15Dicembre2017

 

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Incontro No Tap a Pisticci: rischia anche la Basilicata?

La Valbasento e una parte della Basilicata sede di un sito di stoccaggio di metano? La nostra terra quale hub privilegiato per la connessione tra la cosiddetta dorsale adriatica e quella tirrenica del gas? Tali interrogativi, insieme allo scenario tetro che si intravede, sono stati paventati a Pisticci, nel corso di un’assemblea pubblica informativa sul progetto Tap (Trans adriatic pipe line) e la sua prosecuzione in Italia, fino a Cremona, con il gasdotto Snam, che si è tenuta nella sala consiliare di piazza Umberto I.
Come è noto da circa 6 anni in Salento, a Melendugno, è in atto una dura e pacifica lotta contro lo Stato italiano da parte delle popolazioni locali, che si battono per impedire che il progetto, che dovrebbe approdare sulla splendida spiaggia di San Foca, porti milioni di metri cubi di gas dall’Azerbaijgian. Quella lotta, che si preannuncia sempre più cruenta a causa di un vero e proprio atteggiamento intransigente delle istituzioni, adesso sta per fare il salto di qualità e diventare, per così dire, itinerante. Quella di Pisticci, infatti, è stata solo la prima di una serie di tappe che porteranno le associazioni a facilitare la solidarietà dal basso, e soprattutto, la comunicazione che sul tema è sempre meno agevole, come spesso accade in Italia quando, dietro ai progetti, si celano interessi non sempre chiari e cristallini. Dopo Pisticci, quindi, la carovana dei No Tap toccherà Campochiaro in Molise, Sulmona e L’Aquila in Abruzzo, Norcia in Umbria, Arcevia nelle Marche, Minerbio in Emilia, Crema e Milano in Lombardia.
“L’iniziativa – hanno spiegato gli organizzatori - è finalizzata ad illustrare e discutere complessità del progetto, caratteristiche, implicazioni tecniche, ambientali, economiche, sociali, nonché le criticità legate alla sua realizzazione e le motivazioni di una condivisa opposizione in atto, che si inscrive in un percorso di crescente solidarietà espresso dal basso in favore di comitati, amministrazioni e cittadini che da tempo lottano nel leccese, ma anche in Abruzzo, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Lombardia, contro un’opera voluta da un consorzio multinazionale e prontamente definita strategica dal Governo. Da Melendugno, dove, in località San Foca, dovrebbe approdare il tubo del gas, abbiamo dato vita a una carovana di solidarietà e informazione in grado di coinvolgere le 10 regioni interessate dall’attraversamento delle infrastrutture del megaprogetto, dalla Puglia all’Emilia Romagna”. Cosa c’entra con il Tap la Basilicata?
“La vostra regione – hanno spiegato i No Tap - è interessata in più punti dal mega progetto. In Val Basento, in un contesto di stratificazione di cause ed elementi inquinanti, tra Pisticci, Ferrandina, Salandra è in progetto un controverso sito di stoccaggio dove dovrebbero essere compressi milioni di metri cubi di gas, prima che questo possa proseguire lungo la dorsale adriatica fin oltre Bologna, a Minerbio, completando, soltanto in Italia, un percorso di circa 700 chilometri”. Purtroppo, nessuna amministrazione comunale della Valbasento ha partecipato all’assemblea, al tavolo dei relatori. Solo Pisticci ha inviato Cinzia Camardo, membro della commissione comunale Ambiente e consigliera comunale del M5S, presente però solo nel pubblico.

Piero Miolla

   

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