20Aprile2019

 

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Contro il cancro servono percorsi virtuosi e sinergie tra strutture sanitarie

Ho da qualche mese, la responsabilità del Presidio di Radioterapia attivo all’ospedale San Carlo di Potenza e, durante la bufera che lo ha attraversato, ho scelto a lungo la strada del silenzio con l’unica eccezione di tranquillizzare i pazienti sull’efficacia dei trattamenti ai quali si sono sottoposti.
Avrei scelto ancora la strada del silenzio, ma alla luce di un dibattito che ancora continua, talvolta con considerazioni prive di qualsiasi riscontro scientifico, ho preferito dire la mia dopo aver letto con interesse i dati riportati recentemente negli articoli sui casi di tumori relativi all'anno 2018.
Scrivo da persona “extra – lucana”, che per più di 20 anni, ha diretto l’Unità Operativa di Radioterapia oncologica dell’Ospedale di Trento (4 acceleratori lineari, implementazione nel corso degli anni di tutte le tecniche più innovative di radioterapia solo per citare alcune attività) ed evito di entrare in considerazioni di carattere generale. Non spetta a me addentrarmi sulle scelte fatte in passato dalla politica e dai vertici aziendali ma vorrei dare il mio contributo a una pacata riflessione muovendo proprio da quei dati.
Se è vero che in Basilicata ci sono più di 3000 nuovi casi di tumore/anno e se è vero che il 60-70% degli ammalati richiede un trattamento radiante con un fabbisogno stimato in aumento (Linee Guida AIRO di Garanzia di qualità, 15 Luglio 2015) appare evidente che il San Carlo e il CROB di Rionero in Vulture dovrebbero innescare percorsi virtuosi di collaborazione e di condivisione delle sinergie.
Solo in questo modo, con la tensione continua al miglioramento e attraverso un approccio che favorisca la ricerca, si soddisfano i bisogni di salute e sociali (riduzione della migrazione, servizio in prossimità della residenza per ridurne i disagi) dei cittadini lucani che in questi pochi mesi dal mio arrivo a Potenza ho imparato ad apprezzare per la loro grande capacità di accoglienza.
Infine, quanto al Servizio di Radioterapia del San Carlo, mi permetta di osservare - da esperto, mi sia consentito - che le prospettive di guarigione dei pazienti, una volta presi in carico, non sono affidate ai macchinari in sé e per sé, ma piuttosto alle competenze delle persone che vi lavorano e che sanno come utilizzarli al meglio.

Luigi Tomio
Responsabile della Radioterapia dell’ospedale San Carlo di Potenza