19Novembre2019

 

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Centro storico, i premi non bastano

Pisticci è stato nominato Comune di Eccellenza niente di meno che con una cerimonia tenutasi al Senato della Repubblica. Onorificenza di cui certamente siamo ben lieti, di cui tutti si sono sentiti orgogliosi e giù a pubblicare post su qualsiasi social possibile.
Si tessono le lodi del centro storico, della sua peculiarità, dell’importanza e dell’interesse suscitato dall’evento realizzato dall’Associazione Enotria Felix, capace di fare arrivare turisti, appassionati di storia e semplici curiosi nel nostro centro storico.
Un premio, quello ottenuto da Pisticci, certamente ammirevole e capace di generare nuovo ed ulteriore interesse, foriero di ulteriore vetrina per il nostro territorio.
Ma una domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno: a cosa serve tutto ciò se il centro storico non è degno delle più banali attenzioni da parte dei cittadini in primis e dei loro rappresentanti di conseguenza?
Se non siamo capaci di tenerlo pulito e decoroso? Se siamo capaci di transitare continuamente con le auto nell’unica strada oggetto di traffico limitato (Corso Margherita)? E soprattutto, se non siamo capaci di tenerlo in piedi? A cosa possono servire tutti i premi, elogi e belle parole se poi non ci preoccupiamo seriamente del dissesto idrogeologico del centro storico? Se non pensiamo ad un piano serio di recupero degli alloggi vuoti ed ancora in buono stato che qui si trovano in gran numero, piuttosto che continuare a costruire dovunque appartamenti e case che chissà da chi saranno abitati in futuro, data la galoppante emigrazione per mancanza di lavoro? Se non pensiamo ad un piano per incentivare le nuove coppie a non abbandonarlo questo centro storico così interessante e meritevole di riconoscimenti? Se non affrontiamo decisamente e con convinzione la questione della Variante urbanistica al rione Dirupo?
È necessario agire in queste direzioni se vogliamo rendere un buon tributo a chi ci consegna onorificenze e attestati di stima e di fiducia: prendere un premio e non pensare a cosa fare per migliorarsi, ma sbandierarlo solo come un punto di arrivo e non come uno stimolo per il futuro, questa sarebbe la cosa peggiore.
È risaputo che il dissesto idrogeologico attanaglia il centro storico, le piogge degli ultimi mesi hanno creato ulteriori preoccupazioni: è necessario agire al più presto creando le condizioni affinché gli eventi non accadano, facendo manutenzione ormai straordinaria e intervenendo il prima possibile nei punti a rischio che tutti conoscono (perché sensibili ormai da secoli). Non aspettiamo ad agire, credendo che un’eventuale ordinanza di trasferimento degli abitanti risolva il problema a danni avvenuti: il passato ci insegna che i trasferimenti forzati sono stati utili solo ad ingrassare le tasche di pochi, e sempre i soliti, pronti ad approfittarne.
La campanella è suonata ormai da tempo, ma l’intera comunità ha interesse affinché il centro storico rimanga vita? I rappresentanti della comunità possiedono la voglia e la forza per cercare di salvare il salvabile e mantenere il centro storico in condizioni tali da aspirare ad ulteriori e futuri attestati e riconoscimenti?
O risulta a tutti più facile rivolgere lo sguardo dall’altra parte, e aspettare che fra qualche anno i turisti vengano a visitare una Craco un po’ più grande, nonostante ci si fregi di ulteriori, e magari più prestigiosi, premi?

Mino Storino