20Luglio2019

 

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Club Med verso la riapertura, rilasciato permesso a costruire per la riqualificazione del villaggio

Buone notizie per occupazione e turismo sulla costa ionica pisticcese. Nei giorni scorsi, con "Determinazione di conclusione positiva della Conferenza Servizi ", di cui alla Legge 241/ 1990, il Comune di Pisticci ha rilasciato permesso a costruire alla Società "Italia Turismo SpA" relativamente al progetto di riqualificazione del Villaggio Turistico ex Club Med di S. Basilio.

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Marina di Pisticci è bandiera blu 2019

Marina di Pisticci entra finalmente tra le spiagge italiane d'eccellenza: la Foundation for Environmental Education (FEE) ha assegnato la Bandiera Blu 2019 alle spiagge pisticcesi, riconoscendone le qualità naturalistiche e ambientali e valutandone positivamente i servizi offerti.

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IMMIGRATI NELLAUTOPARCO COMUNALE POLICORO MT

Sbarcati 54 pakistani nei pressi di Policoro. Giordano (Ugl) chiede di contrastare il fenomeno nel metapontino

"Cinquantaquatto uomini pakistani sono sbarcati nella notte sul mar Ionio, nei pressi di Policoro, viaggiavano su di un veliero, che si è arenato sulla spiaggia. L'allarme è scattato immediatamente e gli immigrati, tutti in buono stato di salute, sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e dalle Forze dell'Ordine. Su tale questione, l'Ugl è nettamente contraria ad 'ingrassare il mercato dell'accoglienza' di rifugiati ed immigrati: la città ionica generosamente in tutti questi anni ha già contribuito abbastanza all'ospitalità dei migranti, considerato che sono ospiti del territorio circa 2000 cittadini comunitari ed extracomunitari senza nessuna politica di integrazione".
Lo sostiene il segretario provinciale dell'Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, "a questa povera gente và tutta la nostra solidarietà, vicinanza, morale e fisica. Grazie alla protezione Civile, sono stati rifocillati e si sta valutando una sistemazione ma, sembrerebbe che queste persone abbiano già chiare le loro richieste da inoltrare: chiedere tutti il riconoscimento dello status di rifugiati politici.

L'Ugl – aggiunge il sindacalista – non vorrebbe che a ciò si leghi giustificazione facendola passare come iniziativa 'tesa a rafforzare un eventuale programma di integrazione': penalizzerebbe notevolmente il territorio. Per l'Ugl Matera, il metapontino non può permettersi ancora tutto ciò, a Metaponto esistono già 'accampamenti' abusi e non a norma e tutto potrebbe provocare disagio alle popolazioni essendo già il territorio invaso da persone di dubbia provenienza e dove, più delle volte, vanno ad ingrassare le fila dell'illegalità: i cittadini, e non è allarmismo, non si sentirebbero sicuri a casa loro avendo già gli Italiani i loro problemi di lavoro, salute, e sicurezza pubblica. Gli uomini delle Forze dell'ordine, a cui dall'Ugl vanno immensi ringraziamenti per quanto quotidianamente svolgono, già hanno difficoltà a controllare il territorio essendo loro sottodimensionati. L'accoglienza non può mettere a rischio la salute pubblica, ne' quella delle forze dell'ordine impegnate a fronteggiare l'emergenza, ne' quella dei cittadini. Lasciare stare gli immigrati a Policoro è una penalità per il territorio che già ha pagato abbondantemente e pesantemente in senso di immagine nel 2008 quando, fù costretta ad ospitare migliaia di cittadini Albanesi in un noto villaggio.
Non si tratta di essere razzisti o meno - conclude Giordano – ma, non potrebbero rimanere infondate le preoccupazioni di coloro che considerano il fenomeno migratorio come una minaccia alla sicurezza dei cittadini. Senza voler creare inutili allarmismi, convincersi che flussi di persone verso la costa ionica metapontina creerebbe inevitabilmente una minaccia alla nostra sicurezza. In tal senso, servirebbe ora una risposta rapida alle domande d'asilo, così come ai rimpatri di quelli oggi sbarcati a Policoro che non hanno il diritto al riconoscimento dello status di rifugiato".

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'L’amministrazione Verri tradisce ancora una volta il sogno di Via Ricciotti'

In questi due anni le attività di PLUS HUB, volte alla riqualificazione e alla valorizzazione del centro storico, sono andate avanti tra mille difficoltà e diversi cambi di linea dell’Amministrazione che, tra le altre cose, in una notte gettò via l’opportunità di

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Carella (Femca Cisl): 'ZES ultima occasione di rilancio della Valbasento'

Alla vigilia della manifestazione regionale del Primo Maggio, che quest'anno si terrà a Ferrandina, il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, torna ad accendere i riflettori sul futuro della Valbasento e confida nella costituenda Zes quale strumento per rilanciare l'area. "La scelta di Cgil Cisl Uil di portare a Ferrandina la manifestazione regionale del Primo Maggio - spiega Carella - è quanto mai opportuna per rimettere il tema del rilancio della Valbasento al centro dell'agenda politica nazionale e regionale. Dopo decenni di abbandono e disinteresse - continua il sindacalista - è arrivato il momento di tirare le somme di tanti ragionamenti e mettere in campo risorse e strumenti per riportare in Valbasento investimenti e lavoro. La Zes è l'ultima occasione per restituire a un territorio martoriato dalla crisi industriale e dalla disoccupazione una precisa vocazione produttiva, non solo come retroporto logistico ma come polo avanzato nel settore della chimica hi-tech e dei nuovi materiali. Si tratta di valorizzare la vocazione storica dell'area puntando su innovazione e sostenibilità ambientale per dare una opportunità di lavoro qualificato ai tanti giovani del territorio che oggi sono costretti ad emigrare per mettere a frutto le proprie competenze".

Prioritario per il segretario della Femca Cisl è il risanamento ambientale dell'area: "Ogni ipotesi di rilancio della Valbasento deve fare i conti con l'annosa questione delle bonifiche, premessa irrinunciabile per rendere l'area un ecosistema in grado di attrarre nuovi investimenti in settori di frontiera ad elevata intensità di tecnologia e capitale umano. Allo stesso tempo - aggiunge Carella - va chiarito il ruolo dei grandi attori industriali del territorio, come Eni, Total ed Fca, affinché localizzino in Valbasento nuove iniziative produttive. Infine - conclude il segretario della Femca - va ripensato il ruolo delle istituzioni locali, a partire dal consorzio industriale, che deve sempre più caratterizzarsi come agenzia di servizi in grado di accompagnare le imprese nei processi di innovazione, dialogando con l'università e le strutture di ricerca".