20Novembre2017

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Vittoria pentastellata, i commenti

 

Di seguito, i commenti di alcuni esponenti politici regionali e nazionali al risultato delle amministrative 2016, che ha dato la vittoria alla neoeletta Sindaca Viviana Verri del Movimento 5 Stelle.

Liuzzi (M5S): 'Brillano le stelle anche a Pisticci'

Le elezioni di ieri segnano una svolta epocale. E' il cambio di passo del MoVimento 5 Stelle, riconosciuto dai cittadini come una forza di governo affidabile e capace di esprimere candidati validi e competenti. Il M5S ha conquistato 19 Comuni d'Italia in cui era al ballottaggio, tra questi Torino, Roma e il primo Comune della Basilicata nonché il terzo per popolazione, Pisticci. Viviana Verri, il gruppo di attivisti e tutti i cittadini che hanno creduto nel progetto del M5S hanno vinto e proposto un'alternativa valida che i pisticcesi hanno premiato.
Tacciati di inesperienza, incapacità e sola protesta, i candidati del M5S hanno dimostrato che senza soldi si può fare politica, che con il lavoro sul territorio, senza apparentamenti e inciuci di partito, è possibile amministrare città importanti come Roma e Torino. I progetti partecipati di persone libere hanno fatto la differenza. In Basilicata lo abbiamo fatto con Viviana Verri, lo faremo con altri tre neo-consiglieri nei comuni di Scanzano Jonico, Montescaglioso e Melfi e continueremo a farlo in tutti gli altri comuni dove il M5S c'è già. Questo è un gran giorno, non solo per il MoVimento, ma soprattutto per i cittadini che hanno reso possibile tutto questo.

Mirella Liuzzi
Portavoce del M5S alla Camera

Pedicini (M5S): 'Risultato storico per la Basilicata'

Il risultato storico raggiunto ieri dal M5s a livello nazionale riguarda anche la Basilicata.
La schiacciante vittoria di Viviana Verri a Pisticci avvia una nuova fase nella nostra regione e dimostra che anche i cittadini lucani sono pronti a recepire le proposte del M5s.
Da oggi cambia tutto e niente sarà più come prima, perché al MoVimento 5 Stelle lucano viene riconosciuta la capacità di governare e di fronteggiare la politica fallimentare dei vecchi partiti.
Viviana Verri è il primo sindaco del M5s della Basilicata e la prima sindaco donna di Pisticci. E' un risultato straordinario che ha un doppio e importante significato.
Il successo della giovane Viviana Verri e della sua lista mettono in evidenza che con il M5s è possibile far sì che cittadini normali, che non hanno mai fatto politica, possono diventare protagonisti del proprio futuro e delle istituzioni.
Va anche considerato che le campagne elettorali del M5s vengono realizzate a costo zero e solo con il contributo e l'impegno volontario degli attivisti e dei cittadini.
Grazie a Viviana, a tutti i candidati, agli attivisti e ai pisticcesi che hanno reso possibile tutto questo.
Grazie a Gianroberto Casaleggio e a Beppe Grillo che hanno creato il M5s e stanno dando una speranza di futuro e vero cambiamento all'Italia e alla Basilicata.
Ora tocca a noi. Ed è solo l'inizio.

Piernicola Pedicini
Capo delegazione del M5s al Parlamento europeo

Leggieri - Perrino (M5S): 'Pisticci, primo comune lucano a 5 stelle'

Sette anni fa, nel 2009, il M5S presentava le sue prime liste civiche muovendo i suoi primi passi nelle paludi della politica italiana. Da allora, tra mille difficoltà e una macchina mediatica del fango costantemente in azione contro attivisti e candidati, il M5S è cresciuto ed è progressivamente entrato in tutti i livelli istituzionali: nei consigli comunali, regionali e in Parlamento. Laddove il M5S è al governo delle città, ha dimostrato di saper amministrare nell'interesse delle comunità e dei cittadini.
I risultati dei ballottaggi di ieri, oltre Roma e Torino, ci hanno regalato il primo comune lucano a 5 stelle: Pisticci! I pisticcesi hanno scelto Viviana Verri come primo cittadino!
Il segnale arrivato da parte dei cittadini di Pisticci è stato chiaro e netto: il 63,27% delle preferenze, pari a 5921 voti su 9677 votanti (percentuale di votanti al ballottaggio del 63,43% rispetto al 69,28% del primo turno), è andato al candidato sindaco del Movimento 5 Stelle che ha battuto in maniera netta il sindaco uscente Vito Di Trani.

