conoscenza del lupo in Basilicata, con particolare riferimento al materano.
Passa attraverso i progetti e gli sforzi di questi ricercatori anche la diffusione della corretta informazione sulle abitudini e la funzione del lupo, uno strumento culturale preziosissimo affinché possano cessare quelle aberrazioni che, anche di recente, hanno portato all’uccisione di alcuni esemplari.
Il lupo è elemento identitario di questa terra ed emblema di una natura che, nonostante le violenze subite, trova la forza di riaffermarsi anche in quei territori dai quali era stata costretta a retrocedere. Una ragione in più per moltiplicare gli sforzi per proteggere e tutelare questa specie.

Roberto D'Alessandro