24Gennaio2018

 

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Unitre per i diversabili, un documento congiunto sulle criticità emerse

Continua l'impegno per i diversabili della Unitre di Marconia che, dopo una prima tavola rotonda sul tema, svoltasi lo scorso anno, ha puntato la sua attenzione sulla dimensione lavorativa, nel corso di un incontro organizzato a giugno in collaborazione con le associazioni Cecam, Adam, Fidapa e di alcuni genitori, al quale hanno partecipato Padre Angelo Cipollone del Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari Venosa-Bernalda, Mario Di Trani, già Responsabile in pensione delle Politiche del Lavoro della provincia di Matera, Antonio Di Marsico, componente del Comitato Tecnico del disabile della provincia di Matera, Carmen Centola dei Servizi Sociali del Comune di Pisticci e Vincenzo Giuliano, Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Basilicata. Proprio a quest'ultimo è indirizzato il documento a più firme con cui gli organizzatori hanno messo nero su bianco le problematiche emerse. Nella lettera, inviata qualche giorno fa anche al Governatore lucano, Marcello Pittella, al Presidente della IV Commissione Regionale alla Sanità, Luigi Bradascio, e al Sindaco del Comune di Pisticci, Vito Anio Di Trani, si evidenzia la "assenza di Centri di Aggregazione e Socializzazione per l'integrazione dei diversabili (...) che, dopo aver terminato il ciclo di studio di base e la frequenza dei Centri di riabilitazione, rimangono soli e, spesso, le loro uniche interazioni sono con i familiari, restando circoscritte all'ambiente domestico". A tal proposito, i firmatari suggeriscono di utilizzare l'Ospedale di Tinchi come Centro Diurno per diversabili. Tra le richieste, anche quella di eliminare le barriere architettoniche, specie negli uffici pubblici, e di provvedere alla manutenzione delle infrastrutture minime, come le strade, per evitare che diventino pericolose per chi vive in carrozzella. Sul tema specifico del lavoro, i firmatari hanno chiesto che vengano banditi dei concorsi riservati ai diversabili, non solo gestiti dai Comuni, ma anche da associazioni di volontariato, senza scopo di lucro, per utilizzare le relative risorse economiche regionali. In conclusione, al Garante si chiede di "impegnarsi a livello regionale, affinché tali criticità, che ci si augura siano già inserite nel piano programmatico regionale, vengano affrontate concretamente, sollecitando i Comuni ad intervenire autonomamente o con aiuti economici regionali eseguendo, con un'apposita commissione regionale di controllo, un monitoraggio sulla reale e proficua utilizzazione delle risorse regionali per i diversabili". Lo scopo più generale dovrà essere collocare i diversabili in attività a misura di ognuno di loro, affinché possano sentirsi realizzati per le loro piccole prestazioni, come prevede la legge 68/99.

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