A Viviana andrà tutto il sostegno e il supporto di attivisti, cittadini e portavoce del M5S Basilicata. La sfida da affrontare e vincere è davvero difficile e delicata: amministrare il terzo comune della Basilicata per numero di abitanti. Uno dei centri più belli della nostra regione, che ospita nel suo territorio un insediamento produttivo che, così com'è ora, è espressione di un modello di sviluppo superato: lo sanno bene gli abitanti di Pisticci Scalo cosa significa vivere e lavorare in un Sito di Interesse Nazionale (SIN) che da decenni attende la bonifica e la riconversione davvero "green".
Siamo certi che Viviana sarà all'altezza del mandato conferitole dai pisticcesi: lo ha già ben dimostrato durante questa campagna elettorale tenendo tranquillamente ed elegantemente testa ai meschini colpi bassi e alle solite squallide insinuazioni di certi esponenti della vecchia e decrepita politica locale.
Adesso, attivisti, cittadini e noi portavoce del M5S continueremo a fare gruppo e ad aiutare, in ogni modo, Viviana e la sua squadra a lavorare bene, nell'interesse della comunità e dei cittadini di Pisticci.
Questo è solo l'inizio del cambiamento: con il M5S, i cittadini stanno realizzando quella vera e propria rivoluzione gentile, culturale prima che politica, delle istituzioni. E con le uniche armi (pacifiche e non violente) della coerenza, dell'onestà, della trasparenza e del buon senso. Da semplici cittadini nelle istituzioni, con il M5S vince la politica delle mani pulite!

Gianni Leggieri
Gianni Perrino
M5S Basilicata – Consiglio Regionale

G. Potenza (Dc-Libertas Basilicata): 'Anche da Pisticci segnale forte e chiaro dal voto dei cattolici'

Il segnale è suonato forte e chiaro non solo a Roma e a Torino (e per aspetti piuttosto analoghi a Napoli) ma anche a Pisticci, dove il successo schiacciante del M5S ha lo stesso significato.
Gli elettori voltano le spalle ai partiti e alla politica che hanno immagini e contenuti tradizionali. Un comportamento seguito anche dai cattolici, quell'elettorato che ai tempi della Dc a Pisticci, la città del prof. Gaetano Michetti democristiano e presidente della Regione, votava alle comunali per oltre il 50% a favore dei candidati cattolico-democratici, con fasi alternate che – va ricordato per la verità storica - hanno visto prevalere i comunisti. E' giusto pertanto interrogarsi dal versante ideale, culturale, politico e civile, a me più vicino, cosa è accaduto tra i cattolici che hanno votato per il M5S.
Intanto, tra le novità di questo turno amministrativo c'è l'eclissi del cattolicesimo politico: non ce ne è traccia, né tra gli eletti né tra gli elettori. Nessun protagonista delle contese amministrative proviene dal mondo cattolico. Né si segnala alcun successo di liste o candidati riconducibili a questo universo un tempo portatore di talenti carismi e voti. Il punto di partenza è che, dalle parrocchie ai vertici diocesani, il giudizio sulla classe dirigente locale gira sempre intorno a "sfiducia, delusione, amarezza". La protesta e l'indifferenza sono gli ingredienti del momento di oggi, del momento contemporaneo.
Occorre dare delle risposte. Secondo me, i cattolici hanno delle nuove responsabilità proprio per riarticolare un'amicizia sociale, cosa che non hanno messo all'ordine del giorno. Ancora si attardano a fare il tifo per quello o quell'altro, nell'ambito di un bipolarismo che non esiste più. Bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire questi legami. Il bipolarismo tradizionale, in realtà, è esistito soltanto a tratti. Adesso c'è qualcosa di diverso: non a caso il presidente del Consiglio in queste elezioni amministrative non è intervenuto, se non in extremis, a Roma e Milano.
Si va verso un referendum costituzionale che vuol essere una sorta di plebiscito, ma il punto vero è ricostruire la relazione. Tuttavia, ricostruire una relazione è una cosa molto difficile: richiede investimenti ed esempi concreti. Ai credenti impegnati nel sociale suggerisco di lavorare sul medio periodo nella società concreta per dare delle prospettive.
Il voto di questi giorni, la protesta di cui si capiscono le radici, trasmettono essenzialmente questo messaggio: un bisogno di prospettive. E i cattolici devono tornare ad investire a partire dal dato valoriale: dopo la nottata antipolitica, anti-casta, torneranno i contenuti? Bisogna lavorare per questo. Non è sufficiente proporre ai cittadini un'offerta politica basata esclusivamente sulla governabilità (Renzi), o sulla moralità astratta (grillini). Manca la domanda di fondo: quale idea di città, quale idea di società, quale idea di Italia? Su questo i cittadini dovranno confrontarsi alle politiche.
Il Popolo della Famiglia, malgrado il silenzio mediatico di regime, è andato oltre l'1% a livello nazionale (con risultati sorprendenti in alcuni centri). Molto, per un nuovo partito identitario nato da appena 20 giorni (che si è presentato in tutta la Penisola), lasciato solo dalle invidie, dai personalismi, e dal conformismo del politicamente, culturalmente e religiosamente corretto. Poco, per ricostruire un voto cattolico (e non solo). La domanda è: esiste ancora un mondo cattolico unitario? Il lavoro per ricostruire una coscienza pubblica valoriale cattolica, e il primato dei valori non negoziabili (pure in casa cattolica), è appena cominciato. E sarà un lavoro lungo e difficile. Ma è l'unica scommessa da vincere e l'unica novità per le prossime politiche perché nonostante la scaltrezza di un ex pulcino democristiano come Renzi, non è a sinistra che si può radicare il cattolicesimo politico nemmeno nella sua limitata versione sociale. È a destra che si schiudono praterie dove piantare quello che Martinazzoli chiamava 'il seme del popolarismo'. Finita la Dc si disse che la Chiesa avrebbe allargato la propria influenza ma la Dc veniva votata da un italiano su tre mentre oggi solo un italiano su dieci si professa cattolico consuetamente praticante. La fede indietreggia a fattore puramente privato: non ha più nessun rilievo pubblico. Non orienta il voto, non suggerisce una militanza. Alla lunga non sostiene un modello di società che vada oltre lo stucchevole e poco convinto rifiuto della modernità.

