Pisticci scalo e i suoi problemi: lettera aperta

Sindaca di Pisticci  (mio malgrado),
sin dalla Sua elezione, non ho mai voluto fare alcuna polemica, nè è mai stato mio intendimento esarcerbare il Suo animo, ma scevro da ogno proponimento acrimonioso, mi sono sempre posto nell'ottica di fare lecite richieste e fornire opportuni suggerimenti per l'interesse della mia comunità.
Sebbene non personali, ma avanzate per il bene della comunità, le mie reiterate richieste, corredate anche di fotografie, ad oggi sono ancora disattese.
Non voglio addentrarmi in problemi che possono sembrare "piccoli" se paragonati all'inquinamento delle fabbriche, ma invece sono grandi, vanno affrontati e risolti in modo sistematico, segmentando e separando le diverse situazioni in componenti che possono essere facilmente affrontati singolarmente per una risoluzione immediata.
Il riferimento è alla derattizzazione, alla disinfestazione, alle cacche di cani, ai parcheggi selvaggi, alle vipere, ai topi, alla mancata installazione di pensiline alle fermate dei pullman, al giornaliero abbassamento della pressione dell'acqua, che non consente ai cittadini di farsi la doccia, agli alberi che andrebbero potati perchè pericolosi, ai marciapiedi inesistenti, alle lastre di eternit, all'erba che cresce persino sull'asfato, alle cartacce e ai rifiuti di ogni genere che riempiono le strade e i prati, alle decine di pozzetti (tombini) senza grate che, come si può immaginare, rappresentano un pericolo per i bambini che vi ci potrebbero finire dentro con gravi conseguenze, alle strade, che versano in condizioni disastrose con avvallamenti, buche, dislivelli e gradini formati dalle radici di alberi, alle "voragini", che puntualmente si ripresentano in particolare su Via Manfredonia, dove la Ditta Caruso, periodicamente, effettua il ripristino stradale spalmando un pò di asfalto sui tracciati di quella linea fognaria al vaglio della magistratura, senza ristabilire le ottimali condizioni strutturali, funzionali ed estetiche della sede stradale che, puntualmente, continua a deformarsi a rischio e pericolo non solo dei veicoli che la percorrono quotidianamente, ma anche dei pedoni, uno dei quali, è noto a tutti, finì in ospedale per esserci caduto dentro, ecc...
Mi corre l'obbligo, invece, esternarLe il mio forte disappunto per una situazione di malessere divenuta ormai insostenibile da parte della comunità di Pisticci Scalo, costretta a vivere a ridosso di un impianto situato a soli 65 metri dall'abitato, forse, su un sito mai dichiarato industriale. Il Suo modo di agire vorrebbe obbligarci anche a sostenere il peso di una altezzosità fuori dal comune solo perchè qualcuno si è permesso di (ri)chiedere un autorevole intervento risolutore, conseguente ad alcune prescrizioni di Arpab mai ottemperate dalla Società Sogemont.
Questo, Sindaca, invelenisce ancor più gli animi, già avvelenati dall'inquinamento e dal degrado che la fanno da padroni.
Lei non può far vivere un incontro ravvicinato di tipo serpentiforme ad un cittadino, seppure semplice come me che, per aderire ad analoga richiesta di quasi tutti i residenti, ha solo reiterato la pretesa di un proprio DIRITTO: vivere in un ambiente sano. 
Lei non può e non deve voltarmi le spalle per sviare un pacato, serio e leale confronto democratico. Non può scappare urlando "devi prendertela con chi ha amministrato prima di me".
Pisticci Scalo ha bisogno di altro, Sindaca. Pisticci Scalo merita rispetto. I residenti meritano rispetto.
"Devi prendertela con chi ha amministrato prima di me", è una frase infelice che la dice lunga, Sindaca. Una frase che non risolve le questioni e, sicuramente, non giustifica il Suo discutibile atteggiamento nei miei confronti, anche a detta di qualcuno vicino a Lei che ha vissuto la scena. Una frase che, per consuetudine, sta diventando un obbligo ormai, se è vero, com'è vero, che è la terza volta, Sindaca, che mi risponde in questo modo. Una frase che ha poco a che fare con la politica e con la stessa democrazia. Una frase che, forse, evidenzia uno stato d'animo che va ricollegato all'evidente nervosismo di una leadership in appannaggio. Che ha perso pezzi sin dalla sua proclamazione e che oggi, forse, non riesce a far quadrare i numeri del proprio esecutivo. Che, forse, non intende accollarsi il peso di assumere decisioni difficili e impopolari. Che, forse, è già stanca di affrontare i problemi reali che ammorbano una parte della comunità. Che, forse, non riesce a conciliare la propria idea politica con la realtà. Che, forse, non riesce a rappresentare tutti i cittadini. Che, forse, non vuole essere l'istituzione di chi non l'ha votata. Che, forse, non vuole affrontare i problemi con umiltà, serietà e coraggio, tentando di risolverli nella maniera più giusta e più equa per l'intero territorio.
