21Marzo2019

 

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  • Geom. Mario Petracca
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Un santuario dei cetacei nello Jonio per scongiurare il rischio trivelle

In queste ore infiamma la polemica sulle autorizzazioni alle compagnie petrolifere di attivare ricerche nel mar Ionio tra l'altro praticate con l'infame strumento dell'air gun, un metodo che rischia fortemente di compromettere l'ecosistema marino nelle aree interessate.
Molte delle associazioni ambientaliste ed in particolare il coordinamento No Triv accusano il governo ed il Ministro Di Maio di immobilismo e di aver di fatto "perso" l'occasione per intervenire con una moratoria per bloccare il proliferare delle richieste di trivellazione permettendo al provvedimento promosso dal governo Renzi di concludere positivamente il suo iter.
Il coordinamento no Triv, inoltre, sottolinea l'ennesimo tradimento del governo rispetto alle promesse elettorali sui temi ambientali, denuncia le stesse modalità di nascondersi dietro impossibilità tecniche e logistiche ed evidenzia l'ennesima sconfitta nelle trattative con la lega su temi strategici, imputando la scelta del governo ad aver accondisceso alle posizioni sui temi del petrolio del partito di Salvini.
Di Maio replica che le responsabilità sono tutte del precedente governo e che il suo esecutivo si è limitato a rispettare norme e leggi e rilancia che insieme alla Regione Puglia che ha già dichiarato di voler impugnare il provvedimento sarà in prima linea per scongiurare il rischio di Trivelle nel golfo di Taranto.
A noi il balletto delle responsabilità interessa poco, a noi interessa prima di tutto che il nostro mare sia  salvaguardato dal rischio di estrazioni petrolifere che sarebbero un disastro per l'ecosistema.
Per questo a tutti coloro che dicono di aver a cuore il nostro mare ma soprattutto a coloro che lo hanno a cuore veramente, proponiamo, invece, di scongiurare definitivamente ulteriori stupri del nostro territorio tutelando parte dell'area interessata con rigorosi  vincoli ambientali.
Da diversi anni alcune organizzazioni scientifiche monitorano il golfo di Taranto ed hanno riscontrato la presenza di un ecosistema sorprendente nonostante la grande antropizzazione; tante specie animali di grande importanza (come i grandi cetacei) vivono nel nostro mare e  giustificherebbero la creazione di un'area marina protetta come il santuario dei cetacei nel Tirreno settentrionale.
Questa sarebbe una grande opportunità per riconoscere lo straordinario valore del nostro mare e per riportare al centro della discussione sullo sviluppo la valorizzazione del territorio e non il suo efferato sfruttamento.

La proposta è stata firmata da:
DiEM25 Matera
Sinistra Italiana Matera
Associazione Ambiente e legalità
Collettivo Donne Matera