01Giugno2020

 

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Coronavirus e sicurezza sul lavoro: gli obblighi dei management delle aziende sanitarie


dpiLe Ordinanze, le circolari del Ministero della Sanità, tutte le disposizioni di legge in tema di Coronavirus-19, non devono essere rispettate solamente dai cittadini, dai medici di famiglia, da tutti gli addetti al Servizio Sanitario (Medici, infermieri, operatori 118, guardie mediche, addetti alle pulizie, ecc. ecc.) ma anche dai vari management delle ASL e dagli organi Istituzionali (Regione, Assessorati, ecc.).
Di fronte ad una situazione epidemica che ha coinvolto l'intero Paese e che ha dato luogo ad uno degli ultimi DPCM, attraverso il quale l'intera Nazione è stata riconosciuta "protetta", uno degli elementi propedeutico alla Sicurezza di tutti gli addetti al Servizio Sanitario, ed all'attività di Prevenzione e Protezione è Il Documento della Valutazione dei Rischi per i lavoratori nel Comparto lavorativo della Sanità, che va sicuramente aggiornato.

ll Documento della Valutazione dei Rischi (DVR) definisce con chiarezza le situazioni in cui ogni azienda deve necessariamente prevedere un nuovo esame dei pericoli e una nuova dichiarazione scritta nei casi in cui si verifichino:

- modifiche al processo produttivo o all'organizzazione del lavoro, che possano compromettere la salute e la sicurezza dei lavoratori;

- cambiamenti nella tecnica, nella prevenzione o nella protezione nei luoghi di lavoro;

- infortuni importanti;

- necessità di una maggiore sorveglianza sanitaria.

Tutti "ingredienti" questi che, alla luce di quanto sta accadendo negli ospedali, in particolar modo nei Pronto Soccorso e nelle Terapie Intensive, poliambulatori ove operano Specialisti Ambulatoriali, guardie mediche, 118, studi dei MMG, PLS, troviamo nell'art.29, comma 3 del Testo Unico:

La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate".

L'obiettivo è eliminare o ridimensionare i rischi, o riconsiderare la presenza di ulteriori fattori non adeguatamente valutati in precedenza, e prevedere l'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi.
Il Datore di Lavoro, che nel caso dei vari presidi ospedalieri, dovrebbe essere il Direttore Generale,– a partire dal momento in cui si verificano le nuove condizioni per un nuovo esame (fine Gennaio) – ha 30 giorni di tempo per aggiornare l'analisi e il relativo documento di valutazione dei rischi, avvalendosi sempre del RSPP, del Medico Competente e del RLS (D.Lgs. 81/2008 art. 29 commi 1 e 2).

Nella procedura di aggiornamento del documento di valutazione dei rischi, la legge stabilisce una serie di obblighi per il datore di lavoro (che in caso di inadempienza comportano delle sanzioni) e alcune procedure che è opportuno seguire per precauzione, come il rinnovo regolare e periodico della valutazione, del controllo degli ambienti, degli impianti, delle attrezzature e dei presidi di prevenzione, dei Dispositivi di Protezione Individuali, di interventi formativi ed informativi obbligatori e certificati.

Nel DVR bisogna prendere in esame i rischi professionali legati alla mansione del lavoratore, cioè quei rischi a cui un lavoratore è esposto nell'espletamento della sua attività lavorativa.
Il rischio biologico da coronavirus è o no un rischio professionale che può essere legato alla mansione svolta dal lavoratore?

La risposta è sicuramente affermativa dal momento che il nuovo Coronavirus, essendo un "nuovo" virus che può comportare danni anche gravi alla salute dell'uomo, costituisce un agente biologico che in quanto tale, deve essere classificato all'interno delle 4 classi di appartenenza di tutti gli agenti biologici potenzialmente rischiosi per l'uomo (art.268 d.lgs 81/2008). n questo caso infatti il coronavirus determina un aumento del rischio per il suo lavoro.

Ed ora veniamo ai Dispositivi di Protezione Individuali.

Per la scelta dei Dispositivi di Protezione Individuali occorre richiamare il DECRETO LEGGE 2 marzo 2020, n. 9 "Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-1 e la Circ. Min. Sanità 22.02.2020".

Le indicazioni si applicano al personale addetto all'assistenza sanitaria e hanno lo scopo di fornire informazioni sui Dispositivi di Protezione Individuale anche al fine di assicurarne l'utilizzo più appropriato.

L'OMS è impegnata in un aggiornamento permanente di tali raccomandazioni e via via potranno essere rese disponibili nuove informazioni. E' documentato che le persone maggiormente a rischio di infezione da SARS-CoV-2 sono coloro che sono stati a contatto stretto con paziente affetto da COVID-19 o coloro che si prendono cura di pazienti affetti da COVID-19. Le generali misure di prevenzione e mitigazione del rischio sono fattori di protezione "chiave" sia nei contesti sanitari che di comunità.

Nel momento in cui si aggiorna il documento DVR occorre tener presente anche l'art. 28 del Testo Unico che prevede l'analisi di "TUTTI I RISCHI", non solo quelli inerenti l'esposizione al Coronavirus, ma di tutti quelli presenti dentro "l'organizzazione aziendale". Quei rischi cioè nei quali il lavoratore non incorrerebbe, o nei quali avrebbe meno probabilità d'incorrere, se non lavorasse in una situazione "mutata" come quella attuale.

Prendendo inoltre spunto da un DVR aggiornato in un ospedale della Regione limitrofa, e pur non inerente specificatamente la struttura utilizzata per il ricovero per Covid-19, relativamente ai DPI si ha la seguente situazione.

Secondo la circolare del Ministero della Sanità del 22.02.2020, il numero di DPI necessario è il seguente

Tabella 1. Numero minimo di set di DPI (Fonte: ECDC)[1]

tabella1 articolo grieco

Il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in:

  1. Filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol), Protezione facciale, Camice impermeabile a maniche lunghe, Guanti.

Al riguardo, occorre evidenziare la grave problematica della indisponibilità, di DPI nel numero sufficiente a rispettare le suddette prescrizioni. Si precisa che, in assenza di DPI, gli operatori sanitari dovranno darne comunicazione alla Direzione Sanitaria, affinchè siano valutate eventuali ordinanze di sospensione delle attività.

Appare evidente da tutto quanto sopra descritto che i Management dei vari ospedali, hanno degli obblighi ben precisi ad Iniziare dall'aggiornamento, nei trenta giorni (già scaduti), del DVR con analisi dei rischi da Coronavirus-19, e la conseguente adeguata attività di Formazione ed Informazione (certificata) e la formale consegna (per iscritto) dei vari Set di Dispositivi di Protezione Individuale, nei termini di cui alla Circolare del Ministero Sanità del 22.2.2020, a tutti gli operatori interessati, non esclusi, a pare dello scrivente, i Medici di Famiglia, medici di guardie mediche, ecc., che, in quanto rientranti nei vari Decreti con attività assegnate inerenti il Coronavirus (visita domiciliare o altro) attraverso convenzione con le varie ASL, e, quindi rientranti a pieno titolo nella organizzazione aziendale, si ritiene possano rientrare nella sfera di competenza di tali ASL, fermo restante che i mancati adempimenti sia per la mancata redazione dei vari DVR, sia per la mancata consegna, nei termini di legge, degli adeguati Dispositivi di Protezione Individuale a tutti gli operatori interessati, e sia per la mancata o inadeguata formazione, così come derivante da quanto riportato nel DVR, comporta delle sanzioni sia di carattere amministrativo che di carattere penale, soprattutto nella malaugurata evenienza del verificarsi di malattie professionali (Contagio da coronavirus) che potranno generarsi ed attribuibili a tali inadempienze, o nel peggiore dei casi, per il malaugurato decesso di qualche operatore sanitario verificatosi sempre per mancato o inadeguato utilizzo DPI.

Tali eventuali inadempienze, (ad eccezione della redazione del DVR, che rientra nella esclusiva responsabilità dei Datori di Lavoro), potranno essere ricondotte alla Responsabilità dei Presidenti delle Regioni ed in caso di specifica delega, dell'Assessore alla Sanità, nel caso in cui il Management delle varie ASL, dimostri la mancata distribuzione dei DPI, con la impossibilità di ordinanze di sospensione delle attività, come sopra descritto, dipendente esclusivamente dal mancato o parziale riscontro alle formali richieste formulate alla Regione per la consegna di tali DPI nei modi e termini di legge.

Appare altresì evidente, che nel caso di richieste di risarcimento danni derivanti da tali inadempienze, uno degli organi di Controllo quale l'Inail (l'altro organo di controllo è proprio l'ASL, controllore e controllato), sarebbe inevitabilmente costretto a procedere a risarcimenti per tali malattie professionali generate sul luogo di lavoro nei confronti degli infortunati o addirittura per malaugurati decessi che dovessero avvenire.

Appare inoltre superfluo evidenziare che tutti i dispositivi di Protezione individuale da consegnare a tutti gli operatori devono essere conformi alle norme tecniche che definiscono i requisiti di sicurezza, di qualità, quali per es. Norme Uni 10912:2000 Dispositivi di Protezione individuali, Norme Uni EN 166:2004 per la protezione delle vie respiratorie, UNI 166:2004 Protezione personale degli occhi, UNI EN 455-1 e successive per i Guanti medicali monouso, UNI EN 13795-1:2019 Per indumenti e teli chirurgici, UNI EN 14683:2019 per Maschere facciali ad uso medico ed altre norme anche quelle aggiornate in tema di Coronavirus-19.

Così come risulta determinante, oltre ad essere obbligatoria, l'attività di Formazione ed Informazione, con specifiche riunioni verbalizzate, per tutti gli operatori (Medici, Infermieri, operatori 118, guardie mediche, medici di famiglia, operatori di pulizia ecc. ecc.) coinvolti.

Antonio Grieco


[1] Circ. Min Sanità 22.02.2020