19Novembre2017

 

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Un sogno che diventa realtà

Vivi per materializzare tutti i tuoi sogni e non arrivare al giorno in cui dovrai sognare per viverli.
Luca Doveri

Per me lo è, sarà anche un progetto che bada davvero poco all’estetica, alle linee architettoniche, ma spesso l’architettura va letta anche per quello che un progetto, un’opera trasmette, un sommovimento interiore difficile da spiegare, una tensione tra animo e spazio, una vibrazione che scuote il corpo e la mente. Vedere uno spazio come il calcetto del rione Croci che ha accompagnato una parte della mia vita (e credo anche quella di molti pisticcesi) abbandonato a se stesso, senza che nessuno potesse fare qualcosa per farlo rinascere, suscitava in me una forte malinconia, rimanendo scoraggiato ogni volta che passavo di lì.

Un giorno del 2011 il signor Michele Sisto mi si avvicina e mi dice: “architetto! Le posso proporre un bando regionale per lo sviluppo delle aree sportive nei comuni della Basilicata?” io rispondo: “Certo! Ci do un'occhiata. Me lo dia”. Da quel momento in poi decisi che il mio sogno doveva realizzarsi a tutti i costi.
Era il primo anno da professionista, vedevo ancora tutto con gli occhi di un ragazzo per il quale ogni progetto si può realizzare, basta volerlo, anche viaggiando controcorrente senza badare a nulla.
Lo proposi all’architetto Giovanni D’Onofrio, allora assessore della giunta Leone ai lavori pubblici, che accetta la mia sfida e presenta il progetto alla giunta, che accetta a sua volta e chiede all’ufficio tecnico di presentarlo alla regione Basilicata.

Dopo qualche anno, quando oramai avevo perso le speranze, vengo chiamato dall’ex vice sindaco dell’ultima amministrazione, il dottor Domenico Albano con voce rotta, forse dall’emozione, forse quella stessa emozione che quel calcetto suscitava in me e mi dice: “Architetto! il progetto è stato finanziato”. In quel momento ero come quel bambino che aspettava il sabato pomeriggio per andare a giocare, con l’adrenalina di scendere il più presto possibile al campo per poter occupare il campo prima degli altri. Da quel giorno il dottor Albano è stato il padre adottivo di quel campo quasi fosse suo, occupandosi direttamente delle tante questioni burocratiche con la regione. Nel 2016 parte l’iter di assegnazione gara e finalmente i lavori nel febbraio 2017.
Con questo breve excursus temporale intendo solo condividere il mio sogno (che da adesso in poi sarà di tutti) divenuto ora realtà; sarà bello, brutto, alto, basso, troppo grande, troppo piccolo, si è fatto comunque il massimo con le risorse disponibili, ma soprattutto è tornato in funzione il “calcetto del rione Croci”
Voglio vivamente ringraziare chi lo ha reso possibile: il dottor Albano, padre adottivo di questo progetto, l’ufficio tecnico nelle persone dell' ingegnere Di Leo e del geometra Iannuzziello, della ditta Caruso e dell’attuale amministrazione comunale.

Architetto Domenico Martino

 

   

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