08Agosto2020

 

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Animali selvatici, bilancio Cras dopo un anno di incertezze

Nel corso del 2016 il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di San Giuliano istituito dalla Provincia di Matera ha portato avanti l’attività pur tra grandi difficoltà e sacrifici scaturiti dalla Legge Del Rio sul riordino delle funzioni delle province. Infatti durante i primi 7 mesi, su richiesta della stessa provincia di Matera, l’attività legata a nuovi ricoveri di esemplari è stata formalmente sospesa anche se sono stati garantiti in emergenza solo alcuni interventi di soccorso, a volte richiesti da forze dell’ordine. Gli effetti sulla cittadinanza, le associazioni e organi di polizia si sono evidenziati subito e a farne le spese sono stati purtroppo numerosi animali che non è stato possibile ospitare presso il CRAS. Della destinazione di gran parte di essi non si hanno informazioni anche se alcuni di loro, grazie alla collaborazione della LIPU, sono stati trasferiti in strutture della Puglia.
Nonostante i problemi e l’assenza di risorse finanziarie, sono stati garantiti assistenza quotidiana, cure e alimentazione per tutti gli esemplari non più idonei a ritornare in natura e già presenti nella struttura al momento della cessazione delle attività ordinarie. Il problema della sospensione ha riguardato entrambi i CRAS della Provincia di Matera, ossia quelli che operano nelle due Riserve Naturali Regionali di San Giuliano e di Policoro che da anni garantiscono a tutto i territorio provinciale, e non solo, un servizio di soccorso, cura, riabilitazione e rilascio di fauna selvatica, quasi sempre appartenente a specie protette dalla legislazione nazionale ed europea.
Solo a partire da agosto, grazie all’intervento dell’ Ufficio Tutela della Natura e dell’Ufficio di Presidenza della Regione Basilicata si è avuta l’autorizzazione per la ripresa dell’attività di accettazione degli animali feriti ed in difficoltà. Pur con una riduzione del 165% dei ricoveri rispetto allo scorso anno sono stati complessivamente 121 gli esemplari che nel 2016 hanno potuto essere soccorsi e curati. Di questi per fortuna circa il 70% è stato riabilitato e reinserito in natura. Solo per 5 esemplari il rilascio è stato rimandato in primavera per garantire più adeguate condizioni climatiche rispetto alle esigenze biologiche della specie.
Un particolare ringraziamento va alla dottoressa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari che ha supportato il Centro nelle situazioni più difficili, riuscendo a risolvere molti problemi complessi e delicati. Determinante ed importante è stato il ruolo svolto dai alcuni volontari, in particolare della LIPU e del CERM (Centro Rapaci Minacciati) che con grande impegno hanno contribuito ad affrontare le varie emergenze nel migliore dei modi e riducendo il più possibile i disagi ai cittadini e alle forze di polizia locali.
Alcuni incontri organizzati nel corso dell’anno dalla Regione, nell’ambito di un tavolo tecnico, hanno avuto l’obiettivo di trovare un accordo istituzionale con le Province di Matera e Potenza che garantisca la necessaria continuità gestionale dei CRAS nei prossimi anni anche alla luce di recenti atti di indirizzo emanati dalla stessa Regione. L’interessamento del Dipartimento Ambiente ha portato prioritariamente alla risoluzione immediata del problema dell’emergenza di quest’anno ma anche all’impegno a far sì che tutti i 4 CRAS regionali possano avere un piano di gestione che consenta loro di poter lavorare con maggior serenità, professionalità e strutture più adeguate dando risposte più efficaci e tempestive alle numerose richieste di intervento che provengono ogni giorno da cittadini, forze di polizia e associazioni.
“Nonostante i problemi di quest’anno abbiamo ricevuto molte centinaia di chiamate di soccorso o consigli per innumerevoli animali in difficoltà rinvenuti sul territorio di Matera e della provincia, oltre che in ambito urbano – dichiara Matteo Visceglia responsabile del CRAS - ma a causa della situazione di stop delle attività non abbiamo potuto ospitarli e curarli come avremmo voluto, se non per una piccola parte di essi dopo la riapertura in agosto. Adesso, dopo questa parentesi negativa che ha evidenziato quanto siano importanti tali strutture sul territorio e quanto sia diffuso l’interesse di gran parte della popolazione nei confronti della tutela della natura, della biodiversità e della fauna in particolare, rinnoviamo il nostro appello alla Regione, alla Provincia e ai comuni interessati, e soprattutto a quello di Matera, affinché tali situazioni si possano risolvere definitivamente dandoci la possibilità, dopo anni di sacrifici personali, di operare serenamente e con strumenti adeguati. Noi ci siamo sempre impegnati al limite delle nostre possibilità e senza risorse sufficienti, ora ci attendiamo risposte concrete”.
i, per riconsegnare in tempi brevi alla cittadinanza pisticcese un’altra via di collegamento fondamentale”.