16Dicembre2018

 

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Tasse in aumento: 'Dove ci porterà il cambiamento'?

Si trova sempre un buon motivo che giustifica l’aumento delle tasse. Si potrà dire che è stato necessario per evitare dissesti finanziari, per coprire le spese dei servizi o anche che in realtà aumenti non ce ne sono stati.
Tutto quindi è rimandato al momento in cui i cittadini dovranno mettere mano alla tasca. E’ il tempo in cui le spiegazioni, i motivi, cadono di fronte all’evidenza.
Il Comune di Pisticci, a Marzo 2018, ha approvato il bilancio previsionale. Nell’occasione il Sindaco dichiarò: “ ….  essere riusciti ad evitare il predissesto e il conseguente innalzamento di tutte le tasse, oltre al taglio dei servizi, è un risultato di cui siamo assolutamente fieri”.
Provo a fare un ragionamento toccando le varie categorie di cittadini.
Gli anziani con pensione sociale, hanno potuto verificare sulla propria pelle che quest’anno, a differenza dei precedenti, hanno pagato la Tari poiché questa Amministrazione ha ridotto le esenzioni. In più tutti i limiti di esenzione sono stati modificati determinando aumenti proprio alle famiglie meno agiate. Sappiamo inoltre, che c’è stato un aumento dal 30 al 40% nel 2017 e che, a dispetto di quanto promesso, non è stato nemmeno ridotto nel 2018. Quindi una stangata memorabile per i cittadini pisticcesi.
Per le famiglie con ragazzi in età scolare, le sorprese già annunciate, si traducono in incubo. Infatti, non solo è stata aumentata la mensa scolastica (se ne è parlato tanto), ma con la delibera 22/2018 di Giunta, è stato aumentato il costo del trasporto scolastico da 5 a 10 euro.
Nella stessa delibera sono state definite le tariffe per il servizio d’illuminazione votiva e per la colonia estiva.
La presentazione di una semplice dichiarazione di edilizia libera, è arrivata addirittura a costare 30€.
Ma anche la tassa di soggiorno, in media nei definiti scaglioni, è raddoppiata.
Poi ha dato il suo contributo il Governo attuale Lega-5S che, tra i ritocchi di Giugno e quelli sanciti dal primo Ottobre, ha aumentato del 14,1% la bolletta della luce e del 14,3% quella del gas.
Non è facile fare un’ipotesi di quanto pesi tutto questo sulle famiglie. Da un calcolo approssimativo non meno di 250€ in più all’anno.
Anche in merito alla qualità dei servizi, non aggiungo nulla di più di quanto ogni singolo pisticcese può costatare di persona.
Forse c’è da rivedere la strategia che porta a definire il bilancio comunale.
Per noi pisticcesi, credo, si possa ottenere un beneficio facendo attenzione ad alcune cose.
Evitare di fare affidamenti diretti a professionisti e imprese per importi che si aggirano sotto la soglia dei quarantamila euro. Un po’ di sana concorrenza non guasta, riduce i costi e fa bene alla trasparenza.
Anche le sponsorizzazioni, i patrocini dovrebbero essere meglio ponderati.
Solo un esempio che non vuole essere esaustivo: bisognerebbe valutare bene l’effettiva necessità di assegnare a pioggia posizioni organizzative che sono costate circa 70 mila euro nel 2017 e altrettanto nel 2018.
Insomma c’è una tecnica che non peggiora la qualità dei servizi e, contemporaneamente, consente di ridurre le entrate fiscali. E’ quella di ridurre le uscite superflue. Ma comporta impegno, pazienza e umiltà nel confrontarsi con la comunità.
Possiamo tutti raccontare la nostra verità, ma la realtà sfugge dall’interpretazione. I fatti non cambiano con le chiacchiere e in questo caso sono le tasse che ci travolgono e ci ricordano che il cambiamento è sì in atto. Ma dove ci porterà?

Rocco Caramuscio
Italia in Comune Pisticci

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