07Dicembre2019

 

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Florio (Cd), parità di genere a partire da nuova legge elettorale

“La nuova legge elettorale non può non tener conto della parità di genere, così come già accade da anni in numerose regioni, le cui assemblee vengono elette proprio con la doppia preferenza. E’ questo politicamente il modo migliore di impegnarsi non l’8 marzo ma tutto l’anno per le donne”. A sostenerlo è Rossana Florio, dirigente regionale di CD e consigliere comunale a Pisticci. “Si pensi che le consigliere regionali italiane sono 154 su 1.041, una percentuale del 14,8%. Una realtà inaccettabile, inserita peraltro in un contesto che vede la rappresentanza femminile nelle cariche istituzionali ed elettive italiane come una delle più basse in Europa. Solo rafforzando le politiche di promozione della parità di genere si può realizzare una presenza equilibrata tra uomini e donne nelle istituzioni e nei posti di responsabilità degli organi economici, amministrativi e politici. Per quanto riguarda la Basilicata siamo in tempo per procedere con l’approvazione dello Statuto e della nuova norma elettorale regionale all’introduzione di un sistema che affermi la parità di genere. Altro compito della politica è quello di mettere a punto strategie, programmi, piani e strumenti normativi per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere che spesso, come drammaticamente noto, sfocia nell’omicidio della donna per mano dell’uomo. Alla Regione Lazio, anche per iniziativa del gruppo Cd, è stata approvata la Legge “Norme per la creazione della rete regionale contro la violenza di genere e per la promozione della cultura dell’inviolabilità, del rispetto e della libertà delle donne”. E’ un buon esempio. Ritengo fondamentale l'introduzione di nuove forme di sostegno, come le case di semiautonomia ed inserimento lavorativo, il piano triennale di interventi, una cabina di regia e un osservatorio regionale. Il femminicidio resta una piaga ancora tutta da risolvere, in primis con l’approccio delle équipe multidisciplinari integrate tra servizi sociali e sanitari con l’istituzione del “Codice Rosa” all’interno dei Pronto Soccorso regionali per una reale presa in carico delle vittime ma c’è bisogno di assicurare continuità a quanto avviato, valorizzando soprattutto il ruolo e le competenze espresse dalle associazioni di donne che in questi anni hanno operato nel silenzio, spesso in modo volontario come è testimoniato da tante iniziative in Basilicata”.