Giuseppe Potenza
Dc-Libertas Basilicata

Benedetto (CD): 'Anche la Basilicata sta cambiando, ne prenda atto innanzitutto il PD'

Questa volta il messaggio degli elettori non si presta ai soliti giochi di interpretazione nei quali tutti hanno vinto e nessuno ha perso. E' un messaggio inequivocabile che non si limita ai risultati di Roma, Torino come di altre medie e grandi città, perché anche la Basilicata sta cambiando ed è bene che il Pd lucano apra gli occhi e se ne renda conto. Gli elettori della nostra regione – è accaduto a Pisticci – tra vecchia e nuova proposta politica scelgono la nuova pur mettendo in conto qualche rischio per fattori di inesperienza amministrativa. E attenzione a liquidare, frettolosamente e magari come scorciatoia di giustificazione, la lezione del voto con atteggiamento di antipolitica e di protesta. E' una lezione più complessa da interpretare e che, per quanto mi riguarda, non mi coglie di sorpresa.
Già due anni fa a Bernalda la lista civica che ha vinto le elezioni comunali ha dimostrato che i vecchi recinti di coalizione non hanno più motivo di esistere, che non si possono più fare liste e alleanze nelle stanze dei partiti e che soprattutto il tradizionale centrosinistra non ha più appeal. Da questa verità politica, confermata solennemente in questa tornata elettorale, si può ripartire per dare risposte di governabilità locale e regionale all'altezza dei bisogni dei cittadini e delle esigenze dei territori. Se si vuole realmente avviare un processo di modernità, senza cedere nulla alla vera antipolitica (non contro i consensi che i cittadini hanno liberamente dato ai candidati sindaci) come alla protesta populistica e soprattutto far tornare gli elettori alle urna recuperando fiducia nelle istituzioni, la strada da imboccare è quella di farsi aiutare dal civismo, dall'impegno e dalla partecipazione dei cittadini. Allargare la responsabilità di governo e contare sulle esperienze professionali maturate sul territorio e a contatto con le popolazioni oltre che sulla volontà di servizio sono le soluzioni più efficaci in alternativa all'attesa di una nuova sconfitta elettorale magari già con il referendum costituzionale del prossimo autunno. Ed è proprio quello che ha bisogno la Città di Matera nella fase delicatissima di rilancio dell'azione amministrativa verso il 2019 per non disperdere il patrimonio di cambiamento e discontinuità con il passato e nella consapevolezza di poter contare su energie ideali e civili in grado di vincere la sfida della Capitale Europea della Cultura.
Quanto al risultato di Pisticci, il Pd ha un motivo in più per riflettere e fare autocritica: avevo messo in guardia i gruppi dirigenti regionali e locali sulle conseguenze di scelte autoritarie, come quella dell'autocandidatura del sindaco della lista ufficiale di partito senza alcuna preventiva consultazione con gli alleati, e di divisione dell'elettorato moderato e di centro.

Nicola Benedetto
Consigliere regionale - Centro Democratico

 

   

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