17Novembre2017

 

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Impianto biogas di San Teodoro chiede variante: vuole 'gestire frazione organica rsu'

Una variante per l'introduzione di rifiuti a matrice organica, diversi rispetto a quelli autorizzati, per l'alimentazione dell'impianto di digestione anaerobica di sottoprodotti agricoli con produzione di biogas, già attivo in contrada San Teodoro di Pisticci. L'ha chiesta alla Regione Basilicata la Spring Bioenergy, società a responsabilità limitata con sede a Pisticci, sottoponendo a via Anzio il relativo progetto per verificarne l'assoggettabilità al Via.
In buona sostanza la Bioenergy ha chiesto, come ha riferito l'assessore all'Ambiente del Comune di Pisticci, Salvatore De Angelis, "la possibilità di gestire la frazione organica del rifiuto solido urbano, gli scarti agroindustriali nonché per il compostaggio del digestato solido rinveniente a valle dei processi fermentativi".
La notizia ha in qualche modo messo sul "chi va là" le associazioni ambientaliste anche se, al momento, non ci sono prese di posizione di alcun genere. Palazzo Giannantonio, ha aggiunto De Angelis, è venuto a conoscenza del progetto "tramite l'Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata. Entro 45 giorni dall'apertura del procedimento, enti locali, associazioni e cittadini possono comunicare le loro osservazioni alla Regione: noi, come Amministrazione comunale, di concerto con gli uffici, provvederemo innanzitutto a valutare il progetto e le richieste della ditta in relazione alla documentazione allegata e pubblicata sul sito della Regione, per rilasciare le conseguenti osservazioni rispetto alla richiesta di Bioenergy, la quale già produce biogas per cogenerazione con una potenza elettrica pari a 600 kW.
L’azienda è stata autorizzata alla produzione nel 2012 per trattare biomasse”. “La variante – recita il progetto - si è resa necessaria per modificare il piano di alimentazione dell’impianto e, pur conservando le opere civili esistenti, prevede la realizzazione di manufatti, impianti tecnologici e l’installazione di nuove attrezzature finalizzate alla corretta gestione dei suddetti prodotti. La realizzazione degli interventi genererà un impatto occupazionale diretto di massimo 15 addetti in fase di cantiere e 20 in esercizio".
Problemi di impatto ambientale? Il progetto li valuta così. "Per salute pubblica, traffico, rumore, fauna, suolo, sottosuolo, acque sotterranee, campi elettromagnetici e acque superficiali: trascurabile; per atmosfera: basso; per paesaggio: medio; per vegetazione e flora: nullo".

L’area in cui esiste l’impianto a biomassa della Spring Bioneregy si trova in una zona agricola del Comune di Pisticci, in località San Teodoro. E’ ubicata a circa 5,5 chilometri in direzione Sud-Ovest dal centro abitato e a meno di 1 dal fiume Basento. La superficie complessiva occupata dal lotto è di 18.400 metri quadrati e confina su tutti i 4 lati con terreni agricoli di proprietà della società agricola di Domenico Lazazzera, stesso titolare della Bioenergy.
L’impianto in progetto rientra nella categoria di quelli di piccola taglia. A tal proposito va ricordato che il Piear (Piano energetico ambientale regionale) distingue gli impianti a biomassa in impianti di generazione e cogenerazione di piccola e grossa taglia, a seconda della potenza elettrica istallata, con una soglia tra le due classi pari a 999 kWe e potenza termica istallata di 3000 kWt.

Piero Miolla
pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno

   

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