18Novembre2017

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Le due Pisticci, città ad un bivio. Intervista Di Trani

Punta sulla continuità nell’innovazione delle idee, ma anche su di un rapporto dialettico e collaborativo con la Regione, il candidato sindaco Vito Di Trani, in questo rush finale per la competizione elettorale della terza città della Basilicata.

Qual è il modello di sviluppo migliore per tentare di rilanciare Pisticci?

Tutto passa dall’affermazione della Pista Mattei come aeroporto di Basilicata, perché se la situazione prende piede così come pare, parecchie questioni troveranno soluzione. Avere un aeroporto significa far arrivare tanta gente, quindi muovere l’economia; il compito principale di un sindaco deve essere quello di creare occasioni di lavoro. Abbiamo realizzato cose importantissime, ad iniziare dalla vittoria sul caso Tecnoparco, perché laddove l’area di Pisticci scalo era diventata invivibile per i miasmi, oggi si sta bene, perché il problema è quasi del tutto scomparso.  Dopo 50 anni abbiamo fatto togliere il vincolo dal rione Dirupo, ora dobbiamo trovare fondi per rilanciarlo, in modo da creare nuove occasioni di lavoro. Occorre sistemare Pisticci dal punto di vista urbanistico, oggi la città ha bisogno di essere resa più bella e civile con operazioni come quella del depuratore, i cui lavori da sei milioni saranno appaltati dopo 5 anni di battaglie. Abbiamo ottenuto 4,8 milioni per la riduzione del rischio idrogeologico nei rioni Croci e Marco Scerra. Tutto è propedeutico al rilancio turistico della città, sulla scia di Matera 2019; in questo spirito mi sono adoperato per investire 850mila euro sulla strada Pisticci-Mare. Poi c’è l’ospedale di Tinchi, dove sarà realizzato il reparto di riabilitazione con 40 posti letto e nuove opportunità di lavoro. Sulle frazioni abbiamo inciso, come ad esempio con la realizzazione dell’Asilo nido a Centro agricolo ed a Marconia abbiamo realizzato  il cinema, terminando il Centro Tilt e la caserma della Polizia, oltre alla messa in sicurezza di tutte le scuole del territorio. Abbiamo lavorato per dare più servizi possibili nei limiti della spending review. Ora cercheremo di mettere in rete questo articolato territorio, in modo che la popolazione possa spostarsi agevolmente con il trasporto pubblico, pensiamo a una circolare che arrivi fino alla zona mare. Pisticci è stata città capofila per la banda larga arrivata in tutte le frazioni, mentre nella zona mare lavoreremo per mettere il wifi a disposizione dei turisti.

Ai pensionamenti nel personale del Comune non possono far seguito nuove assunzioni e la macchina amministrativa può risentirne. C’è un margine per intervenire?

Il nodo resta sempre quello dei dipendenti provinciali, se sarà possibile trasferirli da noi con l’abolizione della Province il problema sarà risolto, con l’arrivo tra l’altro di gente qualificate. Andare ad incidere sul lavoro flessibile, da una parte aiuta giovani in cerca di occupazione, dall’altra c’è la Corte dei conti che ne contesta le modalità. I dipendenti del Comune erano 180, oggi sono la metà, per cui vanno ottimizzate le forze; io sto facendo capire a tutti che laddove due persone assolvevano a un compito, oggi deve farlo il singolo dipendente.

C’è un’idea innovativa che pensate di mettere in pratica?

L’idea per il futuro parte dalla valorizzazione del passato, attraverso il rilancio del Dirupo che deve diventare meta turistica; poi destagionalizzare il turismo, facendo lavorare le strutture per tutto l’anno; valorizzare le aree archeologiche pisticcesi che non conosce nessuno; dare impulso alla valorizzazione della spiaggia a misura di bambino, riconosciuta anche oggi. Ma la vera innovazione risiede nello sfruttamento del petrolio, le cui risorse devono servire al rilancio infrastrutturale del petrolio. Io non credo, come i grillini, nel reddito di cittadinanza, ma la Basilicata ha 680mila abitanti, allora perché non utilizzare i campi inquinati per produrre materia prima vegetale per il combustibile del futuro, come l’olio di colza che potrebbe sostituire il petrolio.

Antonio Corrado pubblicato su Il Quotidiano del Sud

   

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