20Settembre2018

 

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Valbasento, le criticità della zona industriale

Sessantuno aziende operanti per un totale di 2.152 addetti ma, soprattutto, la necessità della bonifica e la richiesta di un miglioramento infrastrutturale. E’ l’attuale fotografia della Valle del Basento, che si compone delle aree industriali di Ferrandina e Pisticci: un tempo patria dell’industria lucana che qui, per prima, aveva messo le radici dando la speranza di un futuro migliore, adesso la zona è una sorta di pattumiera a cielo aperto, oltre che una cattedrale nel deserto.
E’ circa 14 anni che da queste parti attendono l’avvio delle operazioni di bonifica: suolo, sottosuolo e falde acquifere, infatti, risultano pesantemente contaminati, tanto che lo Stato ha inserito la Valbasento tra i Siti d’Interesse Nazionali, cioè tra le aree per le quali la bonifica è una priorità. Lo è sia perché i veleni presenti vengono quotidianamente respirati (e non solo) da chi qui ci vive e ci lavora, ma anche perché l’unico modo per tornare ad attrarre investimenti (e creare, quindi, posti di lavoro) è, appunto, bonificare l’area.
Se, in generale, la Valbasento è ben infrastrutturata, va però segnalato che, di recente, le abbondanti piogge che hanno portato all’esondazione del Basento hanno poi determinato l’erosione di una delle vie di accesso all’area di Ferrandina. Inoltre, l’esigua presenza di aziende ha fatto lievitare i costi dei servizi, dall’energia elettrica alle altre utilities di cui le poche fabbriche rimaste abbisognano: queste le problematiche più stringenti.
I poco più di 2mila addetti sono divisi tra i 1.035 dell’area di Ferrandina e i 1.117 di quella di Pisticci, almeno secondo dati ufficiali fornitici dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera. Stando alle cifre, inoltre, se gli addetti sono in numero maggiore a Pisticci, le aziende presenti, invece, sono più concentrate nell’area di Ferrandina: 34, contro le 27 di Pisticci. Nell’area industriale aragonese sono così suddivise: 2 operano nel settore trasporti, 4 in quello della gestione dei rifiuti e risanamento, 23 nel manifatturiero, 4 nel commercio, 1 nel settore dell’estrazione minerali da cave, mentre sono 2 le aziende che si insedieranno nel prossimo biennio. Sempre rimanendo a Ferrandina, il Consorzio segnale che 2 delle aziende già insediate sono in espansione: la prima, che opera nel settore della gestione dei rifiuti e del risanamento, prevede di assumere 5 persone, mentre l’altra, un laboratorio di stampa salviette e similari e fabbricazioni di saponi, ne assumerà 10.
A Pisticci, invece, le 27 aziende presenti sono così suddivise per settore: 1 nei trasporti, 20 nella manifattura, 2 nel commercio, 1'attività professionali, scientifiche e tecniche, 2 nelle altre attività di servizio, mentre sono 3 quelle che si insedieranno nel prossimo biennio. Anche nell’area industriale di Pisticci, infine, 2 delle aziende già operanti prevedono di espandersi: una, operante nella produzione farmaceutica, assumerà 20 dipendenti, mentre l’altra, che opera nella produzione di tessuto non tessuto, avrà bisogno di altre figure.

Piero Miolla
pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno