22Settembre2019

 

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Bagni pubblici, problema ancora irrisolto

Un annoso problema quello dei bagni pubblici di via Piemonte.  Chiusi, evidentemente per seri inconvenienti tecnici, prima delle festività pasquali. Poi riaperti solo in parte, rimanendo comunque sbarrati quelli destinati agli uomini.
La cosa va avanti così e i disagi per la categoria, soprattutto anziani, sono sempre più evidenti. Qualcuno dice che forse il sindaco  Viviana Verri  non  potrebbe essere stata informata di questa  serrata parziale.  Se la cosa fosse vera, sarebbe grave e dispiacerebbe parecchio, proprio perché il primo cittadino non sia potuto intervenire direttamente per risolvere un serio inconveniente per la nostra  città, che non può essere privata per tanto tempo di uno dei servizi più importanti, senza  che si sappia, più o meno quanto tempo potrebbe ancora occorrere perché il tutto possa essere completamente ripristinato.
A questo punto, se ci viene consentito e come ci ha suggerito proprio un  addetto ai lavori,  ci permettiamo di avanzare una soluzione, semplice ma  efficace, anche se provvisoria, comunque adatta alla emergenza.
Si sa che l’ala del bagno riservato alle donne è composto di più cabine, per cui una o più di  queste  potrebbe  essere riservata agli uomini. Basterebbe una semplice indicazione esterna ed interna  per  le due destinazioni, come si può notare nei diversi bagni  pubblici delle varie stazione di servizio sulle strade.  E ciò, in  attesa  dei provvedimenti necessari per il ritorno alla normalità.  Struttura obsoleta, igienicamente  carente e  facilmente in tilt, quella di via Piemonte che comunque ha sempre fatto parlare di sé. Ci viene in mente un divertente episodio di qualche lustro fa,  quando sempre gli stessi bagni furono oggetto della trasmissione Rai “Il buttafuori” condotta dal compianto Luciano Rispoli.  Un nostro simpatico  concittadino, Mario Aliani, alias “il Cavaliere”, si presentò sul palco del teatro Colosseo con in mano un secchiello  la cui presenza venne così spiegata: “Serve per i propri bisogni corporali, atteso che i bagni pubblici non funzionano”. Applausi a non finire.  L’accostamento comunque è solo casuale e mette in evidenza che questo servizio  non  era  perfetto neanche più di 50 anni fa. Ironia a parte, poiché il problema è serio, vogliamo auspicare  che  l’Amministrazione comunale, che riteniamo sensibile a certe problematiche, possa risolvere al più presto  l’annoso problema dei bagni pubblici.

Michele Selvaggi