20Ottobre2018

 

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Terre civiche, 'vicenda annosa e vergognosa'

Tavolo Verde Basilicata organizza per Venerdì 09 Febbraio 2018, ore 18,00 nell’oratorio di San Giovanni Bosco una pubblica assemblea per riproporre all’attenzione del Governo Regionale e degli enti locali, la vergognosa ed annosa vicenda delle terre civiche. La vicenda delle terre civiche di cui la Basilicata  è la regione ad avere il primato in Italia non è stata risolta, sino ad oggi, nemmeno dal Governo Pittella.
Per pura informazione: circa Duecentomila ettari dell’intero territorio regionale sono classificati come demanio civico; Ottantamila ettari sono terre civiche coltivate da decenni su cui sono organizzate piccole e medie aziende agricole produttive ad indirizzo intensivo o semi-intensivo.
Nel solo Metapontino, la superficie classificata dalla Regione come gravata da “usi civici”, supera i Seimila ettari di cui più della metà è stata messa a coltura mentre la restante parte è boschiva con vincoli di interesse pubblico e collettivo. Pisticci, Montalbano, Bernalda, Tursi, Montescaglioso ecc. ecc., sono i Comuni maggiormente interessati alla vicenda poiché migliaia di ettari, sono stati trasformati con impegnativi investimenti di lavoro e di capitali a partire dal lontano 1946-47.
Tre generazioni di lavoratori della terra hanno contribuito a cambiare il volto di un territorio segnato dalla Feudalità e dal Latifondo, con piccole e medie Aziende ad indirizzo intensivo.
Tuttavia, i terreni trasformati e migliorati, ancora ad oggi non hanno avuto mai la legittimazione e l’affrancazione per incuria della politica e per inadempienze di non pochi  enti locali.
Migliaia di possessori e conduttori si ritrovano, nonostante gli investimenti fatti a proprie spese, senza alcun titolo e diritto. Le conseguenze negative per i possessori e per gli enti locali sono sotto gli occhi di tutti; i possessori non possono esercitare il pieno diritto sul bene che loro hanno reso tale; le amministrazioni per fare cassa pretendono anche con atti ingiuntivi, il prezzo d’uso (canone-fitto) di un bene che non è di proprietà del Comune; il tutto forse all’insaputa degli organi istituzionali competenti.
Siamo purtroppo di fronte ad una dannosa e tragicomica commedia pirandelliana che non fa onore alla democrazia e a allo “stato di diritto”. Tragica per i possessori che si vedono colpiti da Atti Ingiuntivi e da Precetti con il rischio reale di pignoramenti di beni. Comica perché alcune Amministrazioni Comunali dichiarano pubblicamente  di non conoscere la differenza tra un terreno di proprietà ed un terreno gravato da “Usi Civici”; tuttavia, si fanno autorizzare dal Giudice per la riscossione dell’affitto.
I protagonisti e i comprimari, in primis,  di questa “Tragicomica vicenda”, sono gli amministratori del Comune di Pisticci, che vorrebbero colpire  ingiustamente i cittadini, partendo da chi li ha sempre rappresentati  nella rivendicazione del diritto alla legittimazione delle “Terre Civiche”, dimenticandosi che il Comune stesso, è interessato da circa  Duemilacinquecento ettari di terreni demaniali ad uso civico, di cui più di Mille ettari, organizzati in piccole e medie Aziende produttive, la cui titolarità è in capo a trecentocinquanta cittadini residenti nel Comune di Pisticci. Per queste ed altre ragioni, Tavolo Verde Basilicata, nel rappresentare tutti i suoi aderenti e i Trecentocinquanta cittadini interessati alla legittimazione, si rivolge al Governo Regionale , al Presidente del Consiglio ed a tutti i Gruppi Parlamentari Regionali nonché agli amministratori degli enti locali, ad  assumere i necessari ed opportuni provvedimenti, affinchè si ponga  in tempi stretti, la parola fine alla vergognosa vicenda degli usi civici, partendo dalla sistemazione generale dei Demani e riconoscendo agli aventi diritto la legittimazione, così come fatto nel passato per terre della stessa natura giuridica. Il quadro normativo nazionale e regionale è sufficientemente chiaro per procedere sin dà subito al riconoscimento del diritto rivendicato da migliaia di lucani; la legge fondamentale 1766/27 e le successive in materia di beni collettivi, i cui principi e norme generali sono contemplati nella L.R. n° 57/2000, restano ancora uno strumento valido per la legittimazione di terreni che non hanno perduto definitivamente la destinazione d’uso originaria: “Terre agro-silvo-pastorali gravati da usi civici” (presso l’ufficio regionale competente vi sono atti che lo attestano).
Tavolo Verde Basilicata è determinato altresì a persistere nello stato d’agitazione proclamato Venerdì u.s., mantenendo il presidio sulle terre civiche con concentramento in Via Quattro Caselli Marconia di Pisticci, fino a quando non ci saranno riscontri concreti favorevoli alla soluzione del problema. Comunica tra l’altro che Venerdì  9 Febbraio alle ore 18,00 nell’Auditorio della chiesa di S. Giovanni Bosco, in Marconia di Pisticci si terrà una pubblica assemblea sui problemi innanzi esposti. All’appuntamento sono stati invitati le istituzioni pubbliche i parlamentari regionali e nazionali nonché i rappresentanti degli enti locali  e la cittadinanza tutta, poiché le tematiche sono di interesse generale pubblico e collettivo.