22Settembre2019

 

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Versante di San Rocco: passare ai fatti. Don Michele:'Ci turbano i ritardi'

"Sono molto preoccupato per le condizioni in cui i tecnici hanno trovato lo stabile della chiesa di San Rocco". Dopo la relazione dei professionisti riguardante il sopralluogo dello scorso fine gennaio, effettuato allo scopo di allestire il cantiere funzionale ai lavori della diocesi di Matera che riguarderanno il plesso, parla don Michele Leone, direttore dell'ufficio tecnico diocesano nonchè parroco pisticcese presso la chiesa di Sant'Antonio.
I tecnici, come aveva già ricordato il sacerdote scrivendo al sindaco Verri, hanno osservato "un generale aggravamento delle condizioni statiche del fabbricato soprattutto lungo la parete che confina con corso Margherita, sul pavimento e nella zona a tergo del presbiterio. Il quadro fessurativo rilevato nel 2017 risulta notevolmente peggiorato". La situazione "genera una motivata preoccupazione che invita a sollecitare l'attuazione di interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico del rione Marco Scerra, limitrofo alla chiesa e ad essa addossato nella zona retrostante il presbiterio".
Il quadro statico messo a fuoco di recente non sembra comunque destinato a fermare i lavori di consolidamento e ristrutturazione della chiesa. "Noi siamo quasi pronti – spiega don Michele Leone – tanto che ci siamo recati in chiesa per le attività propedeutiche alla realizzazione del cantiere. Il nostro intervento, peraltro, prevede il consolidamento dell'edificio attraverso una palificazione, ma il problema resta il contesto intorno all'edificio".
La questione va ben oltre il perimetro del plesso e riguarda un'intera zona che, secondo una lettura tecnica, viene in qualche modo spinta piano piano a valle da una serie di criticità irrisolte a monte.
"Il consolidamento del versante non è nelle nostre competenze -spiega il direttore dell'ufficio tecnico diocesano – ed il suo stato di salute è quello che preoccupa di più, al di là della chiesa, perchè lì ci vivono tante persone. E' questa la maggiore criticità rispetto alla quale ci sono tutte le condizioni per intervenire urgentemente e non attendere i tempi lunghi della burocrazia. Rispetto a questa situazione tutti gli organi competenti sono chiamati ad assumersi le loro rispettive responsabilità.
E' noto che le acque delle reti sotterranee e quelle piovane indeboliscano l'intero versante. Le reti fognarie hanno delle perdite, le reti idriche hanno delle perdite e le strade non sono ben impermeabilizzate . Questo quadro ci turba come ci turbano i ritardi nel porre in essere gli interventi necessari a mettere in sicurezza l'intera zona".
Di un finanziamento di diversi milioni di euro, per mettere mano a questo tipo di problematica, si è parlato più volte, ma ad oggi non si registrano ancora effetti tangibili di quella prospettiva solo paventata. Eppure gli accadimenti recenti e disastrosi di realtà che ci circondano, come nel caso di Pomarico, dovrebbero imporre maggiormente un rapido passaggio dalla lunga stagione delle parole alla più rassicurante dimesione dei fatti che finora, sul versante chiesa di San Rocco, stanno ancora a zero.

Roberto D'Alessandro