Io, accetturese trapiantato a Pisticci Scalo da tanto tempo, fortemente animato da una ostinata volontà di ribellione al destino di svuotamento per morte dei residenti, rivendico appieno il rispetto di quella tanta declamata carta dei principi del M5S, che obbliga Lei e il Suo Consiglio a dare risposte esaurienti alle lecite richieste di un cittadino, seppure di poco conto come me, che ha chiesto unicamente un Suo intervento definitivo per il ripristino della legalità.
Il cancro continua ad essere la principale causa di morte a Pisticci Scalo e la diminuzione del livello di rischio/esposizione per i cittadini, Sindaca, è un nostro sacrosanto diritto che nessuno può negarci, ma, ancor prima, è un Suo dovere precipuo.
Emanare ordinanze contingibili ed urgenti a tutela dei diritti soggettivi individuali e collettivi in tema di salute e di ambiente, credo rientri nelle Sue facoltà/obblighi, se è vero, com'è vero, che l'omessa emanazione di misure atte a contrastare l'inquinamento, potrebbe costituire una forma di concorso in un eventuale reato o delitto di disastro ambientale.
Il panorama di degrado e trascuratezza creato, mai è stato così visibile come adesso. La situazione non è più tollerabile e oggi noi dobbiamo prendercela con Lei, Sindaca, giammai con chi ha amministrato prima di Lei.
Oggi, è Lei la Sindaca di Pisticci e, in quanto tale, è responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, ne deve conoscere lo stato di salute e deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta.
Non per essere un supporter o un difensore di chi ha amministrato prima di Lei che, tra l'altro, non ne ha bisogno, ma evidenzio che a Di Trani noi dovremmo solamente chiedere scusa per aver amministrato con serietà, con onestà e con passione, senza mai perseguire fini personali o di partito e rimettendoci anche due macchine. Non solo ai convegni e alle processioni, ma sempre si faceva vedere chi ha amministrato prima di Lei. Lo si incontrava puntualmente ogni giorno, alle sei del mattino, allorquando girava per il quartiere per controllare lo stato dell'erba, dell'immondizia, della sporcizia, del degrado ambientale, dell'inquinamento. Tuonava il nostro malessere in ogni sede, da Pisticci a Matera a Potenza a Roma senza alcuna sudditanza politica o partitica. Nella lotta contro i miasmi e l'inquinamento prodotto da Tecnoparco, è stato sempre in prima linea insieme a me, ai cittadini di Pisticci Scalo e a molti esponenti del M5S, alcuni dei quali, come dagli stessi dichiarato, si sono allontanati da Lei per la Sua azione poco consona ai principi pentastellati. Di Trani era stanco, ma reagiva con veemenza per difendere i nostri diritti. Era stanco come Sindaco, come medico e particolarmente come uomo. Era stanco, come lo siamo noi, di vedere i suoi concittadini morire per la stessa malattia. E a Pisticci Scalo, dove le attuali scelte della politica continuano ad impattare fortemente sull'ambiente e sulle condizioni di vita dei residenti, ben 160 persone hanno contribuito alla sconfitta di Di Trani, che non riuscì a compiere quello che tutti avrebbero definito un autentico miracolo perchè era solo contro Regione, Provincia e tutti i personaggi e i partiti dell'arco costituzionale che ne avevano decretato la disfatta in favore di chi oggi amministra(?) la nostra città, inseguita dai sempre più assordanti malumori dei cittadini, ivi compreso coloro che cospirarono per consegnarLe le chiavi del Comune esprimendo, non una preferenza per il M5S, ma un voto contrario per Di Trani che, da persona onesta qual è, per il bene della comunità non aveva accettato di essere ostaggio delle Istituzioni a qualsiasi livello.
Lei è l'attuale Sindaco di Pisticci. A Lei il compito di tutelare la salute e il benessere dei suoi cittadini. Rispondere al sottoscritto "devi prendertela con chi ha amministrato prima di me", sicuramente non risolve la questione, ma la trascura, denotando la scarsa incisività della Sua azione amministrativa, non a seguito delle nostre lamentele, ma di quanto verbalizzato in data 28 febbraio 2017 dall'Ufficio Inquinamento Acustico e Elettromagnetico del Dipartimento di Matera (ARPAB) che, di conseguenza, obbligò la stessa Società all'osservanza di alcune prescrizioni, per contenere le emissioni sonore ma anche per adottare, in fase di esercizio, tutte le misure di attenuazione e di mitigazione, necessarie per evitare danneggiamenti, manomissioni o comunque alterazioni delle caratteristiche naturali e seminaturali dei luoghi circostanti.
