Liscio e stipendi: 'Convocare vertice in Regione'

L’assenza di piogge leva dalla nostra bocca anche l’ultima delle imprecazioni rimasta sulla bocca dei più deboli: piove governo ladro. Ma quell’imprecazione, anche in assenza di acqua, rimane per intero, perché rimane ancora tanta disperazione in coloro che sono costretti a vivere soltanto del frutto del proprio lavoro salariale.
Vivere, sopravvivere e a volte nemmeno questo, perché quel salario faticosamente maturato spesso non arriva. È quanto sta accadendo da oramai tre anni ai lavoratori delle Autolinee Liscio di Potenza, che continuano a veder erogato quanto spettante solo ogni quattro mesi.
Padri di famiglia con dei figli e delle mogli da mantenere, spese ordinarie sempre in crescita, cui spesso si sommano le rate di mutuo, quest’ultimo resosi necessario all’acquisto della casa.
È la solita vecchia storia: l’azienda – che vive di commesse pubbliche – denuncia ritardi nei versamenti regionali; la Regione rispedisce al mittente le accuse, sostenendo la regolarità dei propri versamenti. Il solito scaricabarile, all’interno del quale si continuano a consumare privazioni e spesso drammi. Vergognoso e inaccettabile. Noi non possiamo fermarci all’indignazione, perché questa a poco servirebbe per tante e tanti dipendenti che sono arrivati al punto di non poter più mantenere fede alle scadenze di bollette e tasse varie. Chiediamo un immediato vertice alla Regione Basilicata, la quale non può non farsi carico di questa situazione. Non può perché, una istituzione democratica degna di questo nome, non può disinteressarsi di come le aziende con cui conduce contratti per fornitura di servizi pubblici si comportano sul piano del diritto di un lavoro che – ricordiamolo ai vertici di viale Verrastro – rimane il fondamento della nostra Costituzione Repubblicana.

Giuseppe Miolla
Coordinatore Provinciale Sinistra Italiana Matera

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