
“Con la legge Sviluppo, il Governo ha violato la Costituzione, esautorando le Regioni delle loro prerogative per quanto riguarda la produzione di energia e il governo del territorio”. Lo ha affermato il vice presidente della Regione, Vincenzo Santochirico, in relazione alla decisione del Consiglio regionale di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale alcuni articoli della legge 99/2009 (“Legge Sviluppo”). Si tratta della legge che dà la possibilità al Governo di decidere da solo dove collocare nuovi impianti nucleari, nonché di consentire l'estrazione di idrocarburi con un procedimento unico in capo all'Amministrazione dello Stato.
In particolare, l'articolo 25 della legge prevede che il Governo possa decidere “la localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi” attraverso un'autorizzazione unica rilasciata dal ministro dello Sviluppo economico, in intesa solo con la Conferenza unificata. In pratica, le Regioni e gli enti locali sono chiamati a dare pareri al termine di un procedimento al quale partecipano le Amministrazioni interessate, ma non sono previste intese vincolanti tra livello centrale e territorio. E' inoltre previsto che il Governo possa sostituirsi a Regione ed enti locali in caso di loro disaccordo sulla localizzazione scelta per gli impianti.
L'articolo 27, invece, prevede che l'autorizzazione alla perforazione di pozzi per la ricerca ed estrazione di idrocarburi venga rilasciata non più dalle Regioni, bensì dall'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia (Unmig), che è organismo periferico del Ministero dello Sviluppo economico, a seguito di un procedimento unico al quale le Regioni possono solo partecipare, e non già di un'Intesa fra Stato e Regione”.
“La Regione Basilicata ha deciso di impugnare questa legge del Governo dinanzi alla Corte costituzionale – dichiara il vice presidente Santochirico -, in quanto siamo davanti ad una legge che non solo va contro le scelte fatte dalla Basilicata, che nel suo Piano energetico e ambientale ha ribadito il no al nucleare e il suo impegno per diffondere il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, ma che è palesemente anticostituzionale. L'articolo 117 della Costituzione, infatti, stabilisce in maniera chiara e netta che tutto ciò che attiene all'uso del territorio e alla localizzazione di impianti e attività rientra nella potestà normativa delle Regioni. Inoltre – aggiunge – viene violato il principio, più volte ribadito dalla Consulta, secondo cui le Intese tra Stato e Regioni costituiscono condizione minima e imprescindibile per la legittimità costituzionale della legge statale. E' chiaro a tutti – conclude Santochirico - che il Governo ha violato questi principi, nonostante da tempo le Regioni, e la Basilicata su questo è stata in prima linea, abbiano denunciato la forzatura, che costituisce un vero e proprio esproprio del potere di intervento e decisione su materie delicate come quelle che riguardano il nucleare e le attività estrattive”.
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