La Sogemont, seppure obbligata, non solo non ottemperò entro i termini imposti alle prescrizioni, ma, garantendo la piena efficienza dell'impianto per la fine di agosto, chiese una proroga al Comune di Pisticci.
Lei, Sindaca, non agì di conseguenza al mancato rispetto delle osservanze imposte.
Lei, Sindaca, non decretò il blocco immediato delle attività impattanti, che, credo, debba essere inevitabile, nell'attesa di ripristinare una situazione di legalità e di sicurezza non solo per gli abitanti, ma anche per i dipendenti che qui lavorano, forse, senza alcuna sicurezza e, anzichè offrire ai cittadini di Pisticci Scalo la possibilità di partecipare attivamente, proponendo e decidendo, su una questione di loro interesse, realizzando così nella completa e trasparente informazione i tanto adulati principi base del M5S (trasparenza, informazione, partecipazione, confronto e attivismo dei cittadini), cosa fece?
Per alleggerire le prescrizioni concesse la proroga richiesta a totale insaputa dei residenti.
Cui prodest?
Sicuramente, non ai residenti che, a fine settembre sono ancora costretti a sopportare il rumore e a respirare quelle polverine sottili che svolazzano nell'aria e finiscono sui balconi, sulle macchine e, cosa assai più grave, nei nostri polmoni e nonostante ciò, nè io nè altri abbiamo mai chiesto o preteso la chiusura dell'impianto, ma ci siamo solo limitati ad evidenziare l'impossibilità di convivere con perduranti e non episodiche dosi di inquinamento derivante da una attività impattante a danno degli stessi lavoratori e della popolazione residente.
C'è sotto una mediazione tra le parti, come si vocifera? Io, non credo. Però, rimane una dubbiosa insinuazione che si diffonde sempre più anche perchè viene scartata a priori l'ipotesi di una delocalizzazione dell'impianto stesso.  
Forse, Sindaca, anzichè ripetere "devi prendertela con chi ha amministrato prima di me", dovrebbe essere conseguente alle dichiarazioni fatte nel comizio di presentazione della lista del M5S da Lei capeggiata, cui parteciparono i portavoce del M5S in Parlamento Mirella Liuzzi, Vito Petrocelli, Paola Nugnes, Emanuele Scagliusi e i consiglieri regionali lucani del M5S Gianni Leggieri e Gianni Perrino, nel momento in cui il M5S dichiarò: "è stata presentata lo scorso 4 maggio dall'on. Mirella Liuzzi, in collaborazione con noi attivisti del M5S di Pisticci, un'interrogazione ai ministri dell'ambiente e della salute. Nella stessa, sulla scorta delle più volte denunciate inadempienze della Regione Basilicata in merito al programma di bonifica della Valbasento, dell'inchiesta Eni che getta ombre anche sulle modalità di smaltimento dei reflui petroliferi a Tecnoparco e dell'ormai esaurita sostenibilità ambientale della Valbasento, risultante dai dati sullo stato di salute dell'acqua, dell'aria e dei suoli, si chiede quali azioni i Ministeri interrogati intendano compiere, anche in concertazione con gli enti locali, per far cessare le attività dannose per l'ambiente e per la salute dei cittadini".
La sbornia elettorale è ormai passata e le Sue azioni, Sindaca, dovrebbero essere consequenziali a quanto promesso e dichiarato durante la campagna elettorale e anzichè ripetere "devi prendertela con chi ha amministrato prima di me", dovrebbe applicare quel tanto declamato principio di precauzione che l'Unione Europea indica come strategia di gestione del rischio nei casi in cui si evidenzino indicazioni di effetti negativi sull'ambiente o sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante, anche quando i dati disponibili non consentano una valutazione completa e conclusiva del rischio.
"Principio" tanto invocato dal M5S, ma solo quando a governare erano altri.
Forse, per governare occorre un altro impegno, una esperienza diversa, una esperienza maturata sul campo. Occorre essere giusti, forti, equilibrati, prudenti. Occorre essere autorevoli e non autoritari. Occorre saper riconoscere le ragioni delle posizioni a cui ci si contrappone e non fare di tutto per avere ragione. Occorre avere l'umiltà di abbandonare le posizioni sbagliate anche se sono le nostre posizioni e ci fanno più comodo.         

Vito Romano

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