19Novembre2019

 

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Il vicepresidente di Mediocredito Giovanni Tricchinelli al convegno di Confindustria a Matera

La due giorni voluta da Confindustria per omaggiare la  Capitale Europea della Cultura, con la presenza  e gli interventi di prestigiosi nomi della imprenditoria italiana, in primis il Presidente Vincenzo Boccia, a Matera per la quarta volta nel giro di pochi mesi, del Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e altre personalità del mondo della Industria e Finanza, è stata l’occasione per il vice presidente del Mediocredito Italiano, il pisticcese Giovanni Tricchinelli, di condividere alcune riflessioni sulla nostra regione, sulle sue prospettive di  sviluppo economico e sociale, sulla sua storia dal dopoguerra ad oggi, sul suo sistema imprenditoriale ed esprimere a riguardo un suo particolare interessante pensiero.
“Non è un caso – spiega Tricchinelli – che la due giorni di Confindustria su tenga in questo anno, proprio a Matera, Capitale Europea della Cultura. Una città che agli inizi del secondo dopo guerra, veniva rappresentata come il simbolo di una regione povera, diseredata, isolata. Se oggi noi lucani andiamo fieri di questo prestigioso riconoscimento per la città dei Sassi, non possiamo dimenticare, per onestà intellettuale, come era la Basilicata ai primi del 900. E soprattutto come la descrissero grandi personalità della cultura e politica di allora come Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti, e Carlo Levi. Quel grande scrittore e poeta lucano Leonardo Sinisgalli, definì la nostra regione “la terra del silenzio”. Ma nonostante il silenzio, la sua storia non si è fermata”. Tricchinelli poi ricorda come grandi statisti ed economisti, come Alcide De Gasperi, Pasquale Saraceno, Donato Menichella e Gabriele Pescatore, posero all’attenzione del paese, la questione Meridionale con la creazione della cassa del Mezzogiorno. “E ciò – afferma Tricchinelli – nonostante il divario con il centro - nord non è diminuito, ma paradossalmente è aumentato. Gli indicatori economici, impietosi nelle loro rilevazioni, fotografano una Regione che è sempre la penultima o terzultima nella produzione del reddito, del tasso di crescita della sua economia, nei livelli bassi e insoddisfacenti nella occupazione giovanile e femminile”.
Dopo aver rilevato che comunque esistono della “splendide eccezioni” tra cui la rinascita di Matera, la Fiat a Melfi e il petrolio in Val d’Agri, il Vice Presidente di Mediocredito Italiano così continua: “Troppi sono ancora i fronti aperti per vincere queste sfide: si chiamano spopolamento delle aree interne, emigrazione non più di braccia ma di cervelli, mancanza di infrastrutture materiali e immateriali per agganciare la Basilicata ad alta velocità, alle regioni ricche e sviluppate. Pochi giorni fa, dopo aver ottenuto la fiducia per il suo secondo governo, il Presidente del consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato testualmente “Non è tollerabile – ed è solo un esempio tra tanti – che Matera, la capitale Europea della Cultura, rimanga isolata dal resto del Continente a causa di una rete ferroviaria inadeguata”.
Ecco allora – ha concluso Tricchinelli non mancando appunto, di esprimere a riguardo, un suo particolare, interessante pensiero – accanto alla Ferrovia dello Stato, a Matera, la Basilicata ha bisogno anche di creare una Zona Economica Speciale (Zes) jonica. Un’area che, nata attorno al porto di Taranto, potrà coinvolgere numerosi territori della Basilicata e della Puglia e che potrà favorire le attività imprenditoriali che fanno leva sul porto per l’approvvigionamento delle materie prime, oltre che per il trasporto dei prodotti finiti”.

Michele Selvaggi

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