02Luglio2020

 

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D come delirio. L'epica partita di Bitonto compie 10 anni

La partita delle partite. A Pisticci, calcisticamente parlando, non ci si può ricordare altro se prima non si fa riferimento ad essa, con tutto il rispetto per i tre anni d'oro della serie D di epoca michettiana ovvero quelli durante i quali il calcio a Pisticci raggiunse l'apice della sua storia.

Ma la partita di Bitonto del 6 giugno 2010 ha una storia a sé. Un fascino particolare, adrenalina dispersa a quintali ed un risultato che ebbe "il sapore dell'impresa, il senso del miracolo ed il bacio dell'incoscienza" come venne definito, all'epoca, dalla penna del direttore della nostra testata giornalistica. La vittoria, tanto inaspettata quanto desiderata dagli sportivi pisticcesi, che accorsero in gran numero al "Degli Ulivi", si materializzò e fu un tripudio di lacrime di gioia, di abbracci, di emozioni, di festeggiamenti. "La partita" compie 10 anni, ma il suo ricordo non sbiadisce.

Correva, dunque, l'anno 2010 quando un manipolo di uomini con alla guida un fiero condottiero di nome Pasquale Arleo, approdò in terra bitontina per disputare il ritorno dei play out del girone H di serie D, quello che avrebbe deciso le sorti di una intera stagione calcistica. Una stagione calcistica tribolata, a tratti deprimente, con il girone di andata conclusosi mestamente al penultimo posto (che significava retrocessione diretta) con soli 9 punti frutto di 2 vittorie, entrambe ottenute fuori casa, e 3 pareggi.
L'andata al Michetti terminò sullo 0 a 0. Al ritorno il Bitonto, che aveva concluso la stagione classificandosi più in alto del Pisticci, per salvarsi poteva contare su due risultati su tre. Il Pisticci era costretto, quindi, a vincere. Il manipolo di uomini era dato per spacciato date le non incoraggianti notizie provenienti dalla terra pugliese che vedeva i bitontini certi della vittoria non fosse altro per il clima non di certo cordiale che serpeggiava nel pregara e negli spogliatoi.
Ma il drappello di uomini approdò al "Degli Ulivi" mai domo e con la consapevolezza che avrebbe potuto scrivere in positivo una delle pagine di storia del calcio pisticcese.
Fu così che Marino, Basile, Polichetti, Guarino, Malafronte, Di Maria, Palladino, Farinola, Lupacchio, D'Aniello e Parente scesero sul terreno di gioco sotto un sole infuocato e con al seguito un gruppo nutrito di gente pazza per i colori gialloble per dimostrare che tutto quanto era ancora possibile.


Dopo il fischio d'inizio non il sole cocente, non la sete, non gli avversari, non Bitonto e nemmeno la Puglia intera avrebbero fermato quella squadra che, dopo mezzora di gioco, andò in gol con un colpo di testa del bomber Fabio Lupacchio e mantenne quell'esiguo vantaggio fino alla fine della gara.
La catarsi sportiva avvenne esattamente quando il "Guaro" Antonio Guarino da Marconia, dopo aver sradicato il pallone dai piedi di un avversario, lo scodellò al centro area dove, lasciando di sasso il difensore Armento, pronto all'inzuccata vincente si fece trovare Fabio Lupacchio da Torre del Greco per l'apoteosi gialloble.
E sì! Proprio quel Fabio Lupacchio, con la sua capovolta post gol, sfortunato durante la regular season, donò una delle gioie calcistiche più grandi ai tifosi pisticcesi, scolpendo il suo nome indelebilmente nei cuori del popolo gialloble.
E poi ancora come non ricordare l'annullamento del gol del pari del Bitonto, i tiri di Persia subentrato a Kontè o la plastica parata di Superman Marino ed infine la corsa liberatoria di mister Arleo, rimasto in mutande, verso quel pubblico che sin dal suo arrivo lo aveva adorato.

La vittoria fu merito di tutto il manipolo di uomini: da chi entrò sul terreno di gioco a chi restò in panchina, da chi raggiunse Bitonto a chi rimase a casa aspettando e fremendo nell'attesa di sapere come sarebbe finita la gara.
Senza dimenticare i pianti gioiosi del presidente Donato Panetta e del suo vice Domenico Albano i quali, con difficoltà economiche senza pari nel girone, seppero mettere in piedi una realtà vincente. A loro andrà per sempre il merito di aver raggiunto uno degli obiettivi più importanti mai raggiunti dal calcio pisticcese.

Quella sfida, necessaria per mettere rimedio ad una stagione altalenante, raccoglie in pieno tutto quanto è lo sport: sacrificio, passione, voglia di farcela a prescindere e alla fine gioia per aver raggiunto il traguardo.

Dopo 10 anni ancora GRAZIE RAGAZZI! Grazie al manipolo di uomini capeggiato da mister Arleo per quanto scritto nel bellissimo libro dei ricordi gialloble.

Alessandro Lopergolo - Vittorio Ricchiuto

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