20Settembre2018

 

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Lettera agli uomini di buona volontà

E’ indirizzata “a tutti gli uomini di buona volontà” la lettera scritta da don Giuseppe Ditolve, vicario parrocchiale di Pisticci,  in occasione del Santo Natale.

Gesù Bambino è appena nato…

In Basilicata potremmo accoglierlo preservandolo da contaminazioni? Saremmo in grado di farlo crescere sano? Potremmo salvaguardarlo dal degrado etico e morale? Potremmo garantirgli un presente che salvaguarda il futuro? Gentili, se avessi la risposta positiva non avrei deciso di scrivere questa lettera. Il card. Carlo Maria Martini, affermava “Non mi importa se l’uomo crede, ma che ragioni!”. La presente missiva, non vuol essere un atto sterile o qualunquista da parte di chi borbotta dietro le quinte ma un accorato appello che nasce dalla sofferenza dei poveri sia a livello materiale ma anche spirituale e morale. Una sofferenza che sento e che mi spinge ad essere coerente e concreto nel quotidiano, per salvare l’acqua, l’aria ed il suolo della Basilicata, ricordando a tutti voi il senso della Corresponsabilità. Esprimerò una serie di considerazioni:  è in atto una grave aggressione alla nostra amata terra attraverso le trivellazioni petrolifere che hanno già danneggiato il nostro ecosistema con forte pregiudizio per la salute a cui si aggiungono gli inquinanti delle aree da bonificare di interesse nazionale e tutte quelle aree contaminate da inquinanti di cui ancora non si ha contezza. Papa Francesco afferma nell’Enciclica Laudato Si’ sulla cura della casa comune: <Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinati – specie il carbone, ma anche il petrolio – deve essere sostituita progressivamente e senza indugio> (LS, n.165). Ed ancora, sempre nella LS, aggiunge con molta chiarezza che noi dobbiamo prenderci cura della casa comune e che non possiamo continuare sulla strada intrapresa perché ciò porterebbe inevitabilmente alla distruzione della vita sul pianeta. Pensando al nostro territorio regionale, è paradossale che essendo ricco di risorse e di grandi potenzialità, ci possa essere una grande sofferenza per la mancanza di lavoro. Oggi, si parla tanto di Matera 2019 Capitale della Cultura, motivo di gioia per noi gente lucana, se però, da questo traguardo si riuscisse a stroncare la “disoccupazione dilagante” visti i tanti “dio denari” che continueranno ad arrivare. O sono già destinati ad altro? Arriveranno per il bene della gente o per arricchire chi sta nel giro dei pochi eletti? Mi auguro che non siano quattrini gettati al vento invece di essere destinati a risanare le piaghe profonde che richiamano la sofferenza di tanti nostri concittadini resi impotenti da scelte irresponsabili di altri che non possono che generare grandi diseguaglianze. Voi che fate a gara per essere compensati da indennità sempre più alte legiferando norme “ad personam”, pensate che sia pura fantasia che la nostra gente rovisti nei bidoni dell’immondizia alla ricerca degli scarti di cui cibarsi? Pensate che siano poche le persone che vengano a chiedere un sostegno per provvedere del necessario per sopravvivere? No. È la verità. È la realtà inaccettabile a cui siamo arrivati, perché bisogna avere il coraggio di rompere il silenzio, l’omertà che si svela ai nostri occhi. Negare la povertà. Tacerlo è una colpa grave come lo è il far passare un diritto sacro santo per un favore. Contro il “degrado morale ed ecologico” dobbiamo imparare ad educarci ed essere costruttori di bellezza. Il “degrado” qualsiasi esso sia appartiene ad una cultura volgare, individualistica e contro-producente per il non bene della dignità umana e dell’intera comunità. E’ una mentalità che si sta allargando a macchia d’olio. “Chi fa il proprio dovere non può smettere!”. La “paura” si vince continuando a fare quello che si dovrebbe fare con amore e passione per il bene di tutti e per il rispetto di chi non c’è più. Dobbiamo riconoscere che la vita è un compito affidato alle nostre mani, è un dono ma anche impegno. Ciò che siamo lo dobbiamo al Creatore, ma ciò che diventiamo lo dobbiamo anche alle scelte della nostra libertà, alla sollecitudine della nostra applicazione, alla nostra solerzia. Il talento ricevuto non deve essere sepolto nel fondo oscuro dell’inerzia e della non-curanza negligente. Cari amici, di fronte all’accentuarsi dei problemi ecologici, è urgente una rinnovata cultura che riscopra il rispetto e la cura per il creato come una <corresponsabilità> da condividere a tutti i livelli, ognuno nel proprio ambito e secondo le proprie competenze. Si tratta di una vera conversione di mentalità e di stili di vita. La testimonianza di questa speranza è un impegno che ogni credente deve sentire prioritario. Gli egoismi personali e sociali sono sempre pronti a voler far pagare ciò che avverrà di seguito. Dobbiamo impegnarci a partire da tre imperativi: non inquinare, non sprecare, non sfruttare e tre principi: non sei padrone di nulla, la vita sulla terra dipende anche da te, l’economia è utile solo se ordinata allo sviluppo sostenibile e alla bellezza. Occorre umiltà, onestà, competenza, trasparenza da parte di tutti. E tanta gratitudine verso i cittadini che si sono dati da fare – e continuano con amore e fiducia perché qualcosa possa cambiare ancora. Tanti i volontari che dovrebbero essere di esempio ai giovani, e invece vengono additati come “colpevoli” di vano allarmismo. Un insulto ai morti, un’offesa a chi non si rassegna a vivere nel degrado criminale e ambientale. Concludendo, vi lascio con un interrogativo utilizzato durante l’iniziativa “Per non dimenticare: una messa per la vita” celebrata ogni ultima Domenica del mese da ormai un anno: un giorno chiesero ad un noto professore: cos’è il cancro? Rispose: < è una malattia ambientale … cancerogeni ovunque … in Italia moriremo tutti di cancro!>. (da una dichiarazione di Umberto Veronesi). Allora, chiediamoci: E se dovessi morire di tumore … sarebbe considerato omicidio? E, l’omicida verrebbe individuato? Ai posteri … l’ardua sentenza!!!  Ve ne sarò grato, se dimostrerete di mettere da parte i vostri interessi personali nell’interesse della comunità, solo cosi non spegnerete la speranza dei lucani. Un grande atto della volontà e della ragione che renderà onore al vostro senso di responsabilità, nell’unico interesse del Bene Comune. In attesa di accogliere Gesù Bambino in Basilicata, ci auguriamo che nasca “sano” sviluppando gli ‘anticorpi’ contro alcuni virus e alla rassegnazione del degrado ambientale etico e morale. Santo Natale 2017 e Felice Anno Nuovo 2018