07Aprile2020

 

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Coronavirus, l'assessore Leone attacca i medici di famiglia. Dura condanna alle sue parole da diversi fronti

L'assessore alla Sanità della Regione Basilicata, Rocco Leone, in una intevista rilasciata alla testata giornalistica Basilicata24.it nella giornata di ieri, ha attaccato l'intera categoria dei medici di medicina generale, rei, a suo dire di essere l'unico anello non funzionante del sistema messo in atto a contrasto del coronavirus.

Interpellato in merito alla vicenda del 67enne potentino che, nonostante le precarie condizioni di salute, ha dovuto attendere oltre 2 settimane per l'effettuazione del tampone, risultato positivo, e solo dopo l'interessamento dei giornalisti di Basilicata24, Leone, dopo aver vantato la bontà delle azioni intraprese dalla regione, ha affermato che a non funzionare è "il sistema di monitoraggio del territorio da parte dei medici di medicina generale" i quali sarebbero rei di non visitare i pazienti perché "dicono che mancano i dispositivi di protezione personale", nonostante "noi li abbiamo distribuiti".
A tal proposito, l'assessore, noto pediatra, afferma di aver invitato una signora di San Costantino Albanese che manifestava febbre e problemi respiratori da 15 giorni, a presentarsi nel suo studio perché nessuno volesse visitarla.

Non si sono fatte attendere le risposte a queste affermazioni. La più dura nei toni è quella dell'ex sindaco di Pisticci, il dottor Vito Di Trani, che sulla pagina Facebook del suo studio professionale, attacca pesantemente l'assessore Leone, chiedendone le dimissioni.
"Nel momento in cui molti medici di famiglia e non solo - attacca Di Trani - sono deceduti per contagio da coronavirus e dai più ritenuti eroi, l'assessore alla sanità lucana, in una intervista rilasciata a BASILICATA24.IT, lascia trasparire una responsabilità del curante in merito al ritardo del ricovero ospedaliero del sessatasettenne Covid positivo di Potenza. Alla riflessione che i medici di famiglia sono costretti a non fare le domiciliari per mancanza di dispositivi di sicurezza, l'assessore, mentendo spudoratamente, dice di aver fornito ai medici di famiglia mascherine e quant'altro per prevenire il proprio ed altrui contagio. Abbiamo avuto soltanto tre mascherine FFP3 che si possono indossare singolarmente per massimo 8 ore, non guanti monouso, non camici monouso, non occhiali!  È vergognoso che l'assessore debba scaricare la propria manifesta incapacità a gestire e programmare addosso a chi, fino a prova contraria ha speso la propria per salvare l'altrui vita. All'assessore chiedo di rassegnare immediatamente le dimissioni per manifesta incapacità, al presidente dell'Ordine dei medici di Matera di punirlo in maniera esemplare ed ai nostri sindacati di citarlo in giudizio perché, in quanto nostro datore di lavoro, è palesemente inadempiente nell'applicazione della legge 81".

Condanna alle parole dell'assessore Leone sono arrivate anche dal presidente e dal vicepresidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Potenza che, in una lettera aperta, parlano di "intervista di una gravità inaudita perché lanciare accuse ad una categoria medica è sembrato non solo fuori luogo, ma anche beffardo e irrispettoso. Ha affermato che i medici di famiglia hanno ceduto le armi: ma lei pensa realmente che aver distribuito 2-3 mascherine (e non a tutti) siano le armi sufficienti a fronteggiare un nemico invisibile?"
Tra le altre cose, i rappresentanti dell'ordine condannano anche l'operato medico dell'assessore: "la smetta di citare i suoi atti professionali (oltretutto fuori dalle linee guida della Task Force regionale di contrasto al Covid-19) e si dia da fare per assicurare a tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri, farmacisti) idonei Dispositivi di Protezione Individuali e controlli attivamente che tutte le componenti del nostro servizio sanitario siano in grado di rispondere alle sfide che l'emergenza ci impone".

Protestano anche i consiglieri regionali di minoranza Braia, Cifarelli, Pittella, Polese e Trerotola che, nell' esprimere solidarietà ai medici di famiglia, invocano riunioni che "affrontino con senso di vera responsabilità istituzionale l'organizzazione sanitaria, l'utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale soprattutto per i sanitari, ed i tamponi a tappeto." 
"Le gravi parole dell'assessore Leone all'indirizzo dei medici di base - scrivono i consiglieri di centrosinistra - sono solo la punta dell'iceberg di una gestione confusionaria dell'emergenza che, come più volte abbiamo ribadito, richiede coordinamento, coesione e strategia organizzativa. Quanto accaduto nel caso specifico, per il quale auspichiamo una veloce guarigione, avrebbe dovuto indurre chi ha responsabilità di governo a riflettere su cosa sia mancato ed allo stato ancora manchi. Il gioco dello scaricabarile non é accettabile, tanto più se fatto ai danni dei medici impegnati tutti in prima linea a gestire non solo la salute ma anche le ansie dei cittadini. Le sue parole, assessore, suonano come un'offesa non solo ai medici, ma a quanti hanno bisogno di avere una bussola ed essere certi che si stiano assumendo le scelte migliori. Del suo atteggiamento ne discuteremo quando saremo fuori dall'emergenza. Ora, caro assessore, prima di parlare, rifletta. Forse non é troppo tardi".