Tursi promuove e ospita la seconda giornata della legalità

Dopo il grande successo della prima edizione, il Comune di Tursi organizza anche quest’anno la Seconda Giornata della Legalità.
La manifestazione, che si svolgerà venerdì 10 Novembre, si articolerà in due momenti.
In mattinata, a partire dalle ore 9 presso la Sala Consiliare del Comune, si terrà l’incontro con i ragazzi delle scuole del comprensorio, alla presenza di ospiti che porteranno le loro toccanti testimonianze sul tema.
Gli ospiti saranno Tania Pisani Pezzuto, moglie di Claudio Pezzuto, Carabiniere ucciso in un agguato camorristico nel febbraio del 1992 a Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno ed insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare; Giovanni Montinaro, figlio dell’agente di scorta del giudice Giovanni Falcone morto con lui nella strage di Capaci insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile e Nicola Latronico, Brigadiere capo Vittima del Dovere in vita.
Gli studenti, con lavori preparati in queste settimane, parteciperanno in maniera attiva alla Giornata che proseguirà nel pomeriggio, alle 18:30 sempre nella sala consiliare alla presenza anche delle istituzioni.
Saranno infatti presenti, oltre agli ospiti sopra citati, il Questore di Matera Paolo Sirna, il Prefetto di Matera Antonella Bellomo, il componente del Consiglio Nazionale Forense, già Sindaco di Tursi Giuseppe Labriola ed  il Consigliere regionale Aurelio Pace. Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, Vito De Filippo.
A condurre e moderate l’intera giornata, sarà nuovamente il prof. Antonio Rondinelli.
Un momento dall’elevato senso civico che coinvolge in maniera costruttiva le nuove generazioni e che il Sindaco e l’Amministrazione comunale hanno voluto istituzionalizzare, seguendo gli insegnamenti degli emblemi che hanno combattuto la Mafia e la criminalità organizzata, pagando con il sacrificio della propria vita questa missione: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Non a caso, il sottotitolo dell’Evento, è proprio una frase del giudice ucciso con sua moglie e gli agenti di scorta a Capaci il 23 maggio 1992: “Contro la Mafia possiamo sempre fare qualcosa”.

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