20Novembre2018

 

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Nubifragi ed eventi meteo estremi: 'Occorrono azioni mirate alla prevenzione'

Gli effetti delle forti piogge che si sono abbattute sul nostro territorio devono costringerci ad una riflessione puntuale che, nel limite del possibile, deve puntare ad un miglioramento delle condizioni per il benessere di tutti.
Certamente i nubifragi a cui assistiamo ci appaiono degli eventi eccezionali e frutto di cambiamenti climatici che, sebbene siano reali e riconosciuti dagli esperti e studiosi, non possono giustificare allagamenti di strade urbane, extraurbane e arterie stradali dove tombini ostruiti e cunette inesistenti non permettono il deflusso dell’acqua cosicché Pisticci diventa una cascata e Marconia un lago.
La pulizia dei tombini, lo spurgo delle caditoie e dei canali di scolo è insufficiente ormai a contenere l’acqua anche in presenza di fenomeni meno improvvisi e violenti determinando problematiche sia alla circolazione veicolare che a quella dei pedoni.
Le strade diventano così inaccessibili e impraticabili e l’acqua trova sfogo lungo le discese e le scalinate determinando l’effetto torrente senza che l’acqua stessa possa scaricarsi in grate di raccolta che sono, sì presenti in alcune strade, ma non sufficienti a spezzare e impedire l’accumulo in successione.
Il nostro territorio è particolarmente sensibile alle instabilità metereologiche e perché ciò non si traduca in una fragilità è necessario rivedere l’impianto strutturale delle strade, il sistema di drenaggio delle acque e soprattutto ristudiare e riesaminare con attenzione l’intera rete di convoglio delle acque meteoriche e delle acque fognarie. Marconia, per esempio, aspetta una rete fognaria adeguata ed in linea con la sua espansione, dato che la stessa rete fu costruita decenni addietro quando la popolazione era meno della metà.
L’attenzione che il territorio richiede deve spingere a delle azioni mirate alla prevenzione che eviterebbe la gran parte dei disagi vissuti in condizioni di emergenza che pur tuttavia va saputa affrontare. L’allerta della protezione civile impone un adeguamento comportamentale in virtù dell’emergenza stessa, quindi in questi casi è certamente giusto chiudere le scuole ma è altrettanto giusto consentire al resto della popolazione costretta a muoversi per lavoro o altre necessità a farlo in sicurezza.
Di fronte ad un’allerta meteo con un codice di criticità idraulica e idrogeologica “arancione” il sindaco deve informare i cittadini su come evitare o contenere tali criticità  prima e non durante le forti piogge, deve individuare immediatamente le aree soggette a rischio allagamenti, immelmamenti o frane e disporre le adeguate misure ragionate sulle possibilità e le disponibilità del Comune, garantendo l’intervento di vigili del fuoco e protezione civile anche attraverso un numero per le emergenze.
L’autunno è appena arrivato e c’è l’inverno da affrontare, mi auguro che almeno in primavera si possa iniziare una programmazione utile a definire i tanti problemi che con le giuste azioni possano essere risolti.

Antonella Giasi
Segretario PD Pisticci-Marconia