Trasporti pubblici: 'Nella contrade non vi è possibilità di acquistare i biglietti'

Siamo ormai a settembre e l’estate trascorsa sarà ricordata tra le più roventi. Ma non è ancora finita. Come ogni anno inizia ora un periodo bollente che metterà a dura prova la capacità delle famiglie di far fronte alle innumerevoli spese tra libri, quaderni, zaini, tasse, affitti da pagare per i figli universitari. Un peso enorme che colpisce di più chi, purtroppo come noi, vive lontano dai centri universitari. Inizia insomma il periodo dell’emigrazione scolastica che inevitabilmente anticipa di qualche stagione quella lavorativa che affronteranno tanti nostri ragazzi che andranno in cerca di fortuna per il mondo. Un destino quasi ineluttabile che consegna al sacrificio e priva degli affetti dei propri cari l’intera comunità.
Poi a tutto questo ci mettiamo del nostro. Un esempio eclatante riguarda l’acquisto dei biglietti per i trasporti pubblici. Nelle contrade della nostra città non vi è alcuna possibilità e si è costretti a pagare un sovrapprezzo salato nel momento in cui lo si acquista sull’autobus.
La ciliegina sulla torta oserei dire!
Certo le promesse solenni, in quest’ultimo anno, non sono mancate. La Cotrab impegnata a risolvere il problema e l’Amministrazione che si fa garante del committente, non già dei cittadini. La Regione che sollecita la Cotrab alla diffusione capillare dei punti vendita, ma senza insistere poi tanto e senza alcun risultato.
Il sistema “innovativo” di bigliettazione automatica, pur prevedendo l’installazione di biglietterie e obliteratrici sui mezzi, una distribuzione capillare sul territorio dei soggetti economici convenzionati, un sistema di acquisto via web, è solo un grande flop che danneggia tante famiglie.
Malgrado ci siano tutte le condizioni di adire per vie legali, né la Regione, né il Comune di Pisticci rivendicano il rispetto della convenzione aggiudicata con bando pubblico.
Un piccolo diritto negato sottaciuto e immolato all’altare, come altre problematiche più importanti, della speranza di ottenere chissà cosa.
Le promesse, come i proclami, non sono altro che strategie per prendere tempo nella speranza che pian piano ci si dimentichi del contendere.
Purtroppo l’estate è finita, si ritorna alla vita di sempre.  E, come sempre, da una parte le famiglie, dall’altra le istituzioni.

Rocco Caramuscio
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