20Maggio2019

 

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'Agata', la forza dal dolore. Volontari contro il cancro per affermare il primato della speranza. La presentazione in una sala gremita

Si è tenuta sabato, a Marconia, in una sala consiliare piena come solo per le grandi occasioni, la presentazione di “AGATA – Volontari contro il cancro”, associazione fortemente voluta da un gruppo di donne che, direttamente o come familiari, hanno o hanno avuto esperienza con il cancro.
La manifestazione è stata egregiamente condotta da Ilenia Orlando, socia fondatrice di Agata, che ha voluto sottolineare con forza come, di fronte al cancro, nessuno possa dire “non è un problema mio”.
Ilenia Orlando ha spiegato come l’idea di AGATA sia nata da pazienti oncologiche che, dopo una diagnosi così pesante, avrebbero desiderato trovare un "luogo" in cui ricevere risposte alle tante domande che affollano la mente. In un paese come Marconia, dove le diagnosi di neoplasie sono tristemente in aumento, queste donne hanno deciso che non fosse più tempo per aspettare e che quel luogo dovesse diventare reale.
Da medico, la socia fondatrice Mariangela Pagetta, ha illustrato con parole semplici il concetto giovane di medicina predittiva, che si differenzia dalla prevenzione in quanto quest’ultima comprende tutte le attività atte a conservare lo stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattie (test di screening). La predittiva, invece, apre la possibilità di prevedere la comparsa di malattia in persona asintomatica e coincide con la diagnostica genetico- molecolare. In questa rientra il test genetico per verificare la mutazione del gene brca1 (correlata ad un rischio pari al 65-85% di sviluppare carcinoma della mammella e 39-46% di carcinoma ovarico) e del gene brca2 (con un rischio pari al 45-85% di sviluppare carcinoma della mammella e 10-27% per carcinoma dell’ovaio). Il rischio riferito alle mutazioni BRCA è relativo alle neoplasie eredo familiari (5-10% di tutte le neoplasie mammarie).
Dal canto suo, la Presidente di Agata, Mirna Mastronardi, ha raccontato al pubblico attento la sua personale vicenda umana, partita da un caso di malasanità e sfociata, all’età di 42 anni, nella diagnosi di carcinoma mammario. “Ho voluto che il mio caso diventasse pubblico perché a nessun altro accadesse quello che è accaduto a me. Perché per un malato oncologico niente è semplice: non riceviamo sconti, in termini di dolore e in termini di paura. Ma se questo è vero - e lo è - non è accettabile che a tutto questo si sommino anche umiliazioni, cattiverie ed inadeguatezze ricevute là dove invece ci si aspetterebbe di ricevere un aiuto”.
Mirna Mastronardi ha raccontato ad una platea attenta come si possa vivere il cancro senza maledirlo, uno strano compagno di viaggio che ti porta a leggerti dentro, rendendoti, alla fine, migliore. Ed ha raccontato di come accada che, oltre alla famiglia, ci si trovi accanto degli angeli custodi viventi, persone che hanno già avuto a loro volta esperienza con il cancro e che ti mettono a disposizione tutto quello che solo la malattia può insegnare. “Agata – ha spiegato la presidente – è nata da questo, per questo. Per passare il favore. Per passare le informazioni imparate sul campo e per passare una carezza, la forza, il sorriso. ”.
Molto toccante la testimonianza della chef Lucia Viggiano, paziente oncologica da dieci anni, alle prese con una nuova pesantissima diagnosi di neoplasia. E’ stata lei a porre l’accento sulla necessità di parlare di alimentazione sana e ambiente, rivolgendo al Sindaco della Città di Pisticci l’accorato appello di “lavorare per la difesa dell’ambiente e per verificare quanto l’aumento delle patologie tumorali nel territorio di Pisticci sia connessi con l’inquinamento della nostra terra”.
Da parte sua il Sindaco di Pisticci, Viviana Verri, presente alla manifestazione, ha voluto manifestare la sua vicinanza ed elogiare il progetto che porta alla nascita di Agata, lanciando alla Associazione un importante segnale di apertura, per un confronto continuo e una fattiva e costruttiva collaborazione.
Tra gli obiettivi immediati che l’associazione si è prefissa vi è la creazione di un centro di ascolto e l’attivazione di una linea telefonica dedicata a cui potersi rivolgere anche in maniera anonima, per ricevere supporto sia morale che materiale, oltre a cena di beneficienza e ad un convegno, rivolto alle donne ad alto rischio e ai medici di famiglia.
Dalla sala strapiena, le socie di Agata hanno lanciato una richiesta di incontro alle massime autorità della Regione Basilicata, con le quali aprire confronto che veda al centro il malato oncologico. Richiesta rivolta anche al Direttore generale dell'Azienda Sanitaria di Matera, Pietro Quinto, e al Direttore Sanitario, Domenico Adduci (presente all’iniziativa insieme al dottor Vito Cilla), per discutere le troppe criticità presenti nell’ambito di competenza dell’ASM, contro le quali i pazienti oncologici sono costretti a scontrarsi ogni giorno.
Grandissima la partecipazione del pubblico per una manifestazione su un tema come il cancro che – come hanno spiegato le socie fondatrici di Agata – “non riguarda solo gli ammalati, ma tutta la comunità. Ogni nuovo caso – hanno aggiunto – è e deve essere un dolore per tutti ed una nuova forza da cercare e trovare, da mettere al servizio dell'ammalato e della sua famiglia.
Al termine dell’iniziativa, un minuto di applauso carico di commozione e la gente che ha fatto la fila per versare alla neonata associazione un contributo spontaneo, hanno evidenziato come nella comunità ci fosse bisogno di un soggetto come Agata.
“Da oggi – spiegano emozionate le socie fondatrici – Agata c’è. Agata è la forza, l’amore, la speranza. E’ la vita oltre la paura. Agata è ognuno di noi”.