20Settembre2018

 

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Lavori di riqualificazione di un lido a San Basilio. Fa discutere l'uso del cemento. Verifiche in corso sul rispetto delle prescrizioni

Cemento sulla spiaggia di San Basilio. Le immagini, accompagnate da una fitta richiesta di chiarimenti all'amministrazione comunale, stanno facendo il giro dei social. L'opera riguarda uno stabilimento balneare sull'arenile di marina di Pisticci, al centro della sua spiaggia più grande ed affollata. Chi la sta realizzando, la società Duemc, fa riferimento ad un progetto di riqualificazione della struttura con un permesso a costruire dello scorso 12 dicembre, una scia in variante architettonica dello scorso 26 maggio ed un inizio lavori del 15 maggio.
Già la scorsa settimana il coordinatore provinciale di SInistra Italiana Giuseppe Miolla aveva commentato alcune immagini: "Sulla Spiaggia di San Basilio stanno costruendo strutture turistiche in assenza di un vero piano dei lidi e quindi di un progetto strutturale serio con una visione programmatica di sviluppo. La delibera del Comune parla di strutture facilmente amovibili. Quella in foto rispetta questa prescrizione"? Il dubbio sollevato, pertanto, riguarda innanzitutto l'utilizzo del cemento e la conseguente difficoltà a rendere effettivamente amovibili le strutture così realizzate, visto che un'opera del genere sarebbe in buona sostanza permanente. Era seguita, da parte di Miolla, una richiesta di accesso agli atti finalizzata a meglio comprendere l'esatto adempimento delle prescrizioni imposte ed i parere emersi in conferenza di servizi relativamente alla "richiesta di permesso a costruire per progetto di riqualificazione delle strutture ricettive per per attività turistico - balneari e turistico - ricreativi sull'arenile di San Basilio".
Nel frattempo i lavori sono andati avanti ed a dare nell'occhio, alimentando alcuni interrogativi circa i limiti autorizzatori di un intervento del genere, è stato il notevole uso del cemento. Fra le voci più critiche quella di Roberto Cammarota, già consigliere comunale a Pisticci. "Stanno devastando la spiaggia di San Basilio - è la sua denuncia - con strutture con fondazioni in cemento armato. Cosa fa l'amministrazione Verri? Di questo passo, a breve troveremo le villette a schiera sul nostro arenile.
Credo sia dovere di tutti i pisticcesi vigilare e pretendere il rispetto del nostro territorio".
Nel frattempo, alla luce degli ultimi sviluppi, a San Basilio è stato effettuato un sopralluogo della polizia locale del Comune jonico finalizzato a verificare nel merito i lavori svolti.
Su di essi, ha confermato il sindaco di Pisticci Viviana Verri, "sono in corso dei controlli da parte della Polizia Locale e dell'Ufficio Tecnico del Comune di Pisticci per verificare se i lavori procedono nel rispetto delle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Basilicata. D'altra parte se ci sono stati errori nel rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti competenti, chi ha sbagliato se ne assumerà le responsabilità".
In questi giorni, inoltre, sembra che anche i carabinieri forestali abbiano visitato il cantiere. Domani mattina, inoltre, il locale circolo di Legambiente, terrà proprio a San Basilio la manifestazione "Spiagge pulite e libere dal cemento". Il programma prevede la partecipazione dei volontari - cittadini, turisti, associazioni - alle attività di pulizia di un tratto della spiaggia e al contemporaneo monitoraggio dei quantitativi nell'ambito del programma Marine Litter. "L'iniziativa - spiegano da Legambiente - è programmata in concomitanza con una emergenza ambientale che negli ultimi giorni ci ha lasciati perplessi: la realizzazione di una struttura in cemento armato sulla duna, uno dei valori paesaggistici da tutelare che caratterizza le spiagge ioniche inclusa quella pisticcese, area protetta nell'ambito di Rete Natura2000 - SIC. Sarà occasione per chiedere maggiore chiarezza sulle motivazioni che hanno indotto chi lo ha fatto, ad autorizzare l'intervento in corso di realizzazione".
C'è da comprendere la congruità dei lavori in corso con i limiti autorizzatori su una spiaggia che rientra, fra l'altro, nel sito rete Natura 2000 costa jonica foce Cavone e sulla quale è necessario far coesistere correttamente le esigenze di sviluppo e ricettività turistica con le prerogative di natura ambientale.

Roberto D'Alessandro