02Aprile2020

 

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Contenimento coronavirus, personale del PPI di Tinchi denuncia carenze

Il rispetto delle regole più stringenti, richiamate di recente nello specifico Decreto del Presidente del Consiglio, per contenere la diffusione del coronavirus è un aspetto da prendere sul serio, perchè, come stanno spiegando anche gli epidemiologi, può fare la differenza in termini di percentuale di propagazione del contagio.
Il momento, insomma, richiede a tutti di fare di più ed al massimo. Una lamentela, in tal senso, giunge dal personale medico - infermieristico del PPI (Punto di Primo Intervento) del presidio ospedaliero di Tinchi.
Da quanto esposto a nome di tutti componenti della struttura da parte di Antonio Timpone, per la parte medica, e Leonardo Montano, per la parte infermieristica, occorrerebbe rimuovere al più presto la prassi di utilizzare il corridoio interno del piano terra che conduce anche al PPI come punto di passaggio da parte di numerosissime persone. "Dall'esterno - spiegano i componenti del personale sanitario - c'è un passaggio indiscriminato di persone che usa impropriamente il corridoio come scorciatoia e questo, in una fase di emergenza come quella determinata dal coronavirus, è un comportamento che espone a rischi inutili i pazienti e tutti coloro che attraversano quella zona".
Il personale ha dovuto ricordare, pertanto, che l'area antistante il PPI serve esclusivamente per l'attesa di chi poi deve farsi visitare all'interno del Punto di Primo Intervento. "E' necessario - proseguono i componenti del personale - disciplinare diversamente gli accessi e garantire una maggiore selezione a tutto vantaggio di chi ha necessità di utilizzare la struttura".
In quegli spazi, proprio per via di un passaggio aperto a tutti, non è nemmeno facile rispettare le distanze minime fra individui di cui pure si sta tanto parlando come ulteriore misura anticontagio.
Il personale del PPI ha anche fatto notare l'assenza di dispenser per la disinfezione delle mani che invece avrebbero dovuto trovare collocazione nei luoghi frequentti da pazienti. Denunciata, infine, anche "la carenza di dispositivi di protezione individuale".
In tempi in cui i dettagli possono fare davvero la differenza si spera che alle carenze lamentate l'Azienda Sanitaria possa fornire una risposta tempestiva.

Roberto D'Alessandro