23Novembre2017

 

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Motonavi nello Jonio: studiano alcune piante, ma è ancora ignoto l'obiettivo dei rilievi

Starebbero conducendo studi su due piante acquatiche, la cimodocea e la posidonia, i tecnici della Lighthouse Spa a bordo delle due motonavi operanti nelle acque dello Jonio lucano a cavallo fra Pisticci e Scanzano Jonico. La società bolognese incaricata di svolgere rilievi geofisici nel mare lucano, a breve distanza dalla costa, consegnerà poi i dati ad un’altra società committente, la francese Doris Engineering, che si occupa di progettazione, ricerca e sviluppo ed annovera fra i suoi clienti diversi colossi del petrolio e del gas, così come la stessa Lighthouse.
Le notizie sono state raccolte sul posto, in uno specifico incontro avvenuto al porto degli Argonauti, dove fanno scalo le motonavi incaricate dei lavori, dal sindaco di Pisticci, Viviana Verri che ha incontrato un geologo e personale di bordo della Lighthouse per chiedere lumi sulle attività di rilievo tuttora in corso. “Ci hanno spiegato - riferisce il sindaco di Pisticci al Quotidiano - che i rilievi geofisici sono funzionali ad attività di natura ambientale condotte sulla cimodocea e la posidonia, come richiesto dal committente Doris Engineering. I nostri interlocutori hanno escluso attività legate alle perforazioni ed alle piattaforme petrolifere”. Nulla è emerso, invece, riguardo all’ipotesi che in qualche maniera le attività possano essere connesse agli studi preventivi per la progettazione del gasdotto EastMed, il cui approdo a terra, proprio sulla costa jonica lucana, era raffigurato in un’immagine emblematica esibita al termine di un vertice israeliano, fra Italia, Cipro, Grecia, Israele ed Unione Europea della scorsa primavera. Quello che continua a non essere chiaro in questa storia, invece, è il fine ultimo delle attività di studio e l’uso che ne farà il committente. Dall’interlocuzione informale del sindaco di Pisticci, spinta al porto degli Argonauti anche per le numerose segnalazioni ricevute in questi giorni, essendo le attività delle motonavi molto vicine alla costa e, in alcuni casi, addirittura connesse con un presidio mobile in spiaggia, è emersa la versione di chi è a bordo di una della motonavi, la più grande delle due, ovvero la Città di Salerno III. Quanto appreso, tuttavia, non sembra aver fugato i dubbi sorti intorno alle attività della Lighthouse, sia perché la società bolognese opera a stretto contatto con il settore del petrolio e del gas sia per gli equipaggiamenti del personale a bordo, in alcuni casi marcato Saipem, acronimo di Società Anonima Italiana Perforazioni E Montaggi. Il punto focale della questione resta comprendere a cosa siano funzionali questi studi anturalistici. Non è un caso, pertanto, che lo stesso primo cittadino abbia anticipato di volerci vedere ancora più chiaro: “Contatteremo la Doris per chiedere ulteriori informazioni sulle attività commissionate nel nostro mare ed inoltreremo richieste ufficiali alla Regione Basilicata in quanto riteniamo che sia nostro diritto essere informati in maniera esaustiva delle ragioni dei rilievi geofisici e degli studi ambientali che abbiamo appreso essere collegati ad essi”.
Intanto dalla Capitaneria di Porto di Taranto si apprende che l’ordinanza emessa per motivi di sicurezza della navigazione in relazione alle attività in corso di svolgimento nel mare lucano non è l’unica ad interessare il tratto di mare prospiciente marina di Pisticci. Un altro documento distinto e separato dall’ordinanza 416/2017 con la quale, appunto, si faceva riferimento alle attività di rilievo geofisico svolte dalla Lighthouse Spa, richiama l’attenzione per i naviganti per via delle attività di posizionamento di una boa ondametrica “nello specchio acqueo antistante il lido di Pisticci”. L’intervento, infatti, è regolato in questo caso da un’altra ordinanza, la 486/2017 che nulla ha a che fare con la prima e, appunto, fa riferimento all’installazione di una boa ondametrica ad opera dalla CAE Spa invitando alla cautela nella navigazione ed a mantenersi ad una distanza di 100 metri dalla boa.

Roberto D'Alessandro
pubblicato su Il Quotidiano del Sud

   

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