16Ottobre2018

 

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Gamberetti spiaggiati. Potrebbe essere un fenomeno naturale, ma l'Arpab ha fatto i prelievi

Migliaia di “Krill”, ovvero piccoli gamberetti ancora senza guscio, spiaggiati sabato mattina lungo il litorale di Metaponto, dalla foce dell’idrovora al Lido dei Gabbiani. E’ l’allarmante “spettacolo”, a cui hanno assistito alcuni pescatori, che hanno filmato e fotografato tutto, denunciandolo su Facebook.
La notizia è arrivata anche alle associazioni di operatori turistici, ed a tutti i soggetti che vivono quotidianamente il litorale metapontino. Al di là delle varie (a volte molto fantasiose) ipotesi, in cui il popolo della rete si è subito avventurato, il fenomeno va indagato ed interpretato con dati scientifici. Infatti, occorre capire se si sia trattato di un caso possibile in natura, o se sia sensato accertare altre eventuali cause, riconducibili all’inquinamento dello specchio di mare interessato. Per queste ragioni, e per non lasciare nulla di intentato, il presidente dell’associazione di operatori turistici “Leucippo”, nonchè del Gruppo di azione costiera, Nicola Mastromarino, ha chiesto ieri l’intervento dei tecnici dell’Agenzia regionale per la prevenzione dell’ambiente, che hanno effettuato diversi campionamenti sullo specchio di mare interessato, non potendo prelevare campioni di Krill in quanto già ieri erano stati tutti riassorbiti dalla risacca del mare.
"Attendiamo dati scientifici -ha spiegato Mastromarino al Quotidiano- ma verosimilmente potrebbe essersi trattato di un fenomeno naturale, causato da una serie di elementi concomitanti. I Krill, infatti, vivono sui fondali ed ogni tanto emergono per nutrirsi. Può essere accaduto che, abbagliati dal sole, si siano disorientati lasciandosi trascinare dalle forti mareggiate di questi giorni. Ci sono molti precedenti di questo genere, lo confermerebbe il tratto relativamente circoscritto di spiaggia interessata, e il fatto che solo questa specie è stata coinvolta. Infatti, in caso ad esempio di un inquinamento, sarebbero morti anche altri tipi di pesce.
Noi viviamo sul mare - rimarca Mastromarinoquindi è nostro interesse primario capire quale sia la causa di questo fenomeno, ma occorre anche prendere le distanze da chi, sui social, fa terrorismo psicologico; come colui che ha pubblicato la foto di un delfino morto, che poi, alla nostra richiesta di localizzarlo per poterlo vedere, ha subito tolto la foto da Facebook".
Nelle prossime settimane, si conosceranno gli esiti dei prelievi. E’ partita una segnalazione alle autorità, anche da parte del tenente Giuseppe Di Bello, candidato al Senato in “Popolo per la Costituzione”, che chiede "verità sulle cause".  

Antonio Corrado
pubblicato su Il Quotidiano